60 anni di culto nella Chiesa di Fegina In evidenza

La tela raffigurante la Sacra Famiglia e la statua della Madonna tornate al loro splendore.

Mercoledì, 16 Gennaio 2019 17:36

 

Grazie alla cura e alla dedizione dei suoi volontari la Chiesa di Sanata Maria Nascente sul lungomare di Fegina ha ritrovato un nuovo splendore.

Proprio quest’anno per la piccola Chiesa ricorrono i 60 anni di attività come luogo di culto pubblico della Parrocchia di Monterosso.

Per l’occasione, la grande tela raffigurante la Sacra Famiglia, attribuibile ad Agostino Ratti, pittore attivo in Liguria nel ‘700, dopo un’accurata ripulitura è stata posizionata nella parete laterale sinistra, mentre nella nicchia della zona absidale è stata collocata la marmorea statua della Madonna.

La Chiesa di Fegina oggi è mantenuta e curata grazie al lavoro di volontari che, affezionati alla piccola Chiesa, la custodiscono con dedizione e amore. Primo fra tutti Enrico Magnani, aiutato dalla costanza di Maria Colombo, Ina Fossani e Dana Bancheri.

Diversi gli interventi effettuali, tra cui: la verniciatura del cancello e dell’inferriata esterna, la riapertura della porta laterale, la pitturazione della facciata esterna e l’imbiancatura degli interni, la copertura della vasca esterna ed il rifacimento della pedana posizionata dietro l’altare.

Un po’ di storia....

La Chiesa di Fegina dedicata a Santa Maria Nascente fu eretta a fine seicento come cappella e oratorio privato del cardinale Saporiti la cui famiglia era proprietaria della adiacente villa sul lungomare di Fegina, poi divenuta villa Cavallo.

Ancora oggi, inciso sul muro, è visibile lo stemma seicentesco della Famiglia Saporiti.

Con la venuta di Napoleone Bonaparte che conquistò la Liguria, La Chiesa di Fegina venne sconsacrata essendo vietate le celebrazioni nei luoghi di culto privati.

La cappella divenne prima dépendance abitativa di villa Cavallo e, agli inizi del Novecento, deposito per rimessaggio invernale di barche e gozzi.

Nel gennaio del 1959, su richiesta del Vescovo di Luni-La Spezia, Gino e Bebe De Andreis la acquistarono e la donarono alla Parrocchia di Monterosso che la consacrò finalmente a luogo di culto pubblico per la comunità di Fegina.

Insieme alla rinata e restaurata Chiesa di Fegina vennero restituite alla Parrocchia di Monterosso anche le due statue in ceramica collocate in nicchia in facciata, opera del grande artista genovese Emanuele Luzzati.

Le due statue raffigurano Sant'Andrea (patrono della omonima famiglia De Andreis) e San Domenico (patrono della famiglia del poeta Eugenio Montale, alla quale i De Andreis erano imparentati per linea materna).

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