L’eremo che non ti aspetti In evidenza

Il Convento dei frati Cappuccini di Monterosso annoverato tra i luoghi sacri più belli d'Italia

Giovedì, 17 Gennaio 2019 09:25

Abbazie, monasteri, eremi, certose, santuari: il nostro Paese è ricco di luoghi di fede e di preghiera, molti dei quali conservano prestigiosi capolavori artistici e storie da tramandare. Alcuni sono di origine antichissima e spesso testimoni di avvenimenti epocali che nel tempo hanno mantenuto il proprio valore religioso e architettonico.

Ci sono abbazie famose anche grazie alla letteratura, come quella di san Michele, citata da Umberto Eco nel "Nome della Rosa". Ci sono luoghi diventati celebri grazie ad antiche leggende come l'abbazia di san Galgano che conserva una spada conficcata nella roccia, lasciata da un cavaliere come testimonianza della propria conversione.

Molti luoghi sacri sono stati recuperati e riportati all'antico splendore e oggi ospitano per ritiri spirituali o semplicemente per permettere di fuggire dal caos cittadino e ritrovare pace e serenità. In molti monasteri, con comunità di frati ancora attive, si producono vini e si lavorano prodotti della terra e a base di erbe e fiori; altri ancora sono veri miracoli architettonici a strapiombo nella roccia, in riva al mare o in cima alle montagne, spettacolari esempi della fusione tra architettura e natura. Ecco alcuni luoghi, da nord a sud d'Italia, perfettamente inseriti nel paesaggio che emozionano alla sola vista e che invitano a entrare.

Eremo di san Colombano in Trentino - Costruito a strapiombo sul torrente Leno a Trambileno, in provincia di Trento, l'eremo di san Colombano venne utilizzato dai monaci eremiti per meditare in completo isolamento fino al 1782; oggi è disabitato, ma è visitabile grazie ai volontari del "Comitato amici di san Colombano" che ne gestiscono l'apertura al pubblico della chiesetta, risalente al X secolo. L'eremo, punto di partenza dell'itinerario trentino della Grande Guerra "I tesori di Trambileno", si trova a 3 chilometri da Rovereto, sulla statale per Vicenza, e si raggiunge percorrendo un breve sentiero che costeggia la montagna e salendo 102 gradini, scavati nella roccia. Protetto dalle intemperie da una copertura naturale di roccia, il luogo sacro eremitico è dedicato al cavaliere che, secondo la leggenda, eliminò il drago che uccideva i bambini battezzati nelle acque del sottostante torrente Leno. Per prenotare le visite, scrivere una mail a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Santuario Madonna della Corona nel Veneto - Sospeso a 400 metri d'altezza tra cielo e terra, il santuario si trova in un incavo naturale di Spiazzi, nel monte Baldo, in provincia di Verona; viene detto "della Corona" perché ricorda la corona dei monti che lo circondano. Il luogo sacro, dedicato alla madre di Dio, era abitato nel 1139 da eremiti legati al monastero di san Zeno di Verona; nel 1437 passò sotto l'Ordine dei Cavalieri di Malta e dal 1480 venne arricchito di una chiesetta che prese il nome di Maria, apparsa secondo la leggenda nel 1522 sui monti circostanti. Divenne santuario solo nel 1625, quando i cavalieri di Malta fecero riedificare la chiesa, che oggi ospita la Scala santa, una riproduzione di quella che si trova a Roma, vicino alla basilica di san Giovanni in Laterano. Lo spettacolare santuario è aperto tutto l'anno e raggiungerlo in due ore di pellegrinaggio è un atto di fede; vi si arriva percorrendo un sentiero panoramico nel bosco sul confine tra Caprino Veronese e Ferrara di Monte Baldo.

Eremo di Santa Caterina del Sasso in Lombardia - E' uno spettacolare eremo quello a Leggiuno con vista sul lago Maggiore, in provincia di Varese, che si visita percorrendo una scalinata panoramica o prendendo più comodamente sul piazzale del parcheggio un moderno ascensore, scavato nella roccia. L'eremo venne fatto costruire intorno al XIV secolo da Alberto Besozzi, un ricco mercante che decise di ritirarsi da eremita dopo una miracolosa salvezza da un naufragio. Affidandosi a santa Caterina d'Alessandria, le intitolò il complesso monastico che ospita anche due chiese, dedicate a san Nicolao e santa Maria Nova. Lo scenografico eremo si può visitare tutti i giorni da marzo a ottobre e nei giorni feriali da novembre a febbraio.

