Lerici ricorda Madì, la Regina del castello In evidenza

di Doris Fresco- Sarà inaugurata domenica 4 marzo la mostra a cura di Beppe Mecconi, realizzata in collaborazione con l'Archivio Fotografico Walter Bilotta.

Martedì, 27 Febbraio 2018 15:08

Quando i bambini pensano ai castelli, iconiche immagini di fiabe cavalleresche appaiono nelle loro menti restituendo volti di principi, principesse o magari di fantasmi. Forse sale un po' di delusione quando, domandando del castello di Lerici, la risposta più ovvia è che no, di principi e principesse nel castello di Lerici non ce n'erano, perchè era una fortezza, destinata alla difesa, più che ad ospitare le grandi corti.

Però è anche vero che a Lerici c'è stato qualcosa di ugualmente unico e fiabesco, che è la leggenda di una donna forte, non una principessa, ma comunque una parte indispensabile della storia e della cultura lericina: abbiamo avuto una moderna regina, fuori dagli schemi, amata dal suo 'popolo' e omaggiata, negli anni, dall'affetto prima e dal ricordo poi di chi l'ha conosciuta, ma anche di chi di lei non sa nulla, pur sapendo tutto, come capita nelle migliori tradizioni. 
Maddalena Di Carlo, nata a Lerici nel 1902, conosciuta da tutti come Mady (o Madì), Regina del Castello e protettrice di viaggiatori e vagabondi, sarà di nuovo ricordata con una mostra, che inaugurerà il 4 marzo alle 17.00 al circolo Arci Borgata Marinara di Lerici, con proiezione di alcuni brani tratti dal mediometraggio Madì l'antica castellana del Golfo dei Poeti realizzato all'inizio degli anni '80 da Beppe Mecconi.

"In gioventù fu staffetta partigiana, amava la danza e la cartomanzia, era bella, ma più di ogni altra cosa era libera- racconta Mecconi- La Borgata ha pensato di dedicarle una mostra perchè è utile e giusto ricordare questo importante personaggio, che, come molti altri, rischia di essere dimenticato, se non si fa attenzione". 

madì

Madì entra nel castello alla fine della Seconda Guerra Mondiale quando, rimasta senza casa, le viene offerta la possibilità di dormire in una stanza del maniero: "Erano anni di sogni e di voglia di viaggiare, di conoscere, per questo molti giovani hanno iniziato a venire a Lerici, sulle tracce di poeti come Shelley. Molti salivano al castello e Madì offriva loro, con estrema semplicità e spontaneità, quello che cucinava ed un posto dove dormire". Nasce così il mito della 'Regina del Castello', venuta a mancare nel 1984: "Anche in tempi più recenti, quando ero responsabile culturale del Consorzio del Castello di Lerici, in molti, ormai 70enni, si avventuravano fin su, cercando Madì o comunque ricordandola con molto affetto". Il segno di questo affetto è ancora oggi tangibile, infatti, sulla sua tomba, nel cimitero di Lerici, si trovano fiori freschi e colorati.

E su come questa donna possa essere rimasta nella memoria di tanti per così tanto tempo, Beppe Mecconi non ha dubbi: "Quando, in occasione della realizzazione del documentario per la Rai ho avuto la possibilità di conoscerla da vicino, mi sono accordo di come la sua umanità fosse sconvolgente, con un'empatia unica. La cosa particolare è che non era amata solo dai 'vagabondi' che viaggiavano in autostop, ma anche da personalità importantissime".  Madì possedeva dunque il grande pregio di saper intendersi con chiunque; arrivavano da ogni parte del mondo, si sentivano accolti e quando ripartivano portavano nel mondo qualcosa di unico, tanto che a lei dedicarono articoli su riviste internazionali e servizi in cinegiornali: "Ha contribuito in maniera decisiva a far conoscere Lerici nel mondo, con estrema genuinità e di certo non in maniera calcolata", è un fatto che negli anni '60-'70 chiunque potesse mettersi in contatto con lei, bastava scrivere 'Madì-Italia'.  Persino il Maresciallo Petain o il Duca di Aosta divennero suoi estimatori, cominciò a ricevere cartoline, lettere, pacchi, da tutto il mondo. Per trent'anni, dal 1947 al '68, governò l'Ostello scrivendo un'altra bella storia fiorita nel Golfo dei Poeti e non per caso letterati importanti come Eliot, Hemingway, Soldati o Somerset Maughan scrissero di lei.

"Negli ultimi anni della sua vita Madì si era trasformata in un piccolo uccellino dal cuore immenso, poi, nel 1984, se n’è andata, ma alcuni pensano che ancora viva nel suo castello- conclude Mecconi- Fino a non molto tempo fa faceva scherzi accendendo o spegnendo le luci nelle sale; e, a volte, nelle notti più chiare, la si vedeva sulla terrazza con in testa la colomba Paolina, mentre sorridente danzava leggera".
'Fantasma' (il portale Emadion ne parla qui) non è ovviamente la definizione giusta: Madì è molto di più, è la Regina del castello.

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