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Sarzana (Opera Festival) e le sue Chiese In evidenza

di Luca Manfredini – Il percorso itinerante tra musica, arte e poesia che ieri sera ha avvolto e coinvolto la città tutta.

Una lunga serie di lumini bianchi ha collegato le sette soste del percorso delle Chiese sarzanesi e guidato il folto gruppo di appassionati e curiosi in questo riuscitissimo evento del Sarzana Opera Festival.

Sette soste che hanno visto man mano crescere la partecipazione. Sette soste che sono riuscite a creare un evento nuovo e applauditissimo. Sette soste di sorprese, di letture di celebri brani sacri, di musica e rappresentazioni. Sette soste di “Sarzana cultura, tradizione e spettacolo”.

“Appuntamento da non perdere” recitavano le locandine con giusta ragione.

La Pieve romanica di Sant’Andrea ha accolto il primo evento alle ore 20 e il pubblico si è subito trovato coinvolto in un’atmosfera magica, rarefatta e senza tempo dove, quasi ignari del suo trascorrere, hanno proseguito questa strana processione assaporando ambientazioni sacre, sorprese e musiche sino oltre le 23,30, nella tappa finale in una gremitissima Chiesa di San Francesco.

Nella Pieve di S.Andrea l’intervento del Prof. Egidio Banti, la voce recitante della cantante/attrice Maria Letizia Gorga e il sottofondo dell’organo suonato da Marco Montanelli.

Usciti dalla chiesa il flauto di Massimo Colombani ha radunato e accompagnato il pubblico sino alla seconda tappa, l’Oratorio di Santa Croce, dove una straordinaria interpretazione sacra ha visto coinvolti: la voce recitante di Maria Letizia Gorga, il violoncello di Giovanna Famulari e la drammatizzazione dell’Art director Giovanni Beretta e la Compagnia “Ordine Sparso”.

Da brividi il sofferente e urlato dialogo tra Maria (Gorga) e Gesù crocifisso (Beretta), un’interpretazione che ha commosso e stupito tutti i presenti.

La terza sosta ha visto la Cattedrale di Santa Maria Assunta ascoltare la propria storia, relazionata dal Prof. Antonio Manfredi (Biblioteca Apostolica Vaticana) e del Prof. Giancarlo Landini (critico musicale), accompagnati e corredati dal soprano Lucia Conte e dal flauto di Massimo Colombani.

Il violinista Marco Pedrone ha dato il meglio di sè nella tappa del magnifico oratorio di San Gerolamo, accompagnando l’interpretazione della Gorga e concludendo con un pezzo da solista che ha ricevuto interminabili applausi.

Non pago poi, ha accompagnato il pubblico al canto del suo violino sino al Museo Diocesiano “Oratorio della Misericordia”, consegnandolo alle sapienti dita di Veronica Pucci che hanno carezzato e arpeggiato a lungo la sua splendida arpa e, insieme al flauto di Colombani, hanno introdotto e chiuso l’intervento della Dott.ssa Barbara Sisti, storica dell’arte e Direttrice del Museo Diocesiano.

Tra due ali cantanti dei ragazzi di “Ordine Sparso” la comitiva sempre più numerosa si è poi avviata alla Croce di ferro, al torrione San Francesco, luogo dell’incontro tra San Francesco e San Domenico, dove il sax di Edoardo Filippi ha accompagnato la voce recitante della Gorga e intrattenuto le persone mentre la stessa, avvolta in un saio candido, si incamminava sino alla tappa finale.

La sua figura in mezzo alla strada (opportunatamente chiusa dai Vigili) con alle spalle la Croce illuminata aveva un che di inusuale e mistico, in parte moderato (e rassicurato) dalla Gemmi e Lenoci alle sue spalle che faticosamente la seguivano.

La Chiesa di San Francesco gremita ha concluso in bellezza il percorso itinerante: le esibizioni del soprano Lucia Conte, del mezzo soprano Paola Cacciatori e del baritono Allan Rizzetti hanno incantato la platea.

Ad accompagnarli: la voce di Maria Letizia Gorga, il violoncello di Giovanna Famulari, l’organo ed il clavicembalo di Marco Montanelli.

San Francesco si è appagata insieme al folto pubblico ed al suo Parroco, don Franco Pagano, tanti gli applausi e le congratulazioni agli artisti della serata e alla Gemmi che nell’inchino finale si è a loro finalmente unita.

20 anni di “Sarzana Opera Festival” in un appuntamento tradizionale che riesce ancora a rinnovarsi e stupire.

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