Battistini: Vincolo di mandato si, vincolo di mandato no. È davvero questo il problema o è solo lo specchietto per le allodole? In evidenza

Pubblichiamo il post apparso sul profilo Facebook di Francesco Battistini, Consigliere Regionale eletto con il M5S e da poco autosospesosi e migrato nel Gruppo misto. Un discorso che comprende vari temi di reale attualità, data la apparente, per alcuni conclamata, crisi nella quale versa il Movimento fondato da Beppe Grillo che ne è l'attuale capo politico.

Lunedì, 20 Marzo 2017 19:11


"Non voglio entrare nel merito dell'Articolo 67 della Costituzione Italiana, la stessa che tutti noi abbiamo difeso, con le unghie e con i denti, lo scorso 4 dicembre, perché qui l'opinione delle persone può anche, legittimamente, dividersi.
Dividersi tra quelli che sostengono che sia giusto l'esercizio del mandato in piena coscienza critica ed in libertà e chi invece pensa che ci voglia un qualche sistema, peraltro inesistente nella quasi totalità dei Paesi democratici, per costringere un Parlamentare, o comunque un eletto, a non discostarsi dai principi e dai valori del partito di cui fa parte.
Ebbene, il nodo di fondo sta proprio nella frase: "non discostarsi dai principi e dai valori del partito"... che possono anche mutare nel tempo ma almeno a fronte di un dibattito interno e non per mano di una persona o di un gruppo di potere.

Nessuna persona dotata di intelletto, infatti, aderisce ad una formazione politica (sia essa un partito o un movimento) sulla base di un puro piacere estetico di un logo, oppure per simpatia di questo o quel leader, o per la bellezza dirompente o il sorriso di questo o quella Parlamentare.
Chi aderisce ad una forza politica lo fa, e lo deve fare, sulla base di un programma, di principi e di valori che condivide, che sente suoi e che vorrebbe applicare nella quotidianità e che non gli possono esser cambiati da sotto il naso, di nascosto, senza alcuna discussione e unilateralmente.
Quindi con ciò, nel caso della diaspora dal Movimento 5 Stelle, che accomuna me a tanti altri Consiglieri Comunali e Parlamentari italiani, possiamo parlare e perorare la causa del Vincolo di Mandato?

Purtroppo, per chi ci prova, NO!

Non possiamo farlo perché, da Italia a 5 Stelle di Palermo, nel settembre scorso, ad oggi, quei principi e quei valori che hanno portato me, e tanti altri eletti, oltre che tanti attivisti, ad aderire ad un progetto politico, chiamato Movimento 5 Stelle, che avrebbe dovuto portare il cambiamento nel nostro Paese, sono stati calpestati, derisi, distrutti e violentati, più volte, dagli autoproclamati vertici, più o meno occulti, del partito.
Vogliamo partire dai fatti più recenti per risalire, all'indietro, nei meandri dei fatti che hanno decretato la morte di un sogno chiamato Movimento 5 Stelle?

Direi che sarebbe proprio il caso...

Abbiamo dei cerchi magici occulti, vicini al Capo (o alla Azienda), e ormai la cosa è in aperto contrasto con la trasparenza, l'uno vale uno e la Democrazia diretta... e questo è piuttosto evidente visto che Genova ne è diventata una triste, ma palese, testimonianza.
Non voglio parlare di questioni difficili da verificare perché, prima del "fidatevi di me" dei tempi moderni, Beppe Grillo espresse un concetto fondamentale e che ormai è stato gettato definitivamente nel cestino con spaventosa non curanza: non credete alle parole ma verificate sempre!

