Ecomafia 2016, alla Liguria il ben poco lusinghiero primato nel Nord Italia

Le buone notizie sono che i reati ambientali sono in leggera flessione e che crescono gli arresti, ma il fenomeno dell'Ecomafia fa registrare ancora numeri molto alti. Basta considerare che il business, seppure in calo di circa 3 miliardi, supera i 19 miliardi.

Nel 2015 sono stati accertati 27.745 reati ambientali, gli arresti sono stati 188, 24.623 le persone denunciate e 7.055 i sequestri.
Se diminuiscono nel complesso i reati, crescono, però, in controtendenza, gli illeciti nella filiera agro-alimentare: in particolare si parla di atti contro gli animali e di incendi, che hanno distrutto oltre 37.000 ettari.

I numeri sono stati resi noti oggi e sono contenuti in Ecomafia 2016 di Legambiente, le storie e i numeri della criminalità ambientale in Italia, edito da Edizioni Ambiente con il sostegno di Cobat e realizzato grazie alla collaborazione delle forze dell'ordine.

Se ad essere vessata da questo tipo di reati è soprattutto l'Italia meridionale, con la Campania a guidare la classifica, il ben poco lusinghiero primato nel settentrione spetta alla Liguria.

Nella nostra regione, che si colloca all'8° posto della classifica, le infrazioni accertate sono state 1144, pari al 4,2% del totale nazionale. 4 le persone finite in manette e 182 i sequestri.

Nel rapporto Ecomafia 2016 Genova, con 90 infrazioni, è in testa per l'illegalità nel ciclo dei rifiuti, sono 36 i reati di questo tipo a Savona,29 ad Imperia e 20 alla Spezia.
Il primato regionale sugli illeciti in edilizia spetta ad Imperia con 84 infrazioni (144 denunce), seguita da Savona (67), Genova (55) ed infine La Spezia (31).
Ad Imperia anche un ben poco onorevole 6° posto in Italia per incendi dolosi.




(Fonte e foto: legambiente.it)

 25-07-2016 16:31

Autore: Redazione Gazzetta della Spezia
Categoria: Cronaca


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