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Presentati i risultati della ricerca "Effettofestival adolescenti"

Presentati a Milano, mercoledì 10 aprile, i risultati della ricerca Effettofestival adolescenti. Volontariato e impatto formativo dei festival di approfondimento culturale, promossa dalla Fondazione Cassa di Risparmio della Spezia e curata da Matteo Lancini e Elena Buday dell'Istituto Minotauro di Milano, centro di eccellenza nello studio dello sviluppo psicologico dell'adolescenza.

L'immagine prevalente degli adolescenti di oggi è quella di una generazione scarsamente motivata nei confronti dello studio, annoiata a lezione, allergica al sapere e alla cultura, priva di valori, ideali e passioni nobili. L'esperienza dei giovani volontari al Festival della Mente di Sarzana, studiata attraverso una ricerca condotta sul campo (intervista tramite questionario a 400 volontari, 15 focus group realizzati nel periodo scolastico e durante il festival) dall'Istituto Minotauro, sembra testimoniare un'altra verità: tempo dedicato gratuitamente e partecipazione attiva a una manifestazione di approfondimento culturale. Questo testo getta dunque uno sguardo differente sugli adolescenti nativi digitali, ma soprattutto su come gli adulti possano offrire loro occasioni di crescita culturale in grado di stimolarne l'interesse e il coinvolgimento personale.
La ricerca parte dai seguenti dati che testimoniano il grande coinvolgimento dei giovani nei festival di approfondimento culturale in Italia: i festival che vedono partecipi giovani volontari sono il 76%, in media vi sono 212 volontari per festival (molte le manifestazioni che ne coinvolgono almeno 500, sino a arrivare a 2000); il 94% di questi ha un'età compresa tra i 16 e i 25 anni, e lavora in media 13 ore. Il 69% dei festival ha raccolto il feedback dei ragazzi e ne è emersa una grande soddisfazione: i ragazzi, partecipando "da dentro", si sentono parte integrante della manifestazione e sono orgogliosi di essere utili; oltre alla possibilità di stringere nuove amicizie vedono nel festival un'occasione per incontrare grandi personalità e pensatori. Tra i 328 ragazzi, compresi tra i 15 e i 29 anni, che hanno risposto al questionario di 45 domandee i 300 ragazzi ascoltati dagli psicologi dell'Istituto Minotauro nei 15 focus group condotti in periodo scolastico e durante il festival, oltre il 77% sono femmine, il 23% maschi, età media di 18 anni, circa il 67% frequenta un liceo, il 19% un istituto tecnico o professionale, mentre il 14% è già iscritto all'università. Tra le abitudini indagate emerge un utilizzo del computer pari a poco meno di 3 ore al giorno, un consumo del tutto similare ad una recente ricerca condotta sempre dall'istituto Minotauro su una popolazione di oltre 2.000 studenti. Il 39% dei volontari del festival dichiara di leggere tra i 2 e i 5 libri l'anno, il 29% tra i 6 e i 12 libri e il 18% oltre i 12 libri. Questo è un dato molto significativo perché secondo l'ISTAT solo il 20% dei giovani tra i 15 e i 24 anni (il 50% del campione totale) dichiara di leggere più di 6 libri. Lettura dei libri e giornali 8 (32%), scuola (24% ), Internet e e social network (17%) sono i primi tre mezzi indicati dai ragazzi come strumenti che rendono possibile la crescita culturale, mentre solo il 6% valuta la TV uno strumento utile, l'utilità di internet per veicolare contenuti culturali è stata segnalata in modo più marcato dai ragazzi (49%) rispetto alle ragazze (30%). Diverse sono le motivazioni che spingono i ragazzi a partecipare a questo tipo di eventi: da un motivo pragmatico, ovvero ottenere un credito formativo (22%) ad uno più altruistico 22% (partecipo per aiutare gli altri, in cui le ragazze hanno ottenuto punteggi più alti); dalla possibilità di avvicinarsi attraverso le conferenze alla cultura del nostro paese e a temi finora sconosciuti (21%) al desiderio di fare una nuova esperienza (17%) o all'esigenza di socializzazione (17%).L'esperienza al festival è considerata