E allora iniziamo da quel Metodo Genova che, essendo un regolamento di liste bloccate, alla faccia del nostro programma, ha ucciso, di fatto, la partecipazione della base decretando la morte di quel caposaldo del movimento che si sostanziava, appunto, nel diritto di scelta e nella vera, piena e libera, sovranità popolare, anche nelle tornate elettorali interne perché chi non è democratico dentro lo sarà ancor di meno all'esterno!
Quel Metodo doveva, e dovrà, nelle intenzioni dei vertici, fare da precursore per tutte le prossime tornate elettorali, Politiche comprese, e rappresentava, e rappresenterà, di fatto, un modo per premiare i fedeli (e quelli pienamente uniformati) ed epurare chi dovesse avere l'ardire, anche solo ogni tanto, di pensare con la propria testa o di non diventare lo zerbino del capo bastone di turno.
Quel Metodo Genova che nell'arco di una manciata di settimane è stato: da prima, calato sulla base, contro la scelta, già sconfessata con un laconico PS sul Blog, della Plenaria genovese, di votare senza ricorrere al web, per poi generare, con una escalation preoccupante, nell'arco di poche ore, un vero e proprio colpo di mano che ha portato addirittura all'esclusione della candidata Sindaco scelta con una votazione.
Una candidata invisa al cerchio magico ligure, rappresentato da Alice Salvatore, appoggiata da Di Maio a Roma e tanto amica del caro leader genovese, che aveva ben altri progetti per la città che, dunque, è stata epurata per ripescare, d'imperio, con una scusa sciocca ed un "fidatevi di me", il candidato sconfitto con la sua squadretta (bloccata) di candidati consiglieri.
Senza dignità, senza vergogna e col chiaro intento di occupare il potere cittadino infilando nelle istituzioni, come del resto avvenuto alla Spezia, solo dei fedelissimi e non importa se capaci o meno, l'importante pare essere diventato il fatto che possano garantire a chi comanda il giocattolo 5 Stelle un "Signor si, Signore !" degno non tanto della peggior vecchia politica che avremo dovuto combattere con l'arma, ormai seppellita, della Democrazia Diretta, ma della dittatura.

Andando a ritroso come non ricordare poi il metodo di votazione sulla questione, improvvisa, del cambio di Gruppo al Parlamento Europeo?
Un quesito formulato ben dopo le trattative segrete tra Borelli (European Magic Circle?) e i membri di ALDE e creato ad hoc per pilotare il voto (scegliete tra questo che ci garantirà un futuro radioso e stupendo e questo che invece non ci porterà che alla rovina), senza informazioni neutre, veritiere (visto che lo statuto di ALDE, per esempio, non ammette libertà di voto e visto che UKIP non si è affatto sciolto come invece si diceva) e complete su cui costruirsi una posizione critica propria, e con troppo poco tempo a disposizione per decidere sulla base di una propria coscienza critica.
Altro che partecipazione, dunque, questa è solo mera fucina del consenso più bieco e totalitario e dell'approvazione delle scelte partorite, male, dal vertice !

Assurde e lesive dei nostri principi anche le dichiarazioni, rilasciate da alcuni nostri Parlamentari, subito dopo aver saputo l'esito referendario sulla riforma della Costituzione, sul fatto che tutto sommato sarebbe potuto andar bene pure l'Italicum, con qualche piccola correzione per integrarlo sul Senato, vista, non davvero la bontà della Legge, contro la quale ci eravamo scagliati, giustamente, con energia, ma la chiara convenienza di parte: "forse tutto sommato ci favorisce, e dunque è buona!", sembra aver pensato qualche guru a Roma, Milano o Genova.
Nonostante ci fossimo spesi, dunque, per mesi raccontando a tutti i cittadini quanto funesta sarebbe potuta essere una legge elettorale di quel tipo per la democrazia del Paese, eccoci li, a risultato ottenuto, a dire, per convenienza, che, visti gli enormi vantaggi che avrebbe potuto darci col suo abnorme premio di maggioranza, quella poteva essere tutto sommato una buona legge da utilizzare... almeno questa volta, almeno per noi !

Ottimo poi aver scoperto in 5 minuti, in un pomeriggio palermitano di fine estate, di non avere più (con uno schiocco di dita) un direttorio ma di passare, per imposizione, da un Grillo garante e megafono ad un Capo Politico che tutto può e fa, persino nei Processi amministrativi dei Comuni in cui governiamo... vedi Roma.

