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Un anno per adeguarsi al mercato, se no i grandi committenti cercheranno fornitori fuori provincia In evidenza

di Elena Voltolini - Suonano come un ultimatum per le PMI spezzine le parole del rappresentante di Leonardo SpA.

Lunedì, 11 Novembre 2019 20:29

Oltre la metà delle aziende che fanno parte di Rete Imprese Italia sono di piccole o piccolissime dimensioni.

 

A tracciare il ritratto degli aderenti all'Associazione che riunisce Confartigianato, Confesercenti, Confcommercio, CNA e Casartigiani è Paolo Figoli, Presidente Confartigianto La Spezia, che ha partecipato all'evento conclusivo degli “Stati generali dell'economia spezzina 2019” in rappresentanza di tutta Rete Imprese.

“Le piccole imprese – ha spiegato Figoli – sono quelle che hanno un fatturato che arriva sino a 10 milioni; le piccolissime, invece, si fermano al di sotto dei 2 milioni e dei 10 dipendenti. Nello spezzino la maggior parte delle aziende sono di queste due tipologie".

Quello che è emerso nel corso dei lavori del tavolo “Crescita aziendale come fattore di sviluppo”, istituito nell'ambito degli Stati generali, è la necessità che le imprese spezzine crescano come dimensioni, per essere maggiormente competitive. Questo comporta prima di tutto un cambio di mentalità e un cambio a livello culturale e gestionale con l'assunzione di “contract managers" e "program managers”, che superino una gestione esclusivamente “familiare” delle piccole aziende e siano in grado di trattare professionalmente con i grandi committenti.

Serve, per fare questo, secondo i partecipanti al tavolo, il sostegno della Regione Liguria e di FILSE (Finanziaria Ligure per lo Sviluppo Economico), cui dovrebbe spettare il compito di favorire l'integrazione e l'unione tra le imprese. A ciò si dovrebbe ovviamente aggiungere il supporto delle associazioni di categoria.
Già attivo c'è il Progetto della crescita, per condividere buone pratiche e fornire strumenti utili.

Se da un lato ci sono tante piccole e piccolissime imprese, dall'altro ci sono grandi committenti, che non mancano anche sul territorio spezzino.

“I grandi committenti chiedono aggregazione di beni e servizi in una unica fornitura e avendo di fronte un'unica interfaccia, contratti pluriennali e che i fornitori si allineino in ottica 4.0. Questi – ha affermato Gianpiero Lorandi, Direttore Coordinamento business Divisione elettrnica Leonardo SpA – sono aspetti dai quali non si potrà più prescindere e ciò accadrà veramente a breve.

Lorandi, che parla in rappresentanza di un grande ed importante committente per il territorio spezzino come è Leonardo SpA, non concede molto tempo alle piccole imprese locali.

Le sue parole suonano come un ultimatum: “Alla fine del 2020 Leonardo stabilirà il proprio parco fornitori sul territorio. Se le imprese locali si adegueranno a quello che richiede il mercato per il futuro bene, altrimenti saremo costretti a cercare altrove”.

Non dissimile, c'è da ipotizzare, lo status delle cose per gli altri grandi committenti.

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