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In Liguria lo spread più alto d’Italia tra piccole e grandi imprese: quota 326 punti base

Non è solamente la differenza di spread tra titoli di stato italiani e tedeschi a preoccupare le micro imprese liguri. È in Liguria infatti lo spread più alto d'Italia: secondo i dati della Banca d'Italia, elaborati dall'Ufficio studi di Confartigianato, le piccole imprese liguri (con meno di venti addetti) pagano tassi d'interesse maggiori (9,85%) rispetto a quelle medio-grandi (6,59%) e il differenziale tra i due valori raggiunge così quota 326 punti base, lo spread più alto d'Italia. Seguono Valle d'Aosta e Piemonte, rispettivamente con 313 e 290 punti base, mentre il valore minimo è registrato in Molise (41 punti).

I tassi di interesse per le piccole imprese sono cresciuti soprattutto nell'ultimo anno: a marzo 2011, nella nostra regione, si registrava un 8,49%, poi aumentato di 0,36 punti percentuali negli ultimi 12 mesi. Solo in Calabria (10,39%) e in Campania (10%) si sono rilevati valori più alti di quelli della Liguria, che si piazza così al terzo posto in classifica. Il credito è invece relativamente meno costoso nelle Province autonome di Bolzano e Trento (5,99% e 6,19%) e in Emilia Romagna (7,76%).

Ammonta a 22 miliardi e 336 milioni di euro il totale dei prestiti erogati al sistema produttivo della Liguria, cresciuto del 3,2% tra giugno 2011 e dicembre 2011: di questi, quasi 17 miliardi e 540 milioni sono stati destinati alle imprese medio-grandi, mentre quasi 4 miliardi e 800 milioni di euro alle piccole e medie imprese, in calo dell'1,4%, valore più basso della media nazionale (-1,1%). «Difficoltà di accesso al credito si evidenziano soprattutto nel comparto artigiano – spiega Giancarlo Grasso, presidente di Confartigianato Liguria – per il quale lo stock totale di prestito alle imprese, in sei mesi, è sceso del 2,4% e, a dicembre 2011, ha raggiunto quota 1 miliardo e 280 milioni di euro. La Spezia è la provincia che ha subito il calo più forte di tutta Italia, addirittura del 7,2%». I prestiti al tessuto produttivo artigiano spezzino hanno toccato quota 161 milioni di euro a dicembre 2011. Segno meno anche nelle altre province liguri, ma in questi casi la diminuzione è stata più contenuta, se paragonata a quella della Spezia, e inferiore alla media nazionale (pari a -3,1%): -2,2% a Savona, -1,8% a Imperia, -1,4% a Genova.

Credito più accessibile per il sistema produttivo generale del capoluogo ligure, unica provincia della regione a registrare una crescita nel 2011: il 5,45% rilevata negli ultimi sei mesi dello scorso anno è anche il valore maggiore d'Italia, che rileva invece una media negativa dell'1%. Dei 14 miliardi di euro erogati alle imprese non artigiane genovesi, quasi 12 milioni sono stati destinati a quelle medio-grandi, per le quali la variazione del credito è cresciuta del 6,6%. Segno negativo nelle altre province: -0,6% a Savona, -0,2% alla Spezia e -0,1% a Imperia, che restano comunque sopra alla media nazionale.

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