Ecco come sarà il nuovo ospedale. Il vecchio Felettino giù tra un anno In evidenza

La commissione speciale del consiglio comunale della Spezia incaricata di seguire lo sviluppo del progetto del nuovo ospedale al Felettino, ha concluso i suoi lavori con una corposa relazione firmata dal presidente Luigi De Luca. Ecco il documento che ci spiega nel dettaglio, tra l'altro, come sarà fatto il nuovo nosocomio e quali saranno le strutture della sanità spezzina. Ecco il testo.

Sabato, 07 Dicembre 2013 08:04


In data 23 maggio 2013 è stata costituita la commissione consiliare speciale denominata "Commissione temporanea sulla tempistica delle opere necessarie per l'inizio dei lavori dell'Ospedale del Felettino DEA di secondo livello", con lo scopo di ricostruire la vicenda della costruzione del nuovo ospedale nella nostra città, una vicenda che ci tiene impegnati ormai da molti anni, rispetto alla quale si sono succedute discussioni, ipotesi e progetti e pertanto di seguirne passo passo le fasi future.
"La prima cosa che vorrei sottolineare – dice il presidente Luigi De Luca – è lo spirito di collaborazione di tutti i commissari nello svolgimento del loro lavoro nella commissione, che si è sempre sviluppato tenendo a mente l'esclusivo interesse della città. Il nuovo ospedale da anni atteso è un desiderio molto forte in questa città.
Sotto la presidenza De Luca la commissione si è riunita per la prima volta il 18 giugno 2013. In quella sede De Luca ha proposto di ascoltare il direttore generale dell'Asl Gianfranco Conzi e del direttore amministrativo Renata Canini, anche per capire le vere cifre stanziate per la costruzione del nuovo ospedale. Su questa richiesta vi è stata convergenza anche da parte di altri commissari. La consigliera Cossu ha chiesto di sentire il presidente della Regione Liguria Claudio Burlando in merito ai dubbi sul fatto che il bacino di utenza potesse giustificare un Dea di secondo livello e in merito alle ipotesi di costituzione di una Fondazione privata per reperire le risorse necessarie per il Felettino. Questo in contrasto con la posizione del sindaco che ha sostenuto che il nuovo ospedale doveva essere completamente pubblico. Il commissario Christian Bertagna ha proposto di audire anche il Comitato degli abitanti del Felettino.
Tre presidi completati
In data 4 luglio 2013 sono stati ascoltati il dottor Conzi e l'ingegner Buccheri.
Conzi ha spiegato come intendono intervenire sul territorio ristrutturando i presidi per poi svuotare l'ospedale Felettino. Ha informato inoltre che i tre presidi previsti sono praticamente finiti e a norma. Per quanto riguarda Via XXIV Maggio il 50% è già ristrutturato e per il restante 50% la gara dovrebbe essere assegnata a fine 2013; entro il 2014 il presidio di Via XXIV Maggio sarà completato e permetterà di spostare l'ultima parte delle attività ambulatoriali e territoriali attualmente collocate nella struttura ospedale Felettino.
Ospedale militare
Per quanto riguarda invece l'accordo con la Marina Militare, il dott. Conzi ha parlato di un'utilizzazione congiunta dei poliambulatori del piano terra dell'ospedale militare per la zona nord della città e questo consentirà di ridurre la pressione sul Felettino e in parte sugli ambulatori del Sant'Andrea, spostando alcune delle attività che attualmente sono ospedaliere, sul territorio. Il direttore generale ha informato la commissione che rimangono ancora sostanzialmente da trasferire tre reparti: oncologia, geriatria e radioterapia.
Geriatria a Sarzana
Per quanto riguarda la geriatria, appena risolto il problema del trasferimento del don Gnocchi, la struttura verrà trasferita all'ospedale di Sarzana, lo stesso per la degenza oncologica mentre il day hospital oncologico verrà spostato al Sant'Andrea. Sul problema della radioterapia il direttore generale ha invitato l'ing. Buccheri all'illustrazione, precisando che dovrà essere finita entro la fine del 2014 e quindi si creeranno le condizioni per poter demolire il Felettino tra la fine del 2014 e l'inizio del 2015 strutturando le attività territoriali in modo tale da subire l'impatto derivante dall'obiettiva diminuzione di posti letti.
