Fimaa-Confcommercio esprime sconcerto su una comunicazione del Consiglio nazionale dei dottori commercialisti In evidenza

Riguardo la bozza di accordo di collaborazione con gli istituti di credito nazionali per la segnalazione di Pmi interessate all’ottenimento di un finanziamento.

Giovedì, 12 Dicembre 2019 17:45

“Tutto ci saremmo aspettati, tranne che i commercialisti chiedessero di essere retribuiti per effettuare delle fotocopie”. Questo il primo commento del presidente nazionale Fimaa Santino Taverna - Federazione italiana mediatori agenti d’affari, aderente a Confcommercio-Imprese per l’Italia - al comunicato stampa del Consiglio nazionale dei dottori commercialisti e degli esperti contabili in merito alla bozza di accordo predisposto per accompagnare le Piccole e medie imprese in banca al fine di ottenere un finanziamento, e pubblicato nella stampa specializzata martedì scorso.

 

La bozza di accordo, scritta ovviamente ponendo adeguata attenzione alla possibile violazione della disciplina di cui agli art. 128 sexies e ss. Tub (Testo unico bancario), e quindi al concretarsi del reato di esercizio abusivo della professione (punti 3.2 e 3.3 della bozza di accordo), si sostanzia per gli iscritti all’ordine dei commercialisti, nella ‘preparazione e reperimento della documentazione necessaria per la richiesta di servizi e prodotti individuati...’ e nell’accompagnare il cliente del commercialista, ovvero la Pmi, presso la banca convenzionata, su ‘appuntamento attivato dal commercialista’ (art. 1 dell’Allegato 1).

Fimaa ricorda che l’attività di messa in contatto, anche attraverso attività di consulenza, di banche o intermediari finanziari con la potenziale clientela per la concessione di finanziamenti sotto qualsiasi forma è riservata per legge, ex art. 128 sexies Tub, ai mediatori creditizi e che chiunque eserciti professionalmente nei confronti del pubblico l’attività di mediazione creditizia senza essere iscritto nell’elenco tenuto dall’Oam (l’Organismo che detiene gli elenchi degli agenti in attività finanziaria e dei mediatori creditizi) è punito con la reclusione da 6 mesi a 4 anni e con la multa da euro 2.065 a euro 10.329 (art. 140 bis Tub).

“Non abbiamo dubbi che i commercialisti che aderiranno al predetto accordo saranno vigili ed attenti a non infrangere questa disciplina, - conclude il presidente Taverna - così come sarà vigile ed attenta Fimaa a non risparmiarsi nel segnalare alle competenti autorità tutti gli eventuali abusi e violazioni alla disciplina di settore”.

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