Sagre Sicure e sostenibili, nuovo accordo tra Confcommercio La Spezia e Pro Loco Unpli. Buticchi : “Le sagre autentiche sono il 5% del totale ”

Di Michele Operoso - "La sagra non è una festa, ma un'iniziativa culturale che deve rispondere a dei parametri ben precisi e identificarsi col territorio. Ad oggi soltanto il 5% delle sagre organizzate nella nostra provincia possono definirsi tali. Tutte le restanti manifestazioni si appropriano di questa parola per attirare gente, violare regole normative, e lucrare a dispetto delle altre attività commerciali"

 

Questa la denuncia del Presidente provinciale FIPE, Marco Buticchi, durante la presentazione della "Carta dei Valori delle 3S" (Sagre Sicure Sostenibili) per la certificazione delle sagre di qualità, tenutasi questa mattina, giovedì 28 luglio, in presenza del Presidente provinciale UNPLI, Giorgio Antognoli, e del Direttore di Confcommercio La Spezia, Roberto Martini. Un accordo che va ad integrare il protocollo d'intesa del 2010, siglato tra FIPE Confcommercio e UNPLI (Unione Nazionale delle Pro Loco d'Italia), per la promozione di una normativa che tuteli le sagre autentiche contro quelle organizzate da soggetti diversi dalle ProLoco.

Le sagre odierne, inutile girarci attorno, sono sinonimo di economicità più che di salvaguardia delle tradizioni gastronomiche tipiche. Spesso e volentieri durano più di due giorni, con temi che nulla hanno a che vedere col territorio, rappresentando una speculazione diffusa a livello nazionale molto difficile da vigilare. Parliamo di un mondo fatto di ricevute non sempre emesse e lavoratori in certi casi volontari senza attestato di HACCP, e che sembra motivare a volte i bassi prezzi con la mancata trasparenza fiscale e la violazione delle norme igienico-sanitarie.

I rischi sono sempre dietro l'angolo. Nel 2013 una decina di persone, reduci da una mangiata di muscoli presso una delle tante sagre dello spezzino, ha manifestato sintomi di avvelenamento. Spiega Roberto Martini: "Le sagre sono attività commerciali a tutti gli effetti, e come tali devono rispettare precise regole morali e normative. Quante volte vediamo dei bambini servire ai tavoli? Chi vi presta servizio spesso è un volontario senza l'attestato di HACCP. Sarebbe più appropriato inquadrare i lavoratori secondo le loro competenze, remunerarli col sistema dei voucher, o comunque tutelarli a livello assicurativo se si tratta di volontari".

Ma quali sono i requisiti che una sagra deve rispettare per definirsi "di qualità"? Tanto per cominciare deve essere organizzata e gestita dalle ProLoco UNPLI con altri soggetti territoriali, ed è importante dimostrare di voler intraprendere un percorso educativo virtuoso dal punto di vista ecologico (raccolta differenziata, detergenti biologici, utilizzo di materiale biodegradabile) ed avere un fine educativo (il rapporto tra cibo e territorio, il coinvolgimento della comunità e delle realtà commerciali locali, divulgazione storico-culturale legata alla specialità gastronomica). Non può avere una durata superiore ai sette giorni e gli organizzatori devono inoltre monitorare il rispetto delle norme igienico-sanitarie, tutelare i suoi lavoratori e rendere ben visibile l'elenco di tutti i prodotti a salvaguardia delle intolleranze ed allergie.

Più in generale quindi la sagra ha l'obiettivo di valorizzare il territorio e le sue risorse, a beneficio dell'immagine della comunità, stimolando lo spirito di partecipazione e di appartenenza.

"Il nostro auspicio è che la Regione Liguria adotti le linee guida proposte dalla Carta dei Valori delle 3S, perché ad oggi non vi sono regolamentazioni chiare in merito – ha dichiarato Giorgio Antognoli – le sagre delle Pro Loco, oltre ad essere un patrimonio riconosciuto dall'Unesco, permettono di investire nel finanziamento di libri, cartine e conferenze, tutto a beneficio della comunità".

 28-07-2016 17:25

Autore: Redazione Gazzetta della Spezia
Categoria: Cronaca La Spezia


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