Coldiretti: "Limitare il numero dei cinghiali è diventata una questione di sicurezza" In evidenza

Circa 70 incidenti ogni anno sono causati da animali selvatici.

 

Venerdì, 04 Gennaio 2019 11:09

 

In Liguria è raddoppiato il numero di cinghiali negli ultimi 10 anni, presenza che causa danni ingenti al settore agricolo, mentre aumentano i danni alle persone, con il 13% dei sinistri stradali provocati dallo scontro su strade statali, regionali e comunali extraurbane tra un veicolo e un animale selvatico, con una frequenza media di circa 70 incidenti l’anno.

È quanto riporta Coldiretti Liguria, in base ai dati Istat, nel commentare il gravissimo tamponamento a catena avvenuto sulla A1 tra Lodi e Casalpusterlengo a causa dell’attraversamento da parte di un gruppo di cinghiali della carreggiata, dove ha perso la vita un 28enne e sono rimaste ferite altre 10 persone.

Il problema è, purtroppo, comune a molte regioni d’Italia, dove le misure tampone adottate in questi ultimi anni per cercare di arginare il problema, hanno fatto registrato un sostanziale flop. La sicurezza nelle aree rurali e urbane è sempre più a rischio per il proliferare incontrastato degli animali selvatici che invadono i campi coltivati, centri abitati, strade ed anche autostrade dove rappresentano un grave pericolo per le cose e le persone. Quando, poi, alla distruzione dei raccolti agricoli, ai dani ambientali che ne derivano, ai rischi di epizoozie, agli incidenti stradali (per un totale di danni stimato in quasi 100 milioni di euro l’anno), si somma anche la presenza di vittime, la situazione è da considerarsi totalmente fuori controllo. Non è quindi più solo una questione di risarcimenti ma è diventato un fatto di sicurezza delle persone che deve essere affrontato con decisione.

“Il proliferare dei cinghiali – affermano il Presidente di Coldiretti Liguria Gianluca e il Delegato Confederale Bruno Rivarossa - non solo crea danni al settore agricolo della nostra regione ma mette a repentaglio la sicurezza dei cittadini. È sempre più facile, infatti, incontrare esemplari alle foci dei fiumi, nelle arterie principali delle città, nelle stazioni, nelle piazze e, come è successo nel capoluogo genovese, nelle aiuole dell’Ospedale cittadino, mentre sulle strade continuano gli incidenti, che rischiano, prima o poi, di rivelarsi anche mortali, come nell’episodio della A1 e in molti altri casi. Nella nostra regione il settore agricolo rimane ancora quello che ha subito gli attacchi più duri, ma bisogna prendere atto che non è un problema delle sole aziende colpite, ma dell’intera società nonché della sicurezza pubblica e di quella stradale. Come Coldiretti Liguria abbiamo presentato alla Regione un decalogo con le misure che andrebbero adottate urgentemente per arginare il problema. Ribadiamo inoltre la necessità di portare avanti gli studi sulla sterilizzazione con esca, pratica già attiva in altri Paesi europei, che controllerebbe la fertilità dei capi e ne permetterebbe la riduzione del numero a lungo termine. Noi ci auguriamo che le Istituzioni Regionali prendano in seria considerazione questa pratica, predisponendo un piano di finanziamento e studio che porti ad una sperimentazione vera sul territorio.”

Fra le misure contenute nel decalogo c’è la necessità di intervenire per la semplificazione della legge regionale in materia di autotutela del fondo agricolo, che conta ad oggi solo 10 titolari d’azienda in possesso di regolare porto d’armi autorizzati, di adottare la rotazione delle squadre di caccia anche da fuori regione, di predisporre il monitoraggio online degli abbattimenti per evitare il consueto mancato raggiungimento degli obiettivi, di incrementare l’utilizzo di recinti e gabbie di cattura, e di togliere il risarcimento dal regime De Minimis.

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