Trading sul Bitcoin

Malgrado i mercati continuino ad inviare segnali contraddittori, sembra proprio che la fiducia dell’investitore medio nei confronti del Bitcoin, e delle valute digitali in generale, sia in aumento.

Giovedì, 14 Novembre 2019 15:49


I migliori broker oggi mettono a disposizione degli operatori del trading, delle piattaforme online in cui si possono effettuare operazioni di investimento sul Bitcoin.


E anche se gli analisti più attenti non fanno altro che mettere in guardia i trader circa i pericoli di una eventuale bolla speculativa, i segnali di una crescente reputazione del Bitcoin sui mercati internazionali sono ormai inequivocabili.


La prova decisiva è arrivata probabilmente nelle scorse settimane, allorché il Governo cinese ha annunciato di aver avviato un processo di inclusione del Bitcoin e delle altre valute digitali nelle operazioni finanziarie del paese, soprattutto per quanto riguarda il commercio con l’estero. Non solo: sempre da Pechino giunge la voce che il Presidente cinese Xi Jinping abbia autorizzato la Banca Centrale Cinese ad avviare gli studi di fattibilità per la creazione di una moneta digitale emessa direttamente dal conio nazionale. Si tratterebbe della prima criptovaluta non privata messa in circolazione da uno Stato sovrano, e qualora si realizzasse potrebbe rivoluzionale il trading internazionale in maniera pressoché irreversibile.


Nei giorni scorsi, peraltro, l’ex-parlamentare americano Ron Paul, tra i maggiori avversari del potere delle banche centrali, ha proposto un curioso sondaggio sul suo profilo Twitter.

La domanda era, in sostanza: se un ricco signore decidesse di regalarvi 10.000 dollari, con l’unica clausola di non poter disporre materialmente di quel denaro per 10 anni, in quale forma vorreste essere pagati? Le opzioni erano: banconote, oro, Bitcoin o buoni del tesoro con scadenza a 10 anni. La stragrande maggioranza di coloro che hanno risposto al sondaggio si sono espressi a favore del Bitcoin: per la precisione, ben il 59 per cento dei partecipanti ha scelto la moneta digitale, mentre ai dollari cash e ai buoni del tesoro hanno dato fiducia rispettivamente il 2 e il 7 per cento.

C’è da dire, a onor del vero, che il pubblico dei follower del texano Ron Paul è composto prevalentemente da antisovranisti e individui ideologicamente molto lontani dall’idea di uno stato accentratore e interventista, soprattutto in materia di politica economica. Rimane il fatto che un risultato del genere metta in evidenza una curva ascensionale decisamente ripida per quanto riguarda la reputazione della principale criptovaluta attualmente sul mercato presso non solo gli economisti, ma anche – ma forse è meglio dire soprattutto – i privati cittadini e i piccoli e medi investitori.


Quali ripercussioni può avere questa situazione “liquida” e rapidamente cangiante sul trading dei Bitcoin? Come detto, c’è chi preconizza l’arrivo di una nuova bolla speculativa, soprattutto alla luce dei movimenti frenetici di valuta verificatisi nelle ultime settimane. Gli analisti più rassicuranti, dal canto loro, tendono invece a vedere in questa instabilità il semplice, e tutto sommato naturale, susseguirsi di una serie di scosse di assestamento, utili a stabilizzare i mercati e a consolidare la posizione del Bitcoin all’interno degli stessi.

Tutto ciò in attesa dell’ingresso sul palcoscenico finanziario internazionale di un nuovo, potentissimo attore: Libra, la criptovaluta di Facebook, la cui entrata in circolazione – sempre che il Congresso americano non metta definitivamente le briglie all’iniziativa di Mark Zuckerberg, vista dalla politica con crescente sospetto, se non con aperto fastidio – è prevista entro il 2020.

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