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Domenica, 19 Agosto 2018 13:17

Pellegrinaggio dei giovani a Roma
di Giuseppe Savoca
«Ci sono persone che fanno del cammino la propria vita, io sono una di quelle! Per me il cammino è quello mano nella mano con le persone che amo, per incontrare lungo il percorso gli altri, che poi diventano parte di me, tutto sotto l’occhio paterno di Dio che è la luce del cammino. Questo pellegrinaggio mi ha arricchito e mi ha messo alla prova, ma il risultato è stato uno e unico: gioia, una gioia grande che mi ha permesso di dare tanto e di ricevere almeno il doppio»: commenta così Sara Rossi, componente del gruppo spezzino della Pastorale giovanile ed appartenente alla parrocchia del Carmine di Sarzana, le due giornate trascorse a Roma insieme a un centinaio di giovani della diocesi. L’evento, come è noto, ha concluso una settimana appunto di “cammino”, che era iniziata al santuario di Montallegro e che aveva vissuto momenti importanti proprio in terra spezzina, dal santuario del Mirteto al seminario vescovile di Sarzana, dai “luoghi della solidarietà” sino alla Messa all’aperto nella spianata di San Pietro a Porto Venere. Irene Morgantini, animatrice giovanile nella parrocchia della Pianta, aggiunge: «Ho partecipato con il gruppo adolescenti della parrocchia ed è stata un’esperienza bellissima. Le parole del Santo Padre eccheggiano ancora nelle nostre orecchie, e la sua richiesta di testimoniare la fede in maniera forte e chiara ci guiderà ora ancora di più nel nostro cammino e nelle attività parrocchiali. Ricorderemo in particolare la frase simbolo del Papa: è bene non fare il male ma è male non fare il bene ...». Al “cammino” sino a Roma ha partecipato anche Samuele Bragazzi, giovane seminarista diocesano proveniente dalla parrocchia di Ceparana. Ecco la sua testimonianza: «Non era la prima volta che partecipavo ad un raduno di giovani con il Papa ed, anzi, porto ancora nel cuore l’evento entusiasmante della Giornata mondiale della gioventù di Cracovia, gli incontri, le fatiche, la fede. Anche questa volta a Roma ho sentito lo stesso calore, la stessa voglia di manifestare la propria fede nonostante i tempi siano più difficili che mai. Per me è stata la prova che c’è sempre una Chiesa giovane, pronta a mettersi in gioco: ottantamila ragazzi e ragazze italiani per il Signore Gesù, in cammino solo per Lui». Raffaele prosegue così: «Quelli che ci hanno portato a Roma sono stati giorni intensi e spesso faticosi, lunghe camminate, il caldo, la stanchezza. Eravamo giovani alla ricerca di quella felicità che non passa, dunque non potevamo fermarci al primo ostacolo, accettando anche la scomodità di dormire per terra! Porterò sempre nel cuore la forza d’animo di noi giovani in cammino, segno della presenza vigilante del Signore Gesù in mezzo a noi, che permetteva di vivere quelle stancanti giornate in allegria e con sempre rinnovata meraviglia». A Roma, la diocesi era rappresentata, oltreché da un centinaio di giovani tra i trecentocinquanta della Liguria, da diversi sacerdoti: con don Luca Palei, responsabile diocesano della Pastorale giovanile, c’erano infatti don Samuele Bertonati, don Manrico Mancini e don Fabrizio Ferrari. Ora si guarda avanti, al Sinodo, ma anche alla vita di tutti i giorni, sempre impegnativa per un giovane cristiano. E che i giorni di Roma e quelli che li avevano preceduti nel caldo e fraterno abbraccio con i coetanei di altre diocesi liguri, Genova compresa, non siano stati vissuti invano, lo si è poi visto proprio in queste ore seguite alla tragedia del ponte Morandi, nel cuore della Liguria. E’ stata infatti la Pastorale giovanile, ovvero gli stessi ragazzi e ragazze appena reduci dal “cammino” presinodale, ad organizzare ieri sera, come diciamo in un altro articolo della pagina, la Veglia di preghiera e il Rosario a suffragio dlele vittime che il vescovo Luigi Ernesto Palletti ha presieduto ieri sera nella cripta della cattedrale di Cristo Re.

Celebrazioni con il vescovo
Oltre alle celebrazioni di cui riferiamo a parte, il vescovo diocesano Luigi Ernesto Palletti si reca oggi pomeriggio nella parrocchia di Taglieto, in comune di Varese Ligure, per la festa patronale di San Bernardo. Alle 16 presiederà i Vespri e la processione con l’arca del santo. Domenica prossima 26 agosto alle 11 sarà invece a Deiva Marina dove celebrerà Messa e conferirà la Cresime ai ragazzi della parrocchia.

La festa di San Bernardo a Brugnato
Domani è la festa di San Bernardo abate. In diocesi viene festeggiata anche in modo solenne in varie località, ma soprattutto nella città vescovile di Brugnato. Bernardo non è il patrono di Brugnato, bensì il titolare della locale confraternita. Ma la storia ci racconta che fu soprattutto il suo intervento, nel lontano 1133, a convincere il Papa Innocenzo II ad elevare a diocesi l’abbazia colombaniana di Brugnato. Grazie a lui, dunque, Brugnato divenne diocesi. Domani alle 11 ci sarà la Messa solenne nella concattedrale, mentre alle 21 il vescovo diocesano Luigi Ernesto Palletti presiederà i Vespri e la processione con l’arca del santo (nella foto), che si concluderà poi in piazza Ildebrando.

