Oldoini: "Con l'Imu si è persa una grande occasione" In evidenza

di Daniele Siboldi

In ogni campagna elettorale che si rispetti, le parole d’ordine sbandierate dai politici di turno in comizi e interventi sono meno tasse, pensioni, occupazione giovanile.

Mercoledì, 23 Gennaio 2013 16:47

Ma se ne esiste uno particolarmente attuale e sulla bocca di tutti, usato sia da chi vuole attaccare l’operato altrui sia da chi vuole difendere il proprio, è il problema della casa. Imu sì o Imu no?

Di questo e molto altro abbiamo parlato in esclusiva con Renato Oldoini, presidente di Confedilizia e Confagricoltura La Spezia.

Gds: Mai come in queste elezioni, sembra che il tema casa sarà decisivo per la sorte dei vari schieramenti politici. Confedilizia per il 2013 cosa si propone di fare in merito?

Oldoini: L’associazione porterà avanti progetti già in piedi da tempo, come le battaglie per il processo di rinnovamento degli impianti di riscaldamento (che permetterebbe un risparmio energetico pari al 60%), per la rivalutazione dei giardini, per il recupero delle proprietà sfitte, per il potenziamento delle linee filotranviarie. L’attività principale sarà però incentrata sulla diffusione delle novità introdotte dalla nuova riforma del condominio, già uscita in Gazzetta Ufficiale e che sarà pienamente operativa a partire dal 17 giugno.

Gds: Molte le modifiche apportate, tra le quali tanto discutere ha fatto la nuova figura dell’amministratore condominiale. Come viene ridisegnato questo ruolo?

Oldoini: L’incarico comporterà maggiori responsabilità, doveri e requisiti d’accesso. Si è cercato di perseguire un’opera di professionalizzazione di questa posizione, per creare un soggetto che possa davvero rispondere alle esigenze dei cittadini. Ora infatti non solo dovrà possedere i requisiti di "onorabilità" (godimento dei diritti civili e niente condanne per delitti contro pubblica amministrazione, fede pubblica e patrimonio), non aver subito protesti cambiari, avere il diploma di scuola secondaria, ma saranno anche obbligatori un corso di formazione iniziale e aggiornamenti periodici.

Gds: Un altro problema dei condomini è quello relativo ai contenziosi. In questo senso la mediazione civile obbligatoria sembra un bel passo in avanti. Cosa ne pensa?

Oldoini: Questa è un’arma fondamentale, perché da una parte consente ai cittadini di risolvere piccoli problemi in maniera amichevole e con grande risparmio di tempo, mentre dall’altra libera i tribunali di milioni di cause, che spesso, per i loro contenuti, rappresentano solo uno spreco di denaro.

Gds: Veniamo al tema scottante. Un parere personale sull’Imu?

Oldoini: Questa è stata un’occasione persa. Si aveva la possibilità di riformare seriamente la tassa sui beni immobili e ne è uscita una delle più grandi iniquità degli ultimi anni. Un’imposta che non tiene conto di redditi e possibilità economiche, ma che colpisce indistintamente disoccupati e imprenditori, cosa inaccettabile. Anche se io sarei per l’abolizione completa dell’Imu sulla prima casa, capisco che la situazione economica potrebbe non permetterlo almeno nell’immediato. Allora sarebbe corretto, e penso che accadrà, ripensare a una partizione più equa, ad esempio con esenzioni per chi è disoccupato o per chi è gravato da un mutuo.

Gds: Prima ha parlato di risparmio energetico, una strada virtuosa che però sembra sempre più lontana dal venire percorsa con costanza. Quale sarebbe secondo lei il primo passo da fare?

Oldoini: Le politiche di agevolazione per le ristrutturazioni edilizie e per il risparmio energetico hanno ottenuto grande successo nei cittadini in questi anni. In molti hanno approfittato di offerte vantaggiose e non si capisce come lo Stato sia miope di fronte a tutto questo, non intuendo che rendendo queste agevolazioni a tempo indeterminato nel giro di alcuni anni si potrebbe ridurre fortemente l’impatto inquinante delle nostre case sull’ambiente.

Gds: Energia pulita, rivalutazione dell’esistente. Le politiche urbanistiche del futuro devono quindi ripartire da questi punti?

Oldoini: Certamente, ma non solo. Per quanto riguarda Spezia un grave problema è quello delle proprietà non sfruttate. È arrivato il momento di dire basta col consumo del suolo, basta con i terreni coltivabili lasciati al degrado, basta con le migliaia di locali sfitti lasciati a polvere e ragnatele. Tutte queste proprietà dovrebbero essere rimesse sul mercato, creando in questo modo una maggiore offerta e quindi un deciso calo dei prezzi.

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