Agrinsieme Liguria: infrastrutture e logistica, fare le cose bene per un "bene" collettivo

 

Un piano infrastrutturale combinato

Mercoledì, 23 Giugno 2021 15:04

 

 

Infrastrutture. Mai come in questo periodo se ne parla, mai come ora ci si rende conto della fragilità delle stesse che fa da contraltare all'indispensabilità delle medesime.

Questa la sensazione di Agrinsieme Liguria.

"Qui – sottolinea la nota di Agrinsieme - più che altrove! Siamo in una Regione geomorfologicamente talmente complessa che non si può prescindere dalla necessità, finalmente, non solo di un serio piano di manutenzione straordinaria, con evidenza soprattutto sulla rete viaria, ma anche, ed in particolar modo, di un serio 'piano infrastrutturale combinato', dove si sinergizzi, migliori ed ottimizzi il trasporto su gomma, su ferro e via mare, in una logica imprescindibile per la Liguria: coniugare necessità di mobilità e rispetto del territorio, in quanto una Regione a vocazione turistica e di 'passaggio' delle merci come la Liguria, non può dimenticare che tali opere devono ben sposarsi con un territorio che è ricchezza esso stesso in termini di bellezza, mare, monti, costa ed entroterra, agroalimentare e cultura e storia".

Una recente indagine condotta dal sistema Camerale ligure ha evidenziato che sono 32 gli interventi principali di cui il Nord-Ovest ha bisogno per il completamento del corridoio Reno-Alpi-Liguria.

Di questi 32, sono 16 gli interventi ferroviari e di accessibilità ai nodi logistici, di cui 5 inseriti nel Recovery Plan. Per la Liguria si prevedono interventi "forti" soprattutto il Terzo Valico, la Diga Foranea e il raddoppio ferroviario a Ponente. Gli altri 16 interventi riguardano prevalentemente tratte autostradali e vedono per la Liguria: la Gronda, l'Autoparco di Ponente, il Tunnel della Val Fontanabuona, il potenziamento dell'Aeroporto "Cristoforo Colombo" e l'Aurelia bis.

"Questa strada – sottolinea Agrinsieme Liguria - , non l'unica si badi bene, può in parte, e certamente non in maniera esaustiva, provare a risolvere quel gap infrastrutturale che l'intero Nord-Ovest sconta da oramai troppi anni".

Da Ponente verso Levante abbiamo bisogno che parta il cantiere della Armo - Cantarana, il collegamento con il Piemonte, che è finanziato ed ha tutte le approvazioni; così come non dobbiamo dimenticare la necessità di intervenire sulla ferrovia Ventimiglia - Cuneo e sulla strada statale 20, dove è necessario un intervento maggiormente coordinato con la Francia e mettere le risorse per ripartire.

Siccome non si può raddoppiare l'autostrada dei Fiori, per le condizioni in cui si trova, con tutte le gallerie e i viadotti che la costellano, abbiamo necessità della Albenga – Carcare - Predosa, che interseca la Torino - Savona, che interseca la Voltri - Alessandria e che permette quindi di portare qui i flussi turistici bypassando il nodo di Genova, costituendo anche un ottimo canale di trasporto delle produzioni della Piana di Albenga verso il Nord Europa. C'è necessità di capire quale possa essere il futuro dell'aeroporto di Albenga, sia per aspetti di commercio a medio raggio, sia di flussi turistici.

Venendo al raddoppio ferroviario a Ponente, occorre una maggiore attenzione a non depauperare il tessuto agricolo delle zone interessate a tale comunque strategico sviluppo, mirando ad un giusto equilibrio tra territorio agricolo, custodia dello stesso esercitato dagli agricoltori e necessità di movimentazione delle merci, certamente sempre più rispettosa dell'ambiente (e quindi maggiormente su ferro che su gomma).

Il Centro della Liguria è e deve essere una volta per tutte oggetto di conclusione di determinati assi, si pensi a Terzo Valico, ancorchè si rischi, se non si ha il quadruplicamento della Tortona – Milano, di creare lo stesso un "collo di bottiglia", nonché del nodo ferroviario genovese.

Ma il presente deve essere anche oggetto di scelte definitive su Gronda, corridoio del Mediterraneo (Marsiglia – Genova) e sui due quadranti ferroviari Genova – Rotterdam e Lisbona - Kiev.

"Noi dobbiamo anche riflettere su come questo Paese sia piano piano scivolato dal miracolo dell'autostrada del Sole, 1000 km che attraversano l'Italia, realizzati in soli tre anni, a una media di 6 anni per la realizzazione di un'opera pubblica di medie dimensioni. Per questo serve un sistema legislativo funzionale che non rinunci ai sistemi di controllo e alla necessità della concorrenza". Parole del Governatore di qualche settimana fa.

Andando a Levante occorre anche qui "decidere" ed, in alcuni casi, completare e concludere: dal Terzo Lotto della variante Aurelia alla Pontremolese, il cui raddoppio se ultimato consentirebbe finalmente un collegamento ferroviario veloce e moderno con la Pianura Padana, dal Ponte Ceparana – Santo Stefano Magra al collegamento tra Porto spezzino e sistemi viari autostradali.

"Occorre – sottolinea il coordinatore ligure di Agrinsieme, Luca De Michelis - infine ricordare la centralità, talvolta dimenticata, del nostro sistema infrastrutturale per il Paese, più che per la 'semplice' Liguria. Dal Porto di Genova, per rimanere nell'ambito del solo agroalimentare, parte l'80% di ciò che esportiamo nel mondo via nave. Qui passano tutte le merci destinate, via gomma, al sud ovest dell'Europa. Sul solo Ponte San Giorgio si calcola passino oltre 25 milioni di mezzi all'anno".

Occorre quindi, un "piano infrastrutturale combinato", del Paese, qui in Liguria, non ligure e basta.

Un piano, sottolinea Agrinsieme Liguria, che coniughi ovunque, rispetto del valore ambientale, turistico, ecosistemico della Liguria con la necessità di muoversi e muovere merci in maniera sicura, rapida, integrata e moderna.

Con il modello Genova si è dimostrato che le cose si possono fare e si possono fare bene. "Non vogliamo però – prosegue De Michelis - che il nostro operato diventi una mosca bianca all'interno del panorama italiano, che continua a nominare commissari come se l'emergenza fosse la normalità del nostro Paese. Serve un modello Italia che alleggerisca la macchina normativa-burocratica di finanziamento delle opere ferme da oltre vent'anni. Per questo abbiamo bisogno di fare squadra, muovendoci nell'ottica di un sistema di sviluppo che renda l'intero Nord - Ovest competitivo sullo scenario europeo".

"Investire e creare infrastrutture a Genova ed in Liguria, vuol dire farlo per l'Italia e per tutta l'Europa – ha affermato recentemente il sindaco di Genova Marco Bucci - Il rinvio di un anno del Terzo Valico e i continui problemi sul nodo ferroviario genovese sono notizie non più accettabili".

"Dobbiamo muovere il sistema per far sì che le opere si possano progettare e realizzare nei tempi giusti e con i costi giusti, il giusto impatto e la giusta condivisione con chi vive ed opera sui territori interessati".

"Abbiamo un semplice dovere – chiude Agrinsieme Liguria – fare le opere necessarie, farle bene, mantenerle bene e realizzarle nel rispetto di tutto, dai costi all'ambiente, dal territorio alla sua economia".

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