Il seminario a Cassego
Si svolgerà la settimana prossima, dal 27 agosto al 2 settembre, nel centro diocesano “San Pio X” di Cassego, in alta Val di Vara, la consueta settimana di ritiro degli alunni del seminario diocesano. Per alcuni giorni sarà presente a Cassego con i seminaristi, oltre al rettore don Franco Pagano ed agli altri educatori, il vescovo diocesano Luigi Ernesto Palletti. Nell’ambito della settimana, martedì 28 agosto, il vescovo incontrerà i sacerdoti ordinati negli ultimi dieci anni, che sono numerosi. Mercoledì 29 il vescovo e i seminaristi saranno a Velva, al confine tra le diocesi di Chiavari e della Spezia, per la celebrazione solenne della Madonna della Guardia. Giovedì 30, a Cassego, avrà luogo invece la consueta giornata sacerdotale di fine estate. In tale occasone il vescovo traccerà le linee guida del prossimo anno pastorale.

Le feste alla Chiappa
La festa patronale di San Bernardo alla Chiappa viene celebrata in modo solenne domenica prossima 26 agosto. Le Messe saranno alle 8 e alle 10.30, quest’ultima presieduta da monsignor Pier Carlo Medinelli, presidente del capitolo e parroco della cattedrale della Spezia. Sabato e domenica, nel campetto parrocchiale “Luigi Brunetti” di via Monfalcone, ci saranno “cene insieme” e la tradizionale pesca di beneficenza per le opere parrocchiali. Domani, memoria liturgica del santo, sarà celebrata una Messa alle 18.

Don Furno, una vita per l'ecumenismo
Giovedì sera si è spento all’ospedale della Spezia don Giancarlo Furno. Nato alla Spezia il 19 maggio 1931, venne ordinato sacerdote a Sarzana, nella cappella del seminario vescovile, il 14 gennaio 1962. Fu per un anno vice parroco in piazza Brin, alla Spezia, quindi, dal 1963 al 1971, parroco a Mezzema di Deiva, al confine occidentale della diocesi. Dal 1971 al 1988 fu per ben ventisette anni parroco di San Benedetto, quindi per cinque anni parroco di San Lazzaro di Sarzana. Dal 2003 era collaboratore nella chiesa abbaziale di Santa Maria Assunta alla Spezia. Don Furno ricopri anche diversi incarichi a livello diocesano e nazionale, in particolare nel campo dell’ecumenismo, che ebbe sempre a cuore. Fu delegato per l’ecumenismo prima nell’ambito dell’Unione apostolica del clero, poi a livello diocesano, e insegnò la materia all’Istituto superiore di scienze religiose. Si interesseva in particolare della liturgia bizantina, oltre che dei problemi teologici connessi con l’ecumenismo, specie dopo il Concilio. Nell’Unione apostolica del clero fu a lungo presidente diocesano ed anche vice presidente nazionale per il Nord Italia. Don Furno apparteneva ad una famiglia spezzina molto legata al movimento cattolico. Il padre Emanuele fu, nel primo dopoguerra, tra i responsabili del settimanale cattolico “Il popolo”. Il fratello Lamberto, morto nel 2001, già partigiano nella brigata “Muccini”, è stato uno dei più noti giornalisti “vaticanisti” italiani, a lungo alla “Stampa” e poi al “Sole 24 ore”. I funerali di don Furno, presieduti dal vescovo, si terranno domani 20 agosto alle 10.30 nella chiesa abbaziale di Santa Maria alla Spezia. Alla famiglia le nostre condoglianze.

Si è spento padre Silvio
Si è spento giovedì mattina nel convento francescano di Sabbioncello di Merate, in provincia di Lecco, fra Silvio Bovis. Nato alla Spezia il 25 aprile 1949, era entrato giovanissimo nei frati minori francescani ed era stato ordinato sacerdote il 4 febbraio 1978. Assegnato al convento spezzino di Gaggiola, vi svolse diversi incarichi, compreso quello di vice parroco di Fossitermi, parrocchia allora affidata alla cura dei frati. In seguito venne trasferito in diversi conventi della Liguria, occupandosi in particolare della promozione delle missioni dei frati minori in Africa. Negli ultimi mesi era stato colpito da una grave malattia. Le esequie sono state celebrate venerdì a Pietra Ligure. Nelle prossime settimane una Messa di suffragio sarà celebrata anche a Gaggiola. Ai familiari ed ai confratelli le nostre sentite condoglianze.

Concerto d’organo
Proseguono in Val di Vara i concerti d’organo della rassegna “Il suono del tempo”, organizzata dall’associazione “Cèsar Franck” con il sostegno della Fondazione Carispezia. Dopo Ossegna di Maissana, domani 20 agosto sarà la volta della chiesa parrocchiale di Santa Maria Assunta di Sesta Godano. L’organista Paolo Bougeat, valdostano, eseguirà musiche di Jan Pieterszoon Sweelinck, Johann Pachelbel, Johann Sebastian Bach, Jean–Jacques Beauvarlet – Charpentier, Giovanni Benedetto Piatti, Franz Anton Hugl e Niccolò Moretti. L’organo è quello realizzato dalla Fabbrica Paoli di Chiavari nell’Ottocento, ora restaurato dalla ditta Marin di Genova. L’appuntamento è alle 21.15, a ingresso libero.

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