È intervenuto l'ing. Massimo Buccheri, referente dell'azienda per la costruzione del nuovo ospedale, che ha subito esordito evidenziando che il passaggio fondamentale per iniziare l'attività della costruzione del nuovo ospedale è la realizzazione della radioterapia, perché la vecchia radioterapia è all'interno del Felettino. La costruzione avverrà ex novo accanto al nuovo ospedale, collegato con questo attraverso un tunnel pertanto durante la costruzione del nuovo ospedale l'attività di radioterapia non verrà interrotta.
Il nuovo ospedale sarà così
Buccheri ha illustrato il progetto diviso in tre lotti, A, B, C.
Lotto A è l'ospedale, Lotto B sono i parcheggi che verranno realizzati contemporaneamente al lotto A ed il Lotto C è la radioterapia.
Attraverso delle slide ha illustrato il progetto e descritto la struttura che sarà un DEA di secondo livello. È stato dato ai commissari un fascicolo con il nuovo layout dell'Ospedale.
Nel nuovo Felettino sono previsti 520 posti letto dei quali 450 per acuti e 70 tecnici. Per quanto riguarda la descrizione enunciata dall'ing. Buccheri riassumiano: a piano terra troviamo la medicina nucleare, la cappella per il culto, centro congressi, la farmacia, bar, spogliatoi, locali tecnici, tutta l'accettazione amministrativa, mensa, ludoteca, ambulatori, la parte ambulatoriale che ha la penetrazione minore dal punto di vista delle funzioni e quindi per l'attività più leggere e poi la parte direzionale.
Il piano ammezzato dove sostanzialmente ci sono gli accessi per la parte posteriore dell'ospedale dove ci sono tutti i servizi, farmacia, depositi, cucina, Ced, nello stesso piano ci saranno anche gli uffici dipartimentali.
Al piano primo trova locazione il dipartimento per immagini, la risonanza magnetica, senologia tutta e una parte ancora di ambulatori ma la cosa più importante è il Pronto Soccorso con l'accesso per i codici rossi, sulla sinistra tutta la parte del Pronto soccorso e quindi anche la diagnostica è allo stesso livello del Pronto Soccorso naturalmente.
Al secondo piano ci sono altre specialità, il centro dialisi, alcuni ambulatori, la anatomia patologica, la chimica clinica, i laboratori di diagnostica, l'emotrasfusionale, tutti i servizi; il piano terzo è quello più interessante dal punto di vista ingegneristico e anche dal punto di vista dell'intensità di cura perché è quello col più alto livello tecnologico. L'area critica, le aree di Utic, terapia intensiva, i blocchi operatori ed emodinamica, il cuore dell'ospedale.
Al piano quarto e quinto sono tutte degenze divise per area medica e area chirurgica. Chiaramente in questo modello non sono più identificate le specialità ma le aree per cui all'interno dell'area medica ci saranno tutte le specialità dell'area medica non distinti come spazi, ma come attività e all'area chirurgia tutte le specialità dell'area chirurgica.
Al sesto piano c'è il day hospital oncologico, l'oncoematologia, le malattie infettive, l'ostetricia e la pediatria; rimane sostanzialmente un altro livello che ospiterà gli impianti tecnologici e niente altro.
Nel piano terzo che è il cuore dell'ospedale, ci sono le terapie intensive e il blocco operatorio, sale operatorie di ultimissima generazione. Sale ibride con Tac e risonanza magnetica all'interno per procedere direttamente alla diagnostica in seno alla seduta operatoria.
Il tipo di stanza di degenza è con doppio letto con bagno in ogni stanza.
L'interrogativo che più volte è stata posto dai commissari agli intervenuti consiste nel sapere se l'ospedale nuovo abbia le funzioni di Dea di secondo livello perché gli elementi essenziali sono avere la cardiochirurgia e la chirurgia neurologica e tanto più perché i bacini di utenza di questo ospedale parrebbero essere sottodimensionati rispetto alla economicità di questi due servizi. Il dottor Conzi ha risposto che deve decidere la Regione: l'ideale sarebbe che si accorpassero le Asl 4 e 5; se non si accorpassero queste due Asl, si dovranno dare chiare direttive sulla integrazione le attività cliniche e i percorsi in modo tale da garantire un bacino di utenza che sia sui 400 mila abitanti. Se così non fosse si renderebbe necessario un accordo con Massa che ha la parte cardiovascolare con l'Opa e Spezia dovrebbe puntare sulla parte neuro traumatologica.
