Sunia e Cgil: "Il Piano regionale per l'edilizia pubblica è inadeguato"

I sindacati bocciano il Piano presentato nei giorni scorsi dal sindaco Peracchini e dall'assessore regionale Scajola.

Giovedì, 02 Dicembre 2021 14:35

"Il piano regionale per l'edilizia pubblica, presentato dall'assessore regionale Scajola e dal sindaco Peracchini, è inadeguato, pieno di contraddizioni ed elaborato senza il coinvolgimento dei sindacati degli inquilini".

Lo affermano Luca Comiti, segretario generale della Cgil della Spezia, Franco Bravo, segretario generale regionale del Sunia e Cristiano Ruggia, segretario provinciale del Sunia, che continuano: ",Molti sono i punti critici. Ad oggi, in piena emergenza economica, si vendono le case popolari, 57 da parte del Comune della Spezia e ben 259 da parte della Regione Liguria, quando sarebbe invece indispensabile averne di più a disposizione. Peraltro, il Comune della Spezia ha avviato procedure di vendita con persone che abitato all'interno degli appartamenti messi sul mercato (per fortuna ad oggi nessun appartamento ci risulta venduto)".

Precisano i dirigenti sindacali: "Per quanto riguarda il programma innovativo nazionale per la qualità dell'abitare (Pinqua), il Comune della Spezia risulta escluso dal finanziamento e quindi i soldi, 15 milioni di euro, non ci sono. Il piano della Spezia sembra sia stato relegato in seconda fascia e di fatto non finanziato. Sono stati finanziati ben 157 progetti e la città della Spezia è arrivata 191esima, quindi esclusa dalla graduatoria finanziata e relegata come proposta ammissibile, ma con riserva. Dovrebbero così rinunciare circa 40 città per ottenere il finanziamento. A luglio scorso e ieri l'amministrazione comunale invece ha affermato di essere vincitrice del bando, ci sono forse novità rispetto alla graduatoria?".

Ed ancora: "Nel progetto "qualità dell'abitare" la trasformazione delle scuole di Melara e Fabiano in cohousing prevede la ristrutturazione dei 25 alloggi che si recupererebbero nelle 2 scuole al costo di ben 270.000 euro l'uno (intervento totale è pari a 6.8 milioni di euro); si pensi a quanti appartamenti si potrebbero recuperare con quei soldi. Occorre che il Comune della Spezia proponga un piano diverso, migliore e rapido per il recupero dei 350 alloggi pubblici che ad oggi permangono sfitti. Inoltre ad oggi ci risulta che nessun intervento di superbonus sia partito. Noi abbiamo chiesto che Arte aderisca al 110 soprattutto nella forma sismabouns perché tanti fabbricati costruiti nel dopoguerra necessitano di miglioramento sismico, prima che di quello energetico, non si può rifasciare con il capotto strutture in cemento armato che debbono essere migliorate nelle loro prestazioni.

Concludono Comiti, Bravo e Ruggia: "Per quanto riguarda il bando case poplari, Comune e Regione sapevano che lo stesso bando è condizionato dalla sentenza della corte costituzionale sui 5 anni di residenza e hanno fatto finta di niente. Il rischio che il bando possa essere invalidato è concreto ed a rimetterci saranno solo le famiglie in difficoltà, italiane e straniere. Inoltre il numero di alloggi a disposizione è irrisorio a fronte delle domande. Per la compilazione della domanda Comune e Regione non si sono attivati con sportelli di supporto, la domanda è complicata e necessita di molto approfondimento, i Sindacati degli Inquilini sono stati lasciati soli ad assolvere questo gravoso, ma necessario, compito. Chiediamo che venga attivato uno sportello pubblico per assistere alla compilazione della domanda stessa."

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