Boogie, al CAMeC la mostra di Pietro Bellani In evidenza

Omaggio ad uno dei più grandi interpreti del nostro territorio.

Venerdì, 19 Ottobre 2018 17:56

 

Il CAMeC centro arte moderna e contemporanea presenta, dal 20 ottobre al 6 gennaio, la personale di Pietro Bellani. Boogie. L’esposizione verrà inaugurata sabato 20 ottobre alle 18.00, in occasione del compleanno dell’artista.

Curata da Valerio Dehò, la mostra raccoglie alcune opere degli anni Novanta messe a confronto con la produzione degli ultimi anni, oltre quaranta pezzi tra quadri e lavori tridimensionali.

La ricerca artistica di Pietro Bellani, iniziata quasi cinquant’anni fa, è nel segno di un movimento ritmico ricorsivo che si avvicina e si allontana da una linea ideale che rappresenta la sua poetica. Sia nelle opere più astratte che in quelle in cui compare da protagonista la figurazione, vi è una tensione continua tra le parti compositive, tra gli elementi di sfondo e quelli in primo piano, tra il segno pittorico e la materia, tra le stilizzazioni dei suoi celebri “omini” e la loro capacità di addensarsi o distribuirsi sulla superficie.
Per questo il titolo “Boogie” ci parla di ritmo e di musica: in mostra sono presenti due lavori con questo nome realizzati a 20 anni di distanza, nel 1998 e nel 2018 per l’esposizione al CAMeC. Questo testimonia la coerenza del lavoro dell’artista e la sua capacità di elaborare uno stile personale, fortemente riconoscibile, anche nel corso del tempo.
Infatti caratteristica peculiare del suo modus operandi consiste proprio nel continuare a intervenire sulle opere nel corso degli anni. Per Bellani un quadro o una scultura possiedono una vita propria, qualcosa che non può essere chiuso mai definitivamente. L’artista continuerebbe sempre a migliorare e a intervenire sulle opere, alla ricerca di una perfezione e di un equilibrio che è solo nella sua mente, oltre che nel suo istinto di artista.

“Questa mostra vuole rendere omaggio ad uno dei più grandi interpreti del nostro territorio che ha indagato con successo la contemporaneità attraverso i diversi linguaggi dell’arte - dichiara il Sindaco Pierluigi Peracchini - La mostra è infatti utile non solo a conoscere quanto l’arte contemporanea sia viva nel nostro territorio ma soprattutto a riscoprire questo nostro artista locale. Bellani, infatti, con la sua arte ha saputo portare agli onori il nome della Spezia grazie alle sue importanti mostre in Germania”

La mostra, volutamente, non è un’antologica perché è sì tempo di bilanci, però sempre parziali.
La poetica di Bellani, anche se costantemente alla ricerca delle radici e delle origini dell’operare in modo creativo, è aperta al presente e al futuro. La sua opera non è catalogabile, non ha mai aderito a gruppi o situazioni, se non per breve tempo. Rimane un grande solista e la sua libertà di saper spaziare dall’astrazione alla pittura gestuale, dall’assemblaggio al collage, dalla scultura al disegno, è una caratteristica fondamentale per comprendere la sua personalità.

“Con Pietro Bellani - spiega l’assessore alla Cultura Paolo Asti - si completa un importante ciclo di mostre, Giuliano Tomaino, Marco Casentini, Francesco Vaccarone e in ultimo Mirko Baricchi, le cui opere sono state ospitate negli spazi museali permettendo al pubblico di ripercorrere il cammino artistico di diverse generazioni la cui creatività ha trovato solide radici nella tradizione delle Arti figurative presente nel nostro territorio a partire delle storiche edizioni del Premio del Golfo. Gli “omini!” di Pietro Bellani conducono i visitatori di Boogie in una simbolica “danza”, attraverso visioni di colore e materia.
Voglio infine ringraziare oltre al Maestro Bellani il team che insieme al personale del CAMeC lo ha affiancato nella realizzazione della mostra: Giuliano Giaroli, Emanuele Martera e Valerio Dehò che sono stati capaci di comporre una mostra di assoluta bellezza.”

 

PIETRO BELLANI – cenni biografici
Nato a Licciana Nardi (MS) nel 1944, risiede alla Spezia.
Nel 1960 ha iniziato la sua attività di artista, dedicandosi prevalentemente alle arti visive.
Ha fatto parte del gruppo “Lionello Venturi”, nato alla Spezia nel 1961 .
In questi primi anni Sessanta si è dedicato anche alla ricerca sperimentale nell’ambito della fotografia e del cinema di animazione progettando film a passo ridotto.
Nel 1963 ha allestito alcune scenografie per lavori teatrali.
E’ stato socio della Promotrice di Belle Arti di Torino, del Centro studi scambi culturali internazionali di Roma e fondatore del gruppo Arte Grottesca nato a Pisa-Milano nel 1964.
Nel 1965 ha soggiornato a Parigi dove frequentò lo studio di alcuni artisti tra cui l’astrattista Folmer.
Dai primi anni Sessanta sino alla metà degli anni Ottanta la sua ricerca si è svolta nell’ambito dell’arte figurativa, mentre in questi ultimi quindici anni il suo interesse è rivolto all’arte astratta.
Ha esposto prevalentemente in Germania - Frankfurt Am Mein, Dusseldorf, Amburg e Munich - dove negli anni Novanta aprì uno studio.

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