Appartamenti ad uso turistico, Welcome La Spezia: "Serve una nuova legge regionale" In evidenza

di Elena Voltolini - Il Consorzio e Confartigianato chiedono una regolamentazione similare a quella delle strutture extralberghiere per garantire professionalità e qualità e fare emergere irregolarità.

Venerdì, 06 Luglio 2018 16:48

Sul fronte turistico fondamentale è l'accoglienza ed imprescindibile è che sia una accoglienza di qualità e professionale. Questo, secondo il Consorzio Welcome La Spezia viene messo a rischio certo da strutture che non rispettano le normative, ma ancor più, ed in modo potenzialmente molto più diffuso, da quelle strutture che sfuggono ai controlli e vi sfuggono, oggi, perchè una normativa non c'è. Anzi, per meglio dire, una normativa c'è... ma non impone praticamente nulla.

 

Sotto la lente di ingrandimento del Consorzio finiscono gli AUT, ovvero Appartamenti ad uso turistico che, stando ai dati aggiornati all'8 maggio 2018, alla Spezia sono 3068. Potrebbero però essere, in realtà, molti di più. Un numero quindi indefinito, per indefinite attività che si pongono al di fuori di ogni controllo.
Sotto accusa allora finisce la legge regionale numero 32 dell'aprile 2014. “Una legge – sottolinea il Direttore di Confartigianato La Spezia Giuseppe Menchelli – che anche noi allora avevamo ben accolto, ma che è nata in un periodo molto diverso da quello attuale e che ora riteniamo debba essere completamente rivista”.
“La legge – spiega – risale al 2014 ed allora l'esigenza era quella di aumentare i posti letto nelle città per poter accogliere un numero maggiore di turisti. Il femoneno però è “sfuggito di mano". Oggi assistiamo da un lato ad un notevole incremento del turismo, dall'altro ad un abnorme proliferare di questi appartamenti ai cui proprietari non è praticamente richiesto nulla per esercitare. E oggi riteniamo non possa e non debba essere così. In gioco c'è la qualità dell'accoglienza turistica e quindi anche il nome della città”.

Secondo la legge regionale, infatti, chi vuole affittare un appartamento per uso turistico non è praticamente soggetto ad alcun obbligo: ad esempio nessun nome da dare all'appartamento, nessuna targa ad indicarne l'esistenza, nessuna comunicazione della SCIA (Segnalazione Certificata di Inizio Attività, che comprende anche certificazioni igienico.sanitarie).
Questo fa sì che attività di questo tipo, a differenza di quando accade per alberghi e strutture ricettive extralberghiere (ovviamente salvo casi di irregolarità e abusivismo), siano difficilmente individuabili e controllabili, con il rischio anche che si pongano in affitto appartamenti assolutamente non idonei.

Secondo il Consorzio Welcome La Spezia, quindi, considerando lo scenario turistico attuale, caratterizzato da un notevole incremento dele presenze, e considerando anche gli scenari futuri, con numeri che a lungo termine sono destinati a scendere e con turisti quindi che, ora si deve fidelizzare, bisogna intervenire quanto prima per cambiare la normativa.
Come?

“Basterebbe – affermano dal Consorzio – introdurre la stessa regolamentazione per l'inizio dell'attività che vale per le strutture ricettive extralbergiere, in particolare la documentazione che permette l'attribuzione di idoneità e l'attribuzione della classificazione. Oltre al nome che dovrebbe essere obbligatorio così come la segnalazione tramite targa sull'edifico in modo da poter arrivare ad una facile individuazione di questi appartamenti".

La richiesta, insomma, è quella di regolamentazione, per evitare l'improvvisazione e salvaguardare servizi, professionalità e qualità.

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