Amaramente degna di nota anche la votazione sul Non Statuto ed il Regolamento che, nonostante non si fossero pronunciati almeno i 3/4 degli iscritti, come previsto dal Codice Civile, è stato trionfalmente adottato adducendo, in un delirante post sul Blog, testuale motivazione:
"4) Processi, burocrazie, codici e codicilli non possono fermarci perché siamo uniti e compatti verso lo stesso obbiettivo. Il MoVimento 5 Stelle trova difficoltà a essere riconosciuto dalle leggi attuali perché la sua struttura e organizzazione è molto più innovativa e avanzata di quelle regolamentate dai codici. Proprio per questo il nostro caso è destinato a fare giurisprudenza".
Dimenticando, pericolosamente, tra l'altro, che giurisprudenza, a meno che non si vogliano riprodurre i meccanismi del PNF, non la fanno né le persone né tantomeno le formazioni politiche ma le sentenze e dunque i tribunali... specie in un sistema democratico fatto di separazione dei poteri (oggi invece, internamente, tutti riuniti, pericolosamente, nelle mani di un singolo che di fatto è: giudice, esecutore, garante e Capo Politico).

Pericoloso anche l'elemento di forte discrezionalità che si mette nelle mani del Garante, dei Probi Viri o del Comitato di Appello, nel caso di Avviso di Garanzia.
Perché, se da un lato è bellissimo essersi scoperti garantisti (seppur banalmente e vigliaccamente interessati dalle evidenti vicende di attualità) dall'altro è orribile sapere che qualcuno, internamente e a propria discrezione, possa decidere, sulla base di un Avviso di Garanzia, e a prescindere dalle sentenze, che tu potresti anche essere considerato colpevole e dunque passibile di allontanamento dallo schieramento a cui appartieni per i tuoi "comportamenti".
Non è che se Tizio sta simpatico al capo bastone diventa innocente e da difendere a prescindere e se, invece, non piace o crea problemi al Cerchio magico di riferimento lo mettiamo alla berlina, alla gogna e lo condanniamo prima del tempo?
Perché questo è avvenuto a Parma con Pizzarotti!

Terribile poi quando il nodo nevralgico della politica diventa non la base, non la parte politicamente operativa, ma l'ufficio Comunicazione, con a capo tal Rocco Casalino del Grande Fratello che si permette non di dirti quale potrebbe essere il modo migliore per comunicare una tematica ma che, addirittura, ti impone cosa dire, cosa non dire e a chi puoi o non puoi parlare !

Uno degli ultimi, sconcertanti, colpi ai principi del Movimento, ritornando all'attualità, infine, è rappresentato da: "Attivista cosa ?".
Una domanda pronunciata da Grillo in una rapida videointervista pubblicata su Repubblica in cui parlava del Teatro Valle e degli interventi che la Raggi vorrebbe avviare.
In quel discorso, con la non curanza tipica di chi tutto ormai può, disse, con normalità, nonostante il Movimento abbia sempre avuto principi diametralmente opposti, che a decidere saranno i vertici (Grillo-Raggi) e che ai cittadini, nonostante le proteste o le forti perplessità, "poi piacerà" !

Questi punti sono già molti, concreti e verificabili, con poco sforzo da tutti quelli a cui sta a cuore un Movimento che di fatto, però, non esiste più e che non ti dà né gli spazi né gli strumenti neppure per agire dall'interno visto che se vuoi migliorarlo e cerchi di aprire un dibattito sei comunque uno sporco traditore che se ne deve andare... alla faccia del discorso programmatico di Beppe Grillo del 2009 in cui enunciava i punti per cambiare il Paese: "tutte cose passibili di cambiamenti, perché svilupperemo i punti con i vostri contributi, so che avete mille idee, ne avete più voi di me, io vi dico che da qualcosa bisogna partire: partiamo da qualcosa, poi la discutiamo."

