"Non dire gatto": l'autobiografia del Trap vince il Premio Bancarella Sport

Di Elena Voltolini - Leggi "non dire gatto" e pensi a Trapattoni: titolo più diretto non avrebbe potuto esserci per il libro che racconta la storia dell'allenatore più vincente del calcio italiano, ma soprattutto la storia di uno dei "personaggi" del calcio tricolore. Personaggi inteso nel senso più ampio del termine, perchè del calcio nostrano Trapattoni è una delle icone, amato nel Bel Paese e all'estero, uno che ha sempre vissuto il calcio con passione e semplicità e che la semplicità del mondo contadino dal quale è nato l'ha sempre portata con sé, facendone fonte di sapere, saggezza e successo.

Sì perchè "Non dire gatto se non ce l'hai nel sacco" è solo il più celebre di una serie di proverbi ed aforismi che il Trap non smette mai di regalare: tanto semplici quanto efficaci, sono parte della "fenomenologia" di un personaggio che è riuscito ad essere sempre se stesso anche in un mondo, come quello del calcio, che tanto è cambiato negli anni, spesso cedendo al lusso, ai soldi, alla notorietà. Ma c'è chi è rimasto sempre se stesso, come il Trap, che non si è mai allontanato troppo da quel ragazzino che si allenava con il Milan e poi andava a lavorare in cartotecnica per non dare un dispiacere al padre gli diceva che il calcio era "fumo negli occhi". Da quella genuinità popolare deriva il famoso fischio del Trap allenatore, quello con entrambi i mignoli in bocca, così come c'è un senso di religiosità popolare nello spargere l'acqua santa davanti alla panchina, e c'è tutta la semplicità popolare nel linguaggio che non conosce confini. Il Trap ha una sua lingua, che ha come unica regola quella di farsi capire (o almeno provarci), ha un suo inglese, un suo tedesco, un suo linguaggio universale, fatto di parole spesso storpiate ma comunque in modo da coglierne il senso, e fatto di gestualità.


Insomma, senza dubbio, Trapattoni è un personaggio, uno dei più noti ed amati del calcio nostrano. Una vita passata praticamente sempre sui campi di calcio, che non poteva non essere raccontata. Trapattoni lo fa, con Bruno Longhi, in un libro che ripercorre storie, aneddoti, vicissitudini di 60 anni di calcio e di storia italiani.


E' questo il volume che i librai hanno premiato, consegnandogli il 53° Premio Bancarella Sport. L'assegnazione ieri sera, come sempre nella splendida cornice di Pontremoli, la città dei librai, al termine di una serata condotta da Paolo Liguori nel coros della quale sono sttai presentati i 6 libri finalisti e si è discusso di psort e di vita.
"Non dire gatto" ha messo d'accordo tutti, sbaragliando gli altri volumi.


Questa la classifica finale del 53° Premio Bancaerella Sport:
Daniela Giuffré e Antonio Scuglia "Game Over" (Minerva) 7 voti
Francesco Acerbi con AntonioPucci "Tutto Bene" (Sperling&Kupfer) 9 voti
Gianna Garbelli "Il Fighter d'Italia Giancarlo Garbelli" (Rai Eri) 10 voti
Gaia Piccardi e Andrea Pasqualetto "Per Amore- Storia di Karolina Kostner (e Alex)" (Piemme) 11 voti
Francesco Moser con Davide Mosca "Ho Osato Vincere" (Mondadori) 12 voti
Giovanni Trapattoni con Bruno Longhi "Non dire Gatto" (Rizzoli) 23 voti
4 schede nulle


Questa sera sarà assegnato il 64° Premio Bancarella.
Appuntamento alle 21.00 in Piazza della Repubblica a Pontremoli.

I sei volumi finalisti sono:
Roberto Costantini "La moglie perfetta" (Marsilio),
Margherita Oggero "La ragazza di fronte" (Mondadori),
Lorenzo Licalzi "L'ultima settimana di settembre" (Rizzoli),
Lucinda Riley "Le sette sorelle-Ally nella tempesta" (Giunti),
Alberto Cavanna "La nave delle anime perdute" (Cairo)
Gesuino Nemus "La teologia del cinghiale" (Elliot)

Conducono: Letizia Leviti e Dario Vergassola.



(Foto: Riccardo Sordi e Massimo Pasquali - pagina FB Premio Bancarella
Immagini: IlBinocolo.net)

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 17-07-2016 16:37

Autore: Redazione Gazzetta della Spezia
Categoria: Cultura Lunigiana


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Articolo Originale