Sacra di San Michele in Piemonte - E' una suggestiva abbazia medievale costruita tra il 983 e il 987 sulla cima del monte Pirchiriano, ad Avigliana, a una quarantina di chilometri da Torino. Abbarbicata su uno sperone di roccia come un "nido d'aquila", è uno dei monumenti simbolo del Piemonte e il luogo che ha ispirato Umberto Eco per il suo romanzo "Il nome della Rosa"; l'abbazia è dedicata al culto dell'arcangelo Michele, difensore del popolo cristiano. La Sacra, infatti, è una delle numerose tappe della via Francigena, cammino di pellegrinaggio che da Mont-Saint-Michel, in Francia, arriva a Monte Sant'Angelo, in Puglia. E' aperta tutto l'anno e si può raggiungere a piedi tra i boschi ma anche facilmente con l'auto o con i mezzi di trasporto locali; dall'alto dei torrioni dell'abbazia piemontese si ammirano il panorama mozzafiato della Val di Susa e, in lontananza, il capoluogo piemontese. All'interno ospita una chiesa risalente al XII secolo, dove sono sepolti alcuni membri della famiglia reale di Casa Savoia; la statua di san Michele, realizzata dallo scultore altoatesino Paul dë Doss-Moroder; lo scalone dei Morti con il portale dello Zodiaco e la leggendaria torre della Bell'Alda. Il primo sabato del mese sono aperti al pubblico anche la biblioteca, un museo con antichi oggetti d'uso quotidiano, le sale di Casa Savoia e i sepolcri.

Convento dei Frati Cappuccini in Liguria - E' un suggestivo luogo sacro di Monterosso al Mare, arroccato su un promontorio delle Cinque Terre, da dove si gode una vista mozzafiato del litorale ligure. Il convento ha un grande valore storico e artistico grazie all'adiacente chiesa di san Francesco dove si trovano alcuni dipinti come "La Crocefissione" attribuita a Van Dyck. Meritano una visita anche il chiostro con il suo giardino, la bellissima terrazza sul mare e l'antico refettorio dei frati cappuccini. Per raggiungere l'incantevole convento, aperto anche a soggiorni spirituali, si percorre una lunga scalinata che parte dal mare. La chiesa del convento è sempre aperta ma per visitare tutto il convento è bene fare una richiesta all'indirizzo Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Eremo di Bismantova in Emilia-Romagna - Scavato nella roccia a quasi mille metri d'altezza in provincia di Reggio Emilia, il monastero benedettino di Bismantova è luogo isolato, fuori dal mondo, molto suggestivo. Dell'eremo si hanno notizie già nel 1411 e nel 1925 vi si insediò un gruppo di monaci benedettini, mentre oggi è abitato da un solo sacerdote. Recentemente restaurato, merita di essere visitato per la chiesetta ricca di spiritualità e di magia ai piedi della pietra di Bismantova, citata anche da Dante Alighieri nella Divina Commedia. Facilmente raggiungibile in auto e a piedi per circa 200 metri, l'eremo conserva al suo interno affreschi quattrocenteschi degni di nota, tra cui una pregevole immagine della Madonna con il Bambino, opera di maestri emiliani. La vera ricchezza dell'eremo, tuttavia, resta la sua magica bellezza naturale nella parete rocciosa.

Abbazia di san Galgano in Toscana - L'antica e maestosa abbazia cistercense di san Galgano si trova a Chiusdino, a circa 35 chilometri da Siena. E' un luogo ricco di fascino per la leggenda che è nata tra le sue mura, oggi sconsacrate e parzialmente diroccate: sotto la teca di una piccola cappella di forma circolare della chiesa gotica dell'eremo, infatti, è conservata una spada che apparteneva a Galgano, un cavaliere che nel 1170 decise di convertirsi e di lasciare la sua spada per sempre conficcata nella roccia dell'abbazia. Costruita alla fine del XIII secolo, san Galgano prese il nome dal santo che si ritirò nel vicino eremo sul colle di Montesiepi; oggi dell'antica abbazia restano solo le mura perimetrali che si stagliano nella bellissima e suggestiva campagna senese mentre vicino all'abbazia, salendo all'eremo di Montesiepi, è possibile vedere la leggendaria spada nella roccia, appartenuta al cavaliere.

