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Agricoltura preda della burocrazia, "ruba" 100 giorni all'anno In evidenza

Boeri: “Snellire le procedure è un importante incentivo per la sopravvivenza delle imprese Liguri”.

 

Giovedì, 13 Dicembre 2018 18:59

 

Non solo le problematiche legate ai cambi climatici, agli infestanti dannosi e agli attacchi della fauna selvatica mettono a dura prova la pazienza degli agricoltori, ma anche quelle legate alla burocrazia che, con le sue lungaggini, ruba fino a 100 giorni all’anno al lavoro in azienda e frena, con le inefficienze, l’avvio di nuove attività.

E’ quanto emerge dall’incontro sul pacchetto di misure per la deburocratizzazione e per la Legge di Bilancio convocato dal Vicepremier Luigi Di Maio, dove è stato sottolineato che, in Italia, il peso della burocrazia è molto più elevato rispetto alla media dei Paesi dell’Unione Europea, e dove la complessità delle procedure amministrative è ritenuta un problema dall’84% degli imprenditori, oltre venti punti superiore al 60% della media Ue (analisi di Eurobarometro della Commissione europea).

“I blocchi burocratici – affermano il Presidente di Coldiretti Liguria Gianluca Boeri e il Delegato Confederale Bruno Rivarossa - si sono dimostrati delle vere e proprie minacce al lavoro agricolo in Liguria. Il nostro settore, infatti, deve già fare i conti con un territorio non tra i più facili d’Italia, dove da tempo si abbattono periodicamente fenomeni metereologici che ne compromettono la regolare attività: serve che almeno a livello burocratico tutto funzioni alla perfezione e che i tempi per avere delle risposte vengano ridotti al minimo. Le procedure per il rilascio dei finanziamenti messi in campo dal PSR 2014-2020, ad esempio, non devono più riscontrare i problemi avuti finora, dove il blocco delle istruttorie per problemi tecnici e addirittura per problemi informatici ha rallentato terribilmente i tempi di erogazione dei finanziamenti. Per il prossimo anno serve che Regione Liguria faccia uno sforzo ancora maggiore di quello messo in campo fino ad oggi, assicurandosi in primis che i sistemi informatici dell’Organismo Pagatore dialoghino attivamente con le banche dati della PA disponibili, e che si velocizzi il più possibile l’erogazione dei finanziamenti in modo da avere disponibili le risorse necessarie al miglioramento delle imprese agricole. La mancanza di risorse e liquidità rischia di compromettere la sopravvivenza delle aziende, che arrivano non di rado a dover chiudere l’attività. Lo snellimento delle procedure con la semplificazione, il dialogo tra le amministrazioni e l’informatizzazione è, insieme alla trasparenza dell’informazione ai consumatori, il miglior investimento che può fare la nostra Regione, e il nostro Paese, per sostenere la crescita.”

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