"I nuovi bus? Merito dell'ex amministratore di Atc Renato Goretta"

La nota di Più Europa Più La Spezia, di cui fa parte proprio l'ex amministratore unico dell'azienda Renato Goretta.


"Abbiamo letto con meraviglia e stupore diversi comunicati e post da parte dell’Azienda e del Sindaco sulla vicenda ATC in risposta a una precisazione del Consigliere di opposizione Federica Pecunia, relativa all’acquisto di alcuni nuovi bus per il trasporto pubblico locale nella nostra provincia.

Più Europa Più La Spezia vuole provare a fare un po’ di chiarezza sulla base di informazioni reperite in rete, sui giornali on line e in diversi post di fonti attendibili su Facebook.

Inoltre, Più Europa Più La Spezia coglie l’occasione per manifestare la propria preoccupazione sulla questione dell’affidamento in house e sui, supposti, 36 milioni di investimenti sul parco rotabile di ATC.

Ma andiamo con ordine partendo dall’acquisto degli autobus dei quali due dovrebbero essere arrivati in questi giorni. Su questo tema, in risposta alla menzionata precisazione della Consigliera Pecunia, vi sono state risposte da parte di Peracchini – che risponde direttamente ai cittadini su Facebook – che dice di non essere capace di pubblicare il contratto nel post probabilmente – come si evince dal comunicato dell’Azienda – oppure facendo confusione, nella foga di stare sul pezzo, tra affidamento della fornitura (gara), contratto e ordine e, come dicevamo, dell’Azienda che con maggior precisione, infatti, parla di ordine firmato il 9 aprile 2019 (tra l’altro sarebbe del tutto inverosimile la firma del contratto nell’aprile 2019 e la consegna di mezzi che, lo ricordiamo, sono realizzati su commessa nell’agosto dello stesso anno. Nemmeno il Mago Otelma!).

Ma come sono andate le cose? Le cose semplicemente sono andate come rappresentato da Federica Pecunia. La gara è stata aggiudicata nel 2017 dalla centrale unica di acquisto costituita da tutte le Aziende di trasporto della Liguria (coordinate dal responsabile regionale di Agens che il quel momento era l’Amministratore unico di ATC Esercizio) e il contratto di appalto – al quale è seguito un contenzioso per inadempimenti del fornitore che speriamo abbia portato a qualche penale e ristoro ad ATC – è stato firmato dal precedente Amministratore dell’Azienda della nostra città.

Ma ancor più fuorviante sono le affermazioni sui mancati investimenti dell’Azienda negli anni passati. Anche su questo tema, per la precisione, è bene ricordare che dal 2013 sono stati acquistati 8 filobus, 8 interurbani corti, 10 urbani corti (in autofinanziamento) e i 15 suburbani lunghi dei quali si sta trattando oltre a 5 suburbani lunghi e 11 interurbani corti usati e in autofinanziamento.

Inoltre, emerge che sono stati acquistati due mezzi per persone diversamente abili, è stato rinnovato il parco dei mezzi ausiliari introducendo mezzi elettrici ed è stata avviata la sperimentazione del trasporto full elettric. Questo emerge dalle varie conferenze stampa del passato.

Inoltre, emerge invece dai dati pubblici di bilancio che il patrimonio aziendale, con la precedente governance, è passato nel periodo 2013/2017 da 2.445.000 di euro a 6.645.000 di euro nonostante tagli per 2.200.000 di euro nello stesso periodo segnando un +172% e

che il Bilancio 2017 è stato chiuso con un utile di 462.550 nonostante un taglio comunicato solo nel Novembre 2017 dalla Regione Liguria pari 750.000 Euro che porta l’utile effettivo a 1.212.550 Euro ben maggiore di quello realizzato dall’Azienda nel 2018.

Tutto questo per dire che noi di Più Europa Più La Spezia, ma prima di tutto cittadini della Spezia, ci aspettiamo, al di là di stucchevoli rimpalli, che gli attuali Amministratori dell’Azienda facciano meglio della governance precedente anche in considerazione di una situazione oggettivamente migliore quanto a situazione di partenza, termine del contratto e “allineamento politico” (per usare un eufemismo) fra Comune e Regione.

Staremo, con attenzione, a vedere alla fine del triennio. Anche in quel momento parleranno i numeri. Infine, la questione dell’affidamento in house anziché affidare il servizio di trasporto con una gara che avrebbe portato efficienza e investimenti non gravanti sulle casse comunali, ovvero, l’in house, del sistema peggiore per la produzione del servizio di trasporto pubblico locale che scaricherebbe tutte le eventuali inefficienze dell’Azienda sulle tasche dei cittadini (vedi ATAC Roma).

Infatti, sarebbe interessante conoscere la provenienza dei 36 milioni di euro di investimenti perché il denaro pubblico (sacro) o si investe nel TPL o in altri servizi. Tertium non datur".

Gruppo Più Europa Più La Spezia

 13-08-2019 20:34

Autore: Redazione Gazzetta della Spezia
Categoria: Politica La Spezia

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