più coinvolgente rispetto a quella scolastica: le conferenze appaiono più mirate, la partecipazione più attiva, gli argomenti più attuali, il contatto interattivo con adulti e mondo del lavoro più facile; si impara a essere cittadini informati e responsabili. Le risposte molto positive spiegano anche alcuni dati su come sia cambiata negli anni la composizione del pubblico del Festival della Mente: dal 2007 al 2009 la fascia 14-17 anni è passata dallo 0,8% al 3% e la fascia di pubblico 18-24 anni dal 5,8% al 12%. Gli adolescenti e i giovani che via via partecipano sempre più numerosi al festival sono gli ex-volontari che, cresciuti e memori di un'esperienza felice, si trasformano in pubblico acquistando i biglietti per le conferenze: nel caso di Sarzana l'esperienza del volontariato ha avvicinato alla fruizione culturale 4000 ragazzi in 10 anni.
«Già cinque anni fa abbiamo promosso una ricerca, prima nel suo genere, sull'impatto economico dei festival di approfondimento culturale curata da Guido Guerzoni – dichiara Matteo Melleypresidente dellaFondazione Cassa di Risparmio della Spezia, promotrice del Festival della Mente -. Riteniamo importante coniugare la ricerca sul campo e la diffusione di strumenti di lavoro a disposizione di operatori del settore. E' compito di enti e istituzioni culturali, comprese le Fondazioni di origine bancaria, che il coinvolgimento dei giovani non vada disperso ma valorizzato come il miglior frutto dell'investimento culturale».
Giulia Cogoli, che dirige il Festival della Mente da dieci anni, allarga l'analisi agli altri festival italiani esaltando l'impatto che questi hanno sul territorio: «credo che i festival di approfondimento culturale stiano influenzando nelle rispettive città, province e regioni un'intera generazione, a cui viene spiegato, attraverso un esempio reale, partecipato ed allegro, il senso di cosa significhi fare e condividere cultura, il senso vitale e concreto di una parola che spesso, nonostante gli sforzi degli insegnanti, non riesce pienamente a penetrare nelle scuole. Ciò avviene offrendo una "visualizzazione" molto chiara e forte del fare cultura, con esempi che influenzano e portano al diretto coinvolgimento; cambia insomma quello che possiamo definire l'immaginario culturale della nuova generazione, che, è bene ricordarlo, è quella definita digital native».
Nei festival di approfondimento culturale si apre uno spazio di incontro, tra cultura giovanile e cultura degli adulti, come scrive Gustavo Pietropolli Charmet nell'introduzione del volume: «i ragazzi entrano in contatto con coloro che la cultura la producono, non la vendono o la insegnano: sono poeti, scrittori, scienziati, e sono lì per loro, disponibili, alla mano, e si capisce che hanno bisogno di recapitare proprio ai giovani il loro messaggio. I giovani non si lasciano sfuggire l'occasione».
Matteo Lancini, traendo le conclusioni dell'indagine, afferma: «le risposte dei giovani intervistati smentiscono l'immagine, molto presente nell'opinione comune, degli adolescenti di oggi come pigri, sfaticati, svogliati. In realtà i ragazzi e le ragazze che abbiamo incontrato ricercano l'attribuzione di un ruolo valorizzante per potersi impegnare senza ritrosie o risparmio di energie, attingendo alle migliori risorse che hanno a disposizione e ricavandone un grande beneficio narcisistico che li rinforza e li spinge a ripetere l'esperienza».
Milano, 10 aprile ore 18 - Circolo della Stampa, Corso Venezia 48
Sono intervenuti:
MATTEO MELLEY, presidente della Fondazione Cassa di Risparmio della Spezia
GIULIA COGOLI, direttrice del Festival della Mente
GUSTAVO PIETROPOLLI CHARMET, socio dell'Istituto Minotauro
MATTEO LANCINI, socio dell'Istituto Minotauro
ELENA BUDAY, socia dell'Istituto Minotauro
La ricerca sarà scaricabile gratuitamente in formato e-book dal sito www.festivaldellamente.it.
Ufficio Stampa Delos: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. – 02.8052151

 

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