Alcune precisazioni in merito all’articolo di Gazzetta della Spezia pubblicato in data 26/07 a firma di Gabriele Cocchi

Riceviamo e pubblichiamo la replica del Assessore al Turismo Luca Erba in risposta all'articolo pubblicato da Gazzetta della Spezia in data 26/07 che potete trovare cliccando (qui).


"Fare del buon giornalismo significa prima di tutto garantire un servizio al lettore che riceve e legge il contenuto delle cose che si scrivono. A maggior ragione se ad essere giudicate sono le amministrazioni o più in generale la politica il rapporto deve sempre rimanere ben distinto, c'è il giudicato e c'è il giudicante. Chi ha una penna in mano ha una grande responsabilità, ha un megafono (qualcuno lo chiama contropotere) in grado di orientare e formare il pensiero di chi legge fornendo dati e tesi che garantiscano che le azioni del giudicato siano trasparenti e prive di coni d'ombra.

Il contenuto dell'articolo a cui faccio riferimento fa spallucce a tutte queste premesse: intanto il taglio ironico (dico ironico perché sono una persona educata altrimenti lo dovrei definire in altro modo) disorienta chi legge perché l'argomento trattato, in particolare il turismo nella nostra città, poco si presta alle fantasie stile giornalino della scuola alle quali è stato sottoposto, e in secondo luogo apre un ragionamento più specifico su quello che è il compito di un giornale: se non sei il vernacoliere, il giornalino della scuola, che in alcune fasi (a mio modo non sempre) si può permettere di conoscere momenti di svago e non solo di approfondimento e neanche la sezione di Città della Spezia "Sentimenti Spezzini" (che io peraltro adoro) come puoi proporre un testo così privo di contenuto e costruito soltanto per la delegittimazione del soggetto citato?

 

La risposta è semplice: si condisce con il paradosso la critica politica perché essa da sola non regge il confronto; si mescola il giornalismo d'inchiesta (mi scuso per l'accostamento con chi il giornalismo d'inchiesta lo fa davvero rischiando a volte la vita) con tesi inventate e numeri tirati a casaccio. Affrontiamo punto per punto: già il titolo ci fa capire il maldestro tentativo "Cronaca buffa ma non troppo (quel "ma non troppo" chissà per quante notti è stato meditato dal sedicente aspirante collaboratore Cocchi); si prosegue poi con una ricostruzione superficiale di com'era Spezia prima dell'arrivo dei turisti in città sostenendo che il mio ingresso in giunta avrebbe fatto cambiare la musica.

 

Anche qua il passaggio non è sostenuto da dati e la critica vuole sostenere che il tema del turismo è trattato in forma demagogica da chi governa e privo di un qualsiasi riscontro (in barba al grande lavoro che operatori, associazioni del settore e enti come Autorità Portuale stanno facendo realmente).

 

Ma andando avanti l'articolo si fa sempre più interessante: si ritorna sulla polemica delle cartine turistiche dicendo che il Comune ha distribuito nuovo materiale, cito testualmente "frutto di rimanenze del magazzino recanti le stesse problematiche delle prime"! Al di là del fatto che la polemica risale ormai a dieci giorni fa e chi scrive su una testata on line deve dimostrare di avere la prontezza di stare quasi in diretta su ciò che scrive altrimenti viene meno la natura stessa dello strumento utilizzato, mi sarei aspettato invece che una ricostruzione giornalistica prendesse atto che la polemica è stata chiusa con un accordo fatto tra il mio assessorato, le associazioni di categoria quali Confcommercio, Confesercenti, CNA, Confartigianato, comitati e civ Spezia vivi il centro, Spezia in centro e i tanti commercianti presenti all'incontro, che ho personalmente invitato alla riunione recandomi fisicamente in tutte le attività commerciali (si dice che la politica sta chiusa nel palazzo, almeno citare il fatto che si è avuto il buon senso di non sottrarsi al confronto me lo sarei aspettato).

 

Ma c'è di più, oltre al ritardo con il quale si affronta il tema e la mancanza di elementi per fare una ricostruzione reale, si insinua che siano stati buttati al vento 6.000 euro, e qua il Cocchi si supera, dove ha letto questo dato? Il mio assessorato non ha autorizzato nessun pagamento e la nuova cartina concordata con i commercianti e le associazioni di categoria andrà in stampa soltanto dopo aver consumato un altro incontro con loro volto ad esaminare con attenzione anche la bozza della tipografia (Sic!), e sarà mia cura fornire i dati della spesa che posso già dire con certezza che non si avvicinerà neanche lontanamente alla cifra indicata. Ma allora di cosa si sta parlando? Cocchi è animato da malafede o da manifesta incapacità?

