Lerici, otto mesi di porta a porta: è tempo di bilancio In evidenza

di Doris Fresco - Come sempre, quando si parla di rifiuti, a Lerici il dibattito si accende. Oggi, una nuova assemblea, per tirare le somme del percorso fatto fino a qui.

Lunedì, 13 Febbraio 2017 20:19

 

Lerici è passata ad un sistema di raccolta porta a porta scegliendo di non sottostare a mezze misure, optando per una soluzione drastica ed è la consigliera Claudia Gianstefani, oggi, a sintetizzare i risultati raggiunti: "Otto mesi che il servizio è partito: è tempo di fare un primo bilancio sia da parte di noi amministrazione che della cittadinanza".
I risultati e i dati, che dimostrano un 66,6% di raccolta differenziata a dicembre, partendo dal 20% del pre porta a porta, palesano la bontà della scelta dell'amministrazione e sono il punto di partenza del resoconto di oggi.

Un comune turistico di pregio deturpato da anni, come dimostrato dal supporto visivo delle numerose immagini proposte dalla consigliera, e che oggi va avanti spedito verso quella che sembra la soluzione migliore: è il quadro che non bisognerebbe dmenticare parlando di porta a potra e di rifiuti in generale. "Quando non c'è la diretta responsabilità del rifiuto e c'è la possibilità di buttare tutto insieme, l'istinto dice di farlo, allontanandosi dal problema della gestione dei rifiuti".

Organizzare la differenziata non si presentava come una cosa facile, a causa della struttura disomogenea del territorio, ma lavorando su formazione e informazione il percorso di sensibilizzazione avrebbe dovuto spianare la via, anche se l'obiettivo ambizioso si è dovuto scontrare con la reticenza di molti cittadini che non hanno visto nelle scelte dell'amministrazione la strada giusta. Ovviamente anche i ritardi nella consegna ai cittadini del centro di raccolta, dovuto a problemi burocratici, non hanno aiutato.
Parte dunque dal raccontare il prima e le motivazioni della scelta, la consigliera Gianstefani, spiegando nel dettaglio, nuovamente, come mai l'amministrazione ha scelto il porta a porta e come sia potuto succedere, nonostante il panico iniziale, che Lerici sia sopravvissuta alla grande rivoluzione del porta a porta.
I reali benefici del sistema porta a porta sono evidenti, anche questo dimostrato dal supporto fotografico. Ovviamente gli aggiustamenti in corso d'opera ci sono stati e continueranno ad esserci, proprio perchè le problematiche sono ancora molte, come i cestini mancanti.

Quasi un centinaio di parcheggi recuperati, sono un altro importante risultato sotto gli occhi di tutti, che nessuno può contestare.
La differenza l'ha fatta il coraggio di non aspettare settembre, ma di essere partiti prima, il che ha permesso il rispetto della legge regionale, ottenendo così 57mila euro. Il bollino rosso, che recentemente ha iniziato ad apparire su alcuni mastelli, serve così ad informare i cittadini che stanno commettendo degli errori e devono aggiustare il tiro.
Ora il livello della richiesta viene alzato, domandando ad ognuno di pensare alla comunità e per questo si punta ora ad un ulteriore abbattimento della frazione di secco non riciclabile, anche attraverso i controlli sulla conformità del materiale, incentivando la pratica del riuso.

"L'attivazione della tariffa puntuale e di sistemi di premialità sono alcuni degli obiettivi previsti per il 2018. Mentre i cestini delle deiezioni canine saranno collocati al più presto", ha anticipato Claudia Gianstefani.

L'opinione pubblica si è spaccata e il divario sicuramente rimarrà, ma l'obiettivo dell'amministrazione è chiaro e tornare indietro è impossibile ed impensabile.
Le problematiche ci sono, come raccontato dai cittadini presenti, ma secondo l'amministrazione un grande beneficio sarà dato dall'apertura del centro di raccolta, previsto entro breve, si spera entro Pasqua. Lo spazzamento delle strade è evidentemente insufficiente, ma questo sarà rivisto direttamente con il gestore, al quale l'amministrazione proporrà un incremento dei servizi. Grazie ad un progetto su cui Paoletti e i suoi stanno lavorando, con corsi rivolti a giovani disoccupati, ad una nuova figura, che oltre alla raccolta e informazione, lavorerà anche sanzionando.

Soddisfazione anche da parte di Legambiente, che però lamenta alcune criticità e soprattutto chiede dove sia finita la spazzatura. "Il problema era il turismo di spazzatura, definito come assimilazione passiva, con tonnellate di rifiuti che prima pesavano sul nostro territorio- spiega Gianstefani- il fatto che ora ci siano controlli impedisce ai comuni limitrofi di arrivare da noi. Inoltre, benché non fosse legale, erano conferiti nei cassonetti e facevano volume anche i residui di potature".

Altra nota positiva, sottolineata da Gianstefani, l'adesione a numerosi progetti collaterali, come la raccolta del sughero o altri che vedremo realizzarsi nel breve periodo: "Si tratta di progetti che non riguardano direttamente il servizio porta a porta, ma che sono importanti per il fine ultimo: i Rifiuti Zero".

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