Il giorno 8 ottobre 2013 Ferrero su richiesta del consigliere Giulio Guerri è stato audito il dottor Attilio, presidente del Comitato per il nuovo osopedale. Ferrero ha riferito che l'attività del Comitato per l'ospedale è iniziata nel 1997 quand'era sindaco Lucio Rosaia mentre lui (Ferrero) era Direttore Generale in Regione, Sanità e Servizi Sociali e Cultura.
Scopo del comitato era servire da stimolo per le istituzioni per andare avanti con la procedura dell'ospedale. In questi anni sono stati promossi spettacoli e il ricavato è andato in un fondo e il saldo attuale è di 16.482,62 euro. Giudizio positivo è stato espresso dallo stesso Ferrero in merito della concessione di quattro milioni e 300.000 euro da parte della Regione per realizzare il bunker dell'acceleratore lineare perché questo rappresenterebbe una specie di polizza di assicurazione dal momento se poi non si realizzasse per ipotesi l'ospedale questi soldi sarebbero stati spesi inutilmente per avere un bunker in più che non servirebbe più a niente .
Il giorno 12 novembre 2013 è stato sentito l'assessore regionale alla sanità Claudio Montaldo . Il presidente della Commissione, Luigi De Luca, ha posto il problema che la nostra città sta aspettando da anni in nuovo ospedale e che da quello che si conosce è venuto fuori che la bozza dell'accordo regionale prevede che l'importo totale per quanto riguarda tutto l'ospedale doveva essere € 175.050.000 di cui 119.917.000 provenienti dall'ex art. 20 dell'edilizia sanitaria, 23 milioni dalla valorizzazione del vecchio ospedale e 23 milioni circa dalla Regione. Attualmente sembrano essere sicuri per questa partita solamente i 119 milioni dall'ex art. 20 e sei milioni (€ 2.588.614,45 fondi di un finanziamento dell'Aids + € 3.941.990,69 di beni già venduti). De Luca ha espresso preoccupazione circa le dichiarazioni del presidente della Regione Burlando comparse sulla stampa secondo le quali per integrare quei soldi mancanti pensava di far ricorso, come era già avvenuto per il Comune di Bra ed il comune di Alba, all'aiuto di fondazioni. A tal proposito De Luca ha sollecitato delucidazioni su come la Regione intenda sopperire ai fondi mancanti. Montaldo ha riferito che si è arrivati alla conclusione di tutte le procedure approvative e che hanno definito una modalità di finanziamento del primo appalto che stralcia una cifra di circa 210 milioni. La parte che manca sono i 23 milioni di euro che corrispondono ai costi delle tecnologie e degli arredi ed è stato convenuto con il ministero che l'appalto poteva essere diviso in due lotti: l'appalto per l'opera e l'appalto per delle tecnologie e degli arredi sui quali c'è un impegno della Regione per dare la copertura. Ha ribadito che le risorse disponibili che sono quelle dell'art. 20 più i 23 milioni della alienazione del Sant'Andrea che consentirebbe di far partire la gara per la realizzazione dell'opera. i tempi sono ad oggi condizionati dalla realizzazione della nuova radioterapia per l'assegnazione dei lavori e l'obiettivo è quello di trasferire la radioterapia nel nuovo fabbricato alla fine del prossimo anno 2014. Montaldo ha parlato di ancora una serie di attività che dovevano essere trasferite dal Felettino verso Sarzana o verso via XXIV Maggio. Queste attività sono legate al reparto di geriatria e oncologia ed entro questo anno dovranno essere trasferiti a Sarzana gli ambulatori specialistici che devono essere trasferiti in via Sardegna al Palazzo della salute, la neuropsichiatria infantile ed il consultorio materno-infantile che verranno trasferiti in via XXIV Maggio entro il 2014. L'assessore ha informato che una parte di altri ambulatori saranno trasferiti entro il prossimo anno nella sede dell'ospedale militare dove in base all'accordo fatto con la Marina ci sarà l'insediamento di un altro polo territoriale.
