Carta Europea per il Turismo Sostenibile nelle Aree Protette, ci sono anche 19 strutture ricettive delle Cinque Terre In evidenza

Elevati standard di qualità in tema di rispetto dell'ambiente e delle identità locali.

Lunedì, 24 Dicembre 2018 16:28

"Un esempio virtuoso di connessione tra valorizzazione, tutela e attività economica compatibile".

 

Con queste parole di apprezzamento Enzo Lavarra, consigliere di Europarc e vice-presidente di Federpachi, ha accolto le imprese turistiche delle aree protette invitate giovedì 20 dicembre, al Palazzetto delle Carte Geografiche a Roma, alla cerimonia di consegna dei certificati della Fase 2 della Carta Europea del Turismo Sostenibile.

La CETS è un riconoscimento che delinea il quadro di azioni per lo sviluppo delle attività turistiche nelle Aree Protette.
La consegna è avvenuta ad opera di Federparchi-Europarc Italia insieme ai Parchi Nazionali di Abruzzo Lazio e Molise; Dolomiti Bellunesi; Foreste Casentinesi; Cinque Terre; Pollino e al Parco Regionale dei Colli Euganei.

Federparchi, con il contributo del Ministero dell'Ambiente e delle stesse Aree Protette, segue gli enti parco nell'iter di attribuzione della CETS, che si articola in tre fasi: dal coinvolgimento degli operatori turistici locali e di tutti i soggetti interessati sul territorio, sino ai tour operatori globali.

"Una condivisione di progetti virtuosi unisce quanti hanno ottenuto e quanti stanno percorrendo la strada per l'ottenimento della CETS - dice Patrizio Scarpellini, direttore del Parco-. La qualità ambientale, l'attenzione agli aspetti culturali e storici, la cura dell'ambiente e le informazioni sulla percorribilità dei sentieri. Per la comunità delle strutture un'agorà reale e uno digitale per creare un progetto condiviso con i Parchi non solo italiani ma di tutta Europa che aderiscono allo stesso progetto. E le anime non possono che essere coloro che il territorio lo vivono e lo custodiscono"

Tra i virtuosi che hanno dimostrato elevati standard di qualità, in termini di efficienza, rispetto dell'ambiente e dell'identità locali, anche le prime 19 strutture ricettive delle Cinque Terre: Lo Scalo e Calascio Bellevue, Scorci di Mare, Riomaggiore, l'Hotel Villa Argentina, Riomaggiore, Casa Capellini (due strutture), Manarola, Manarola Vista Mare Sciacchetrà, Vermentino, Limoncino (tre strutture), Hotel Suisse Bellevue, Monterosso, Zia Letizia Bed & Wine, Monterosso, Le Coste Bilocale e le Coste Monolocale, Manarola, Corte del Gallo, Corniglia, Ostello di Corniglia, Sole Terra Mare (tre strutture) Corniglia, Albergo Gianni Franzi, Vernazza.

A significare l'importanza di questa esperienza, la presenza alla cerimonia del direttore generale Maria Carmela Giarratano, della Direzione Protezione Natura e Mare del Ministero dell'Ambiente.

Il presidente di Federparchi Giampiero Sammuri ha commentato: "Ogni anno abbiamo nelle Aree Protette 27 milioni di presenze turistiche, una filiera che conta 105mila posti di lavoro e un valore di 5,5 miliardi. Le Aree Protette hanno il compito di salvaguardare gli habitat e di trovare il giusto punto di equilibrio fra la conservazione e le necessità di sviluppo, che deve essere rigorosamente improntato alla sostenibilità ambientale."

Oltre ad essere una tappa fondamentale per il processo partecipativo avviato con la prima fase della CETS dai Parchi, questo risultato rappresenta un esempio di collaborazione concreta fra il pubblico e il privato sul tema della sostenibilità.

Ha concluso Lavarra: "È motivo di orgoglio il raggiungimento della Fase Due della Cets sia per i parchi che per le imprese e gli addetti del comparto. Il turismo sostenibile nelle Aree Protette è un modello di sviluppo da esportare ben oltre i loro perimetri. Questo ci incoraggia a perseguire un traguardo ancora più ambizioso: quello della fase tre della CETS che consente di inserire i pacchetti delle nostre imprese nei circuiti internazionali dei tour operators e delle piattaforme digitali."

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