Cronaca buffa (ma non troppo) di una città dalla “vocazione turistica”, tra cartine, scivoloni e presenzialismo (e i soliti gufi che remano contro)

Di Gabriele Cocchi - C'era una volta una città – che per comodità chiameremo La Spezia – che, per una fortunata collocazione geografica, era descritta da tutti come un gioiellino dall'innata "vocazione turistica".

Erano due parole oramai divenute buone per ogni occasione, come "buongiorno" e "buonasera", ripetute ad ogni piè sospinto e in ogni occasione: "Ragioniere, come sta?", "Commendatore, benissimo. Ma lo sa che viviamo in una città dall'innata vocazione turistica?": si narra che questo fosse il tenore delle conversazioni degli spezzini. Accadde però che non meglio precisate forze oscure impedissero alla graziosa cittadina di godere appieno di questa sua vocazione: fino a pochi anni fa, di turisti, nemmeno l'ombra. Alcuni bene informati, ma di sicuro gufi impenitenti e sfascisti degni del peggior qualunquismo, insinuavano malevolmente che non ci fosse nessuna forza oscura dietro all'inspiegabile assenza di turisti, ma solo l'incapacità degli amministratori che negli anni avevano governato La Spezia. Ma dei gufi, per giunta qualunquisti, meglio non fidarsi.


Passarono gli anni e arrivò l'eroe che sconfisse, almeno così sembrava, le forze oscure. Si narra avesse nome Lorenzo Forcieri: pochi mesi e immense navi da crociera, richiamate da Lorenzo il Magnifico, solcarono le acque della Spezia. Ma di turisti in città, ancora, nemmeno l'ombra. Preferivano attraccare nella graziosa cittadina e impiegare la giornata a disposizione visitando mete vicine più attraenti. Ma il destino sorrise alla Spezia: proprio quando tutto sembrava perduto, ecco giungere un giovane dallo sguardo fiero e deciso, pronto a tutto perché quella "vocazione turistica" non rimanesse soltanto un bagliore lontano. La musica era cambiata: Luca Erba era il nuovo assessore al Turismo, e poco importava se – questo lo affermavano quei gufi di prima, ovviamente – prima sparava a palle incatenate sul sindaco di cui ora era diventato fedele assessore: la sua espressione era così volitiva, le sue idee così chiare, il suo eloquio così convincente e placido all'udito, che anche i peggiori gufi della Spezia dovettero subito ricredersi.


Ma la sua strada fu costellata da mille ostacoli, messi lì apposta, scommettiamo noi, un po' dai gufi di prima (sempre loro!) e un po' dalle forze oscure. Accadde ad esempio che il Comune distribuì delle bellissime cartine illustrate a pronta disposizione dei crocieristi: ed eccoli lì, i soliti sfascisti bastian contrari buoni solo a dire "no" e dal mugugno sempre pronto, subito a puntualizzare che non si teneva conto dei commercianti del centro ma solo dei grandi centri commerciali. Ne servì di pazienza, al neoassessore Luca Erba, per venire incontro persino a questi giustizialisti (non c'entra niente, ma vuoi mettere che non lo fossero?): così il Comune distribuì altre cartine, ma i benaltristi ebbero da ridire anche su quelle. Insinuarono che fosse una doppia beffa, perché le nuove mappe erano vecchie, frutto di rimanenze di magazzino, recanti le stesse problematiche delle precedenti, e per giunta con appiccicato sopra il nuovo logo del Comune. Per rendere più appetibile la loro polemica, affermarono persino che fossero stati buttati al vento 6.000 euro: ma voi credereste mai a dei gufi incorreggibili, giustizialisti e di sicuro mangiatori assidui di bambini? Gli spezzini, raccontano le cronache, credettero a Luca Erba detto il Coerente, che peraltro s'impegnava a vista d'occhio ("Ha visto, Commendatore, come s'offre l'assessore Erba?"), tra scorribande in biga, prosopopee su di un fantomatico "distretto turistico" e 1456 comunicati al giorno (esclusi i festivi, s'intende).


A proposito del distretto turistico, nei malfamati bar spezzini frequentati da quei gufi cattivi, correvano voci indecorose, a cui noi non daremmo credito: si bisbigliava che quel tanto fiato speso per un nuovo distretto turistico, fosse in realtà tutta fuffa. Il termine di presentazione dei progetti per la creazione di nuovi distretti turistici – malignavano quei cattivoni - risultava essere scaduto ormai da un mese, non erano previste deroghe e in ogni caso non vi sarebbero stati i tempi amministrativi per raggiungere l'obiettivo di un distretto turistico nel corso di quell'amministrazione, in scadenza alcuni mesi dopo. Come se non bastasse, le malignità non risparmiavano nemmeno il nuovo logo del Comune (MySpezia): si diceva a mezza bocca che il logo non "tirasse", tanto che i primi assegnatari interessati allo sfruttamento commerciale del logo della città vi avevano rinunciato. Tanti erano gli ostacoli, tanti i nemici, tante le meschinità che gli amministratori della graziosa cittadina e il neoassessore dovettero affrontare con raro coraggio. Ma gli spezzini erano al loro fianco: era tutto un sussurrare, tra le piazze disastrate della Spezia, "ma quei gufi, signora mia, che ardire! E basta con tutti questi mugugni. Tutto va bene, madama La Marchesa!".

 

 26-07-2016 10:27

Autore: Redazione Gazzetta della Spezia
Categoria: Politica La Spezia


Condividi!

Fai conoscere questa notizia anche ai tuoi amici!

Articolo Originale