Nel 2014 dopo il trasferimento di tutte le attività e per ultimo la radioterapia si potrà procedere come primo atto alla demolizione del Felettino. La gara è di una certa consistenza e la novità è l'inserimento del pagamento di 25 milioni attraverso la cessione del Sant'Andrea e questo pone che le ditte che concorrono alla gara debbano essere solide dal punto di vista finanziario. Tutto il 2014 sostanzialmente sarà impiegato per la realizzazione del progetto esecutivo, l'apertura dei cantieri, il completamento degli espropri e arrivare alla fine dell'anno all'inizio delle attività vere e proprie, il tutto naturalmente se non ci saranno intoppi e ricorsi di varia natura.
Sono state proiettate delle slide da parte del dottor Romolo Macchi che ha ribadito che il contratto di appalto della Nuova Radioterapia verrà stipulato nei prossimi giorni dopo di che inizierà la fase di progettazione esecutiva perché è un appalto integrato che prevede la progettazione esecutiva e la costruzione. La durata dei lavori è circa 10 mesi con una ipotesi di fine lavori per la fine del 2014 e di una messa in esercizio all'inizio del 2015 che consentirà di procedere alla demolizione dell'attuale fabbricato del Felettino e alla costruzione del Nuovo Ospedale.
Il Poliambulatorio di Bragarina
In data 19 novembre 2013 c'è stata l'audizione con dottor Conzi in merito ai Poliambulatori di Bragarina. Conzi con la collaborazione di Macchi ha illustrato alcuni aspetti della struttura per la quale l'Asl pagava un affitto di 250.000 euro +IVA. La realizzazione è costata 12 milioni e 709 mila euro compreso l'acquisto del fabbricato, gli arredi, e le attrezzature di cui € 6.209.000 euro con locazione finanziaria leasing in costruendo e € 6.500.000 intramoenia. L'opera si è realizzata come da programma sia con fondi statali che con fondi Asl rispettando i tempi previsti. I lavori sono iniziati a giugno 2012 e sono stati ultimati nel mese di settembre 2013. La struttura verrà inaugurata il 23 dicembre.
Il complesso di Via Sardegna è costituito da due palazzine definire A e B.
Attività istituzionali
Palazzina A: piano terra Punto prelievi e Farmaceutica integrativa (erogazione diretta farmaci e presidi). Primo piano Cure domiciliari (cure domiciliari infermieristiche e fisioterapia domiciliari).
Palazzina B: piano terra Radiologia (diagnostica, ecografia, mammografia, ortopantomografia, Tac; Dermatologia; Orl; Ortopedia; Urologia – Nefrologia. Primo piano Fisochinesiterapia (Terapia fisica, terapia manuale, laserterapia, magnetoterapia, palestra). Secondo piano Medicina del Lavoro; Fisiatria; Oculistica; Ginecologia. Terzo piano Odontoiatria; Medicina dello Sport; Cardiologia.
Attività ambulatoriali intramoenia
Palazzina B: Cardiologia ed ecocardiografia; Chirurgia; Chirurgia vascolare; Dermatologia; Endocrinologia; Geriatria; Ginecologia; Medicina interna; Nefrologia; Neurologia; Oculistica; Odontoiatria; Oncologia; Ortopedia; ORL; Pneumologia; Psichiatria; Psicologia; Radiologia (Diagnostica, Ecografia, Mammografia, Tac); Reumautologia; Urologia.
Le strutture del Distretto 18
Nelle slide è stato presentato il distretto 18 di cui fanno parte la Spezia, Porto Venere e Lerici. Nel distretto sono presenti le seguenti strutture sanitarie: Casa della salute ex Ospedale militare; Casa della Salute Via XXIV Maggio; Casa della Salute Via Sardegna; Casa della salute di Lerici; Ospedale sant'Andrea.

La relazione dei commissari si conclude ringraziando in modo particolare gli uffici che in tutti questi mesi ci hanno assistito con precisione e puntualità, consentendo un'organizzazione dei lavori rapida ed efficiente e in particolare la segretaria della Commissione signora Paola Cariola per la sua massima disponibilità sempre dimostrata. "Ringrazio inoltre tutti i commissari ‒ ha aggiunto il presidente De Luca ‒ che hanno contribuito in modo incisivo per i lavori della commissione stessa. Ringrazio anche il vice presidente Dino Falugiani che mi ha affiancato nei lavori".

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