Unicusano: qualità docenza, ricerca e flessibilità In evidenza

Eccellenza nella formazione.

Giovedì, 10 Gennaio 2019 15:41

“La professione del ricercatore deve tornare alla sua tradizione di ricerca per l'amore di scoprire nuove verità. Poiché in tutte le direzioni siamo circondati dall'ignoto e la vocazione dell'uomo di scienza è di spostare in avanti le frontiere della nostra conoscenza in tutte le direzioni, non solo in quelle che promettono più immediati compensi o applausi”.

È probabilmente in questa breve – ma efficace – citazione di Enrico Fermi che risiede l’intero senso della parola “ricerca”. Un senso che va immaginato nella sua più consona dimora, vale a dire quella universitaria.

Potrebbe sembrare banale retorica ma in un’epoca incerta in cui siamo chiamati quotidianamente a confrontarci con dati, informazioni sempre più precise e dettagliate, ma anche con bufale e fake news, è necessario e rassicurante sapere di poter fare affidamento non solo sulle nostre proprie risorse ma anche sull’affidabilità dell’istruzione chiamata a formare la classe dirigente di domani.

È proprio per questo motivo che all’interno degli atenei italiani sta tornando al centro del dibattito il tema della qualità della didattica. Una questione che sembra essere legata a doppio vincolo (e non potrebbe essere altrimenti) anche alla ricerca e al livello qualitativo delle docenze. Elementi questi che, insieme alla capacità di adattare il percorso di studio e di frequenza alle possibilità del singolo studente, sembrano essere gli ingredienti in grado di contribuire alla costruzione del sapere, oltre a dare agli studenti la più importante delle capacità: quella di saper stare al mondo, comprendendolo, interpretandolo e spiegandolo.

A rendere un percorso universitario davvero buono è la riuscita fusione di ricerca, qualità della docenza e flessibilità della didattica. Sembrano essere proprio questi i tre fattori, le tre parole chiave con cui costruire un’università davvero aperta a tutti.

Tra gli esempi virtuosi del panorama italiano, tra quelli che meglio di tutti sanno integrare con attenzione queste caratteristiche, c'è l'Università Niccolò Cusano. UniCusano parla di formazione universitaria, post-universitaria e ricerca scientifica fin dalla propria Mission e proprio dalla ricerca arrivano grandi soddisfazioni: un esempio è la Facoltà di Ingegneria della Cusano, piazzata al sesto posto nella classifica VQR (Valutazione della qualità della ricerca ndr) stilata dall’Anvur, l’Agenzia nazionale per la valutazione del sistema universitario e la ricerca. Un risultato importante a conferma che la strada intrapresa dall’ateneo è quella giusta. - Si tratta di un risultato di grandissimo prestigio che premia il duro lavoro svolto dalla struttura, che ha fatto investimenti significativi consentendoci di avere in tempi estremamente rapidi dei laboratori, ci ha consentito di acquisire personale di alto livello da altri atenei - ha spiegato all’agenzia di stampa Dire, il professor Gino Bella, coordinatore della facoltà.

Inoltre è notizia di poche settimane fa che la Cusano, in partnership con l’Università degli studi di Roma “Tor Vergata” e alcune aziende del settore nautico, stia lavorando allo sviluppo di una nuova vernice antivegetativa per imbarcazioni. Pare che il nuovo prodotto sarà in grado di impedire la crescita di alghe e specie marine sugli scafi delle navi, un progetto che suscita un elevato interesse nel settore, una sfida complessa e stimolante che riflette il ruolo che la ricerca universitaria potrebbe (e dovrebbe) avere con il mondo dell’imprenditoria.

È dalla ricerca che nasce tutto, dallo sforzo di chi ogni giorno cerca di spostare il confine del noto qualche passo più in avanti. Lo sosteneva Enrico Fermi, lo continuano a fare ancora oggi studenti, professori e ricercatori italiani.

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