Il Movimento dunque è crollato sotto i colpi, inesorabili, dei suoi vertici ed oggi non esiste più.
A chi ancora parla di Vincolo di Mandato (si riferisce a Marco Grondacci n.d.r.), specie se lo fa da stipendiato di un Gruppo Consiliare che vede nel suo leader uno dei più potenti centri di questi cerchi magici che si sono impadroniti del Movimento (ricevendo anche interessanti promesse di incarichi politici, nonostante le regole che, come visto, non si possono derogare ma si possono anche aggirare, per convenienza), vorrei domandare:
Pensi davvero che i cittadini abbiano votato noi e dunque il Movimento sulla base di un logo, che piace, anziché sulla base di un programma, dei principi e dei valori in cui credevano e credono?
Pensi che tutti quelli che hanno creduto nella democrazia partecipata, nella trasparenza e nel "uno vale uno" si sentano rappresentati da coloro che, nelle ultime settimane, hanno dato la direzione al movimento ?
Io non accetto da chi ha vissuto di politica e diritto una simile definizione del voto perché sono convinto che la scelta dei cittadini si sia basata, scientemente, su principi e su valori che però, purtroppo, oggi sono stati distrutti dal dispotismo di Grillo e dei suoi vertici, Alice Salvatore in primis.

A loro sarebbero da chiedere le dimissioni!

Chi rimane dentro e ingoia tutto ciò, in realtà, viola il suo mandato perché i cittadini che hanno votato Movimento, e che in esso si sono riconosciuti, non possono avvallare tale deriva autoritaria e hanno il diritto di essere tutelati da chi li rappresenta nelle istituzioni che perché a loro non si può vendere del fumo, far credere loro di essere il cambiamento è poi continuare ad operare sempre all'interno delle peggiori logiche dei vecchi partiti.

Chi da consulente, tentando di "vendere" all'esterno un suo specchiato candore e disinteresse, pur invece risultando sul libro paga di un Gruppo Consiliare che ha, come suo Presidente, il leader di quel cerchio magico che tutto decide in Liguria, anche a scapito della base, dovrebbe quantomeno astenersi da improbabili disquisizioni giuridicamente infondate sul Vincolo di Mandato.
Utilizzare la propria reputazione per tentare di avvallare, o coprire, le posizioni del proprio datore di lavoro stravolgendo e omettendo dati importanti è moralmente ed intellettualmente assai poco corretto.
Io, fossi in quei consulenti, tenterei di utilizzare meglio le mie energie e di investirle nel campo per il quale i cittadini liguri mi pagano (perché i soldi dei gruppi sono pubblici) lavorando magari, nel prossimo futuro, anche per evitare figuracce pericolose come quella delle Riparazioni navali del Porto di Genova!

Detto ciò, il nostro datore di lavoro non è cambiato, continua a restare il popolo. I nostri principi e i nostri valori non sono mutati, ad averli traditi semmai, alla luce di quanto esposto, è stato il Movimento 5 Stelle e il vincolo di mandato dovrebbe esser applicato al Partito, in questo caso, e non a tutti coloro, e sono molti, che lo abbandonano perché ormai esso è inesistente nella sua forma originaria.

I numeri ci mostrano con crudezza che non si tratta piu' di fuoriuscite ma di una vera e propria scissione che, in un qualsiasi soggetto politico, sarebbe il risultato di un ampio confronto politico sui temi.
Nel Movimento 5 Stelle, in mancanza di strumenti perché ciò abbia luogo, diventa un allontanamento di massa da un soggetto che non rappresenta piu' i valori per cui i cittadini lo hanno votato.
Il Movimento è stato stravolto e quel progetto politico che ha guadagnato molti consensi e che ha fatto sperare, illudendola, una intera generazione è, di fatto, ridotto ad un coacervo di frasi e slogan vuoti e tante, troppe, macerie"!

#alicesalvatoredimettiti

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