Eremo delle Carceri in Umbria - A 4 chilometri da Assisi, nascosto tra i boschi del monte Subasio, spunta l'eremo delle Carceri, il magnifico romitorio che ospitò san Francesco e i suoi seguaci. Il termine "carceri" indicava la segregazione, l'isolamento e l'austerità del luogo sacro; in questo posto così appartato, infatti, sorgevano numerose grotte sulle quali venne costruito un piccolo convento attorno alla primitiva cappella di santa Maria; poi nei secoli furono aggiunte altre costruzioni in pietra locale fino alla configurazione attuale, definita nel XIX secolo. Il luogo è suggestivo e mantiene, nelle dimensioni ridotte degli spazi e degli accessi, il carattere di isolamento, che invita alla preghiera. Oggi l'eremo è visitabile tutti i giorni e accoglie per preghiere, incontri biblici e approfondimenti sull'esperienza francescana.

Eremo di santa Maria Infra Saxa nelle Marche - E' spettacolare e unico l'eremo di santa Maria Infra Saxa che si trova a Genga, in provincia di Ancona. L'antico oratorio, un tempo utilizzato come monastero di clausura dalle monache benedettine, è stato costruito in pietra e, nella parte interna, è scavato nella roccia. La chiesa, costruita a forma di ottagono, ha un tetto a cupola ricoperto da lastre di piombo e realizzata in travertino, ricavato da una cava che si trova nella stessa gola delle celebri grotte di Frasassi. All'interno del tempietto si può ammirare una copia della statua in marmo della Madonna col Bambino, opera della bottega di Antonio Canova; l'originale, invece, è stato trasferito al museo di arte sacra di Genga. L'eremo si può visitare tutto l'anno mentre durante le festività natalizie ospita un suggestivo presepe vivente.

Eremo di San Bartolomeo in Legio in Abruzzo - Protetto da un tetto di roccia nel massiccio della Majella, in Abruzzo, si trova lo straordinario eremo di san Bartolomeo in Legio, costruito prima dell'XI secolo e restaurato da Pietro dal Morrone, futuro papa Celestino V, intorno al 1250. È costituito da una cappella e da due vani scavati nella roccia che ospitavano gli eremiti; è qui che tra il 1274 e il 1276 Celestino V vi dimorò assieme ad alcuni discepoli. Quattro scaloni scavati nella pietra permettono l'accesso all'eremo, oggi luogo di pellegrinaggio e di preghiera. Il luogo sacro si raggiunge partendo dal piccolo borgo di Decontra, affacciato sulla valle dell'Orfento, e camminando per poco più di due ore su sentieri ben segnalati, seguendo le indicazioni per "anello di valle Giumentina", fino a Roccamorice, dove sorge l'eremo.

Monastero di san Benedetto di Subiaco nel Lazio - E' un antico monastero benedettino costruito a ridosso della parete rocciosa del monte Taleo a Subiaco e sorretto da nove alte arcate. All'interno, in un labirinto di vani, si trovano chiesette e cappelle, molte delle quali ricavate dalla roccia e ricoperte da affreschi di varie epoche, in particolare della scuola popolare romana del XIII secolo e della scuola senese del XIV secolo. Tra le decorazioni c'è anche un affresco che ritrae san Francesco d'Assisi, realizzato tre anni prima della sua morte, probabilmente durante il suo soggiorno nel 1223; si ritiene sia il più antico ritratto esistente del santo qui ritratto senza stimmate e aureola. Il monastero, aperto tutti i giorni, è facilmente raggiungibile.

Abbazia di santa Maria di Pulsano in Puglia - E' un complesso monastico situato a Monte Sant'Angelo, sul Gargano, in Puglia, tra rocce e ripidi strapiombi. Edificato nel 591 per volere di san Gregorio Magno sui resti di un antico tempio pagano dedicato a Calcante, venne poi abitato dai monaci dell'ordine di sant'Equizio abate, dedicati alla contemplazione e all'ascesi. L'abbazia sorge a ridosso di rocce su strapiombi di oltre 200 metri, inaccessibile, dove sorgono tutt'intorno altri eremi, collegati da una rete di sentieri, scalinate e canali scavati nella roccia per convogliare le acque in cisterne e terrazzamenti. Gli eremiti, infatti, erano costretti a usare scale o corde legate a una carrucola per poter accedere alle proprie celle. Oggi l'abbazia, che può ospitare una quindicina di persone, conserva una fornitissima biblioteca con oltre 17 mila volumi.

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