Niente ciechi all'avventura: il Parco di Fosdinovo si difende In evidenza

Qualche giorno fa abbiamo dato la notizia della denuncia, via Facebook, da parte di una mamma la cui figlia non sarebbe stata fatta entrare al Parco Avventura di Fosdinovo in quanto non vedente.

Martedì, 09 Giugno 2015 10:17

Una mamma vip, tra l'altro: la cantante Petra Magoni. Notizia a questo link.

Dal Parco riceviamo e pubblichiamo l'intervento del segretario nazionale dell'ANESV nonché segretario dell'Associazione dei Parchi Avventura Italiani, e quello del presidente stesso della nostra Associazione.

Maurizio Crisanti: "Mi occupo professionalmente di parchi di divertimento e parchi avventura e delle norme tecniche, della sicurezza di queste attrezzature. In generale, le limitazioni all'accesso di persone diversamente abili sono stabilite già in fase di progettazione e costruzione da chi produce tali attrezzature. Segue poi il documento di valutazione del rischio, elaborato sul posto, che individua eventuali pericoli e conseguenti azioni per evitarli, tra le quali anche eventuali prescrizioni che possano riguardare anche divieti. E' del tutto ovvio a tutti, credo, che nessun gestore di un'attività ha piacere o interesse a limitarne l'accesso. Se questo avviene, è perché o una norma tecnica di settore, o la valutazione del rischio effettuata da professionisti, o limitazioni prescritte da commissioni di vigilanza sui luoghi di spettacolo, le hanno individuate. Il tutto per garantire la sicurezza di ospiti ed operatori. Nel caso dei parchi avventura, inoltre, le realizzazioni sono una diversa dall'altra, in quanto "su misura". Può quindi accadere che un percorso "baby" sia molto diverso da un altro, così come può essere diversa la valutazione effettuata dai professionisti. Sono stati effettuati passi avanti sull'accessibilità dei luoghi per il divertimento. E' della scorsa settimana l'emanazione delle Linee guida per l'accessibilità ai parchi di divertimento - che in alcuni aspetti sono estendibili anche ai parchi avventura - che sono state elaborate con la fatica, e il senso di responsabilità dei produttori, dei gestori, e delle associazioni delle persone con diverse abilità. Inserisco il link così chi vuole approfondire comprenderà quanto il tema sia un po' più complesso di quello presentato da notizie giornalistiche".

Franco Di Carlo, presidente di Parchi Avventura Italiani, ha dichiarato: "La scelta, non facile, di un gestore di impedire l'accesso ad un parco avventura ad una persona con esigenze speciali deriva da una attenta valutazione dei rischi, affidata a professionisti. Far divertire gli ospiti in sicurezza è l'obiettivo principale di tutti i gestori, ed eventuali limitazioni all'accesso derivano soltanto da valutazioni tecniche e da evidenti responsabilità di tipo civile e penale, nonché di coperture assicurative. Ogni parco avventura – ha proseguito Di Carlo – è diverso dall'altro e diverse sono quindi le limitazioni eventualmente apposte dai gestori".

"E' forte nei gestori – ha proseguito Di Carlo – l'esigenza di rimuovere, ove possibile, gli ostacoli ad una accresciuta accessibilità delle strutture, per evidenti valutazioni di carattere etico ed economico. Tuttavia l'utilizzo dei percorsi acrobatici richiede adeguate abilità psico-fisiche per gli utilizzatori, per divertirsi in piena sicurezza".

"L'episodio stimola comunque la nostra Associazione a mettere in agenda il tema dell'accessibilità, in merito al quale sarà fatta una riflessione interna ai gestori ed ai tecnici, in carenza di indicazioni da parte delle istituzioni".

Parchi Avventura Italiani è l'associazione di categoria dei parchi avventura, e rappresenta oltre 70 imprese del settore.

 

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