La Val di Vara pronta per il salto di qualità. Siti archeologici, musei e itinerari culturali per incrementare il turismo

Di Michele Operoso - Quattro ragazze con un sogno in comune. Puntare i riflettori sulla Val di Vara e valorizzare le sue bellezze per farne una terra ospitale e ricca di attrattive turistiche, cominciando proprio dalla riscoperta delle proprie origini. Un territorio, quello della Val di Vara, sicuramente affascinante, ma dimenticato. Custode di un patrimonio culturale e ambientale che ha il disperato bisogno di essere messo a sistema per migliorarne la fruizione turistica.

 

Questa fantasia potrebbe finalmente diventare realtà grazie al contributo della Fondazione Carispezia che, nell'ambito del bando "Cultura in rete 2016", ha presentato questa mattina il progetto "Scopri la Val di Vara". All'incontro erano presenti il Vice Presidente della Fondazione Carispezia, Alberto Balbarini, il Presidente del Consorzio "Il Cigno", Zaccone Silvano, il sindaco del Comune di Pignone, Mara Bertolotto, il consigliere comunale di Maissana, Elisa Lavagnino, e il Responsabile del Gruppo "Portali", Claudia Parola.

Ma in cosa consiste il progetto di Claudia Parola e Mara Bertolotto, nato lo scorso inverno nell'ambito del bando di progettazione spezzino P.E.R.C.OR.S.I ?


L'idea è quella di costituire una rete tra enti, associazioni ed istituzioni locali, per dar vita a un progetto sostenibile, e quindi a uno sviluppo imprenditoriale che lo supporti (Start-Up PortAli).
Nello specifico l'iniziativa vuole assicurare la fruizione dei siti archeologici e dei piccoli centri museali, dei SIC (siti di interesse comunitario), dei percorsi di trekking e degli itinerari culturali, indagando al tempo stesso le tradizioni e i riti dell'intera valle, attraverso una serie di eventi integrati e attività rivolte ad un pubblico ampio, composto da giovani e anziani, ma più in generale dai fruitori di un turismo culturale in costante sviluppo.


"E' importante che tutti si mettano a disposizione per questo progetto – ha precisato Alberto Balbarini - l'obiettivo della rete è quello di coordinare le risorse, riorganizzare i servizi, e quindi rafforzare il territorio".

A dire il vero questa rete già esiste nell'autorità del "Consorzio il Cigno", un'associazione promotrice di vari progetti incentrati sullo studio del più antico popolo preromano nell'area apuo lunense, ovvero i Liguri. Spiega Silvano Zaccone: "Il nostro consorzio ha sposato fin da subito l'idea di queste ragazze, perché coniuga il nostro percorso sullo studio dell'identità genetica dei liguri con la riqualificazione dei siti archeologici e lo sviluppo del turismo, che pare sia in netta crescita. Questo è l'ultimo treno per rimediare alla debolezza e alla frammentazione dei Comuni della Val di Vara. Per non perderlo metteremo a disposizione esperti e studiosi dei vari ambiti".

"Abbiamo sviluppato una ricerca sui bisogni del nostro territorio, e ci siamo chieste come portare persone nella Val di Vara, attraverso la creazione di una rete che possa autofinanziarsi – ha precisato Claudia Parola – il nostro progetto è preordinato alla creazione di opportunità di lavoro nel settore culturale e turistico. Vi sarà bisogno di punti di informazione turistica, esperti in lingue, guide escursionistiche, e di nuove tecnologie per lo sviluppo della promozione. Tutte innovazioni che, speriamo, incrementeranno il turismo, trascinando con sé l'economia dei punti ristoro e delle aziende agricole".

Elisa Lavagnino ci fornisce qualche indicazione in più: "Il risultato che ci attendiamo è la creazione di una guida bilingue, una mappa della valle con l'indicazione delle località e delle particolarità di maggiore interesse, un portale per le prenotazioni di visita e la card di valle. A breve registreremo un nuovo marchio, che simboleggerà il patrimonio culturale e ambientale della Val di Vara, e il sistema nascente che lo tutelerà. L'unico modo per aprirsi verso l'esterno è fare rete e collaborare".

"Le risorse dei nostri comuni sono poche, e da soli non possiamo farcela – ha aggiunto Mara Bertolotto – per questo motivo è importante restare uniti. E il collante di questa unione è rappresentato dalla nostra comune identità, come dimostrano gli studi sui Liguri condotti dal consorzio. I giovani saranno la chiave del cambiamento".

Gli enti locali che offriranno il proprio contributo sono il Parco di Montemarcello Magra-Vara, i comuni di Rocchetta Vara, La Spezia (sistemi museali), Riccò del Golfo, Carro, Sesta Godano, Maissana, Zignago, Brugnato, Calice al Cornoviglio. Al progetto prenderanno parte anche l'Università degli Studi di Pisa, l'Istituto Comprensivo Val di Vara, il Consorzio l'Altra Liguria, la Società Liguria News srl, il Circolo ACLI Cassana, l'Associazione ANLA, l'Associazione Auser e il Gruppo di Lavoro PortAli.

 25-07-2016 18:20

Autore: Redazione Gazzetta della Spezia
Categoria: Cronaca Val di Vara


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