 

Questa è la domanda interessante, non fosse per altro che il riferimento alle spese pazze per le cartine anche se fosse rivolto a chi mi ha preceduto che certamente non ha bisogno che venga difeso da me, e quindi alla gestione che arriva al maggio 2016, non sarebbe fondato perché la stampa è stata finanziata con un capitolo del progetto comunitario "Programma di cooperazione Transfrontaliera Italia/Francia marittimo 2007-2013", quindi dalle casse comunali non è uscito un solo euro se non per una anticipazione di cassa che, come da prassi, vedrà il proprio ritorno entro il prossimo autunno.

 

Ma che ne sa il Cocchi che evidentemente è impegnato a lanciarsi nel mondo del cabaret? Che ne sa, e cosa gliene frega al Cocchi, se per una volta si è risolto un problema con il confronto vero senza filtri tra chi amministra e i cittadini? L'articolo continua facendo riferimento al fatto che il distretto turistico sia tutta fuffa. Anche qua si racconta il falso: sarebbe stato forse troppo chiedere che si spendesse invece una parola per dire che finalmente il territorio ha deciso di fare squadra con un progetto ambizioso come ripetuto anche questa mattina sul Secolo XIX dal Presidente dell'Autorità Portuale Lorenzo Forcieri?

 

Sarebbe forse stato troppo chiedere che da un giovane aspirante collaboratore fosse stato posto il tema della prospettiva che vede un territorio (pubblico e privato insieme) protagonista di una battaglia che guarda alla conquista di uno strumento così importante in grado di dare risposte alle tante domande ancora sul tavolo? Persino "Il Giornale" (non certo una redazione tenera con le amministrazioni di centro sinistra) fa un pezzo per dire che la strada indicata dal convegno del 19 luglio è quella giusta. Che ne sa Cocchi quando dice che i termini per la richiesta del distretto sono finiti?

 

Prima di mettersi a scrivere poteva domandarsi quale fosse il senso politico della iniziativa che vedeva autorevoli rappresentanti di parchi, comuni e associazioni chiedere una deroga al governo? Allora la domanda è sempre la stessa, siamo di fronte alla malafede o alla manifesta incapacità di chi scrive? E' fuffa una battaglia politica per il territorio che guarda ad una riforma di governance che metta pubblico e privato insieme? E' fuffa, come la chiama lui, la finestra aperta di una deroga che è già stata concessa precedentemente dal Ministero? Anche la polemica su My Spezia arriva a sfiorare la demenzialità. Come si fa a dire che My Spezia è il nuovo (si ha scritto nuovo!) logo del Comune? Il brand a cui si fa riferimento è nato ufficialmente il 17 marzo 2014.

 

Le due manifestazioni di interesse si sono chiuse prima del mio arrivo in giunta. Ma che ne sa il Cocchi che da parte mia c'è stato il lancio per la commercializzazione non fosse per altro che tutte le città turistiche devono poter contare su gadget e oggettistica varia che richiami alla città? Che ne sa il Cocchi che l'esigenza principale di un brand si chiama commercializzazione e che nel mercato turistico un logo identitario, anche se legittimamente contestabile sul piano grafico, è necessario alla promozione della città? Sempre all'interno dell'articolo mi si accusa di presenzialismo...

 

Non è forse fisiologico che l'Assessore al turismo durante la stagione estiva stia sulla stampa? Non è normale uscire sui media vista la quantità di lavoro portato avanti? E allora anche qui la domanda sorge spontanea: ma il Cocchi, che dovrebbe conoscere le dinamiche dell'informazione e del mondo della comunicazione, mi accusa di presenzialismo perché in malafede o per manifesta incapacità di dare una lettura critica (questa volta si) alle cose che scrive magari cercando una contestualizzazione più ampia? Le precisazioni che ho fatto non cercano da parte mia una stampa amica, al contrario, cercano una stampa attenta a ciò che scrive senza disorientare il lettore.

 

Non pretendo che il Cocchi magari dia atto al mio assessorato del lavoro impostato sino ad oggi che vede il giudizio positivo di operatori e associazioni di categoria, sarebbe troppo da chiedere, però la precisione e l'inconfutabilità dei dati si! Per quanto espresso precedentemente faccio richiesta formale che vengano avanzate le scuse ai lettori disorientati e mal informati nella speranza che simili performance non vengano più riproposte. Cordiali saluti, Luca Erba Assessore al Turismo".

 27-07-2016 19:20

Autore: Redazione Gazzetta della Spezia
Categoria: Politica La Spezia

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