Famiglia intossicata dal monossido, salvata grazie alla camera iperbarica di COMSUBIN In evidenza

Un intero nucleo famigliare di Ameglia si è intossicato con il monossido di carbonio; dopo il trasporto in codice rosso al San Bartolomeo di Sarzana, il trattamento di ossigenoterapia iperbarica presso il Comsubin.

Mercoledì, 11 Gennaio 2017 15:58

 

Nella notte del 10 gennaio il Centro di Ossigeno Terapia Iperbarica (OTI) di COMSUBIN è stato attivato dai Medici del Pronto Soccorso dell'Ospedale San Bartolomeo di Sarzana per trattare in emergenza un uomo di 51 anni, la moglie di 42 ed il figlio di 10, vittime di una grave intossicazione da monossido di carbonio, avvenuta in ambiente domestico.

I tre componenti del nucleo famigliare sono stati trasportati al Pronto Soccorso dell'Ospedale in codice rosso ed i medici, dopo i primi accertamenti, hanno allertato il sistema di reperibilità di COMSUBIN per un trattamento di ossigeno terapia in emergenza, effettuato da Ufficiali Medici e Sottufficiali Infermieri specializzati in medicina subacquea ed iperbarica, nonché dai Palombari del Gruppo Operativo Subacquei.

In tempi brevi i pazienti sono stati trasferiti in ambulanza presso il centro OTI del Varignano, presso il quale è attivo l'unico impianto iperbarico della provincia, per effettuare il primo trattamento OTI.

A seguito della ratifica della convenzione tra il Raggruppamento Subacquei ed Incursori e l'Azienda Sanitaria Locale n°5 della Spezia, dal 20 settembre 2016 sono stati effettuati 263 trattamenti individuali di Ossigeno Terapia a favore di pazienti civili della provincia spezzina.

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