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La scuola di Monterosso ha ricordato le vittime della Soah In evidenza

Grande commozione tra gli studenti.

Giovedì, 25 Gennaio 2018 17:02
Un applauso lungo e commosso quello che ha seguito le parole di Francesca Pollicardo. Oggi la scuola secondaria di primo grado di Monterosso ha celebrato il Giorno della Memoria coinvolgendo i ragazzi sul tema della memoria dello sterminio, delle persecuzioni del popolo ebraico e delle deportazioni nei campi di concentramento.

Un ringraziamento particolare agli insegnanti che hanno contribuito a realizzare una giornata così intensa: Birgit Rose Nicora, Maria Chiara Serantini e Maruska Basso.

Gli studenti di tutte le classi hanno preparato delle riflessioni e portato le preziose testimonianze raccolte dalle loro famiglie.

Colpisce la commozione e il silenzio durante le letture e i pensieri dei ragazzi sulla tragedia di quegli anni d'orrore. I ragazzi hanno mostrato documenti, fotografie, lettere dei bisnonni e attestati al valore, con la consapevolezza della grandezza storica di quello che avevano tra le mani.

Molto sentito è stato il racconto di Francesca Pollicardo che ha portato la testimonianza della storia d'amore, nata nel campo di concentramento di Helmestedt in Germania, dei suoi nonni materni: nonostante la morte fosse tutta intorno, i ricordi che le ha tramandato il nonno Tullio Severino sono di amore e speranza, come se l'odio e la violenza di quegli anni non fossero riusciti a spegnere la dignità umana e la voglia di attaccarsi alla vita, credendo in un futuro migliore.

«È fondamentale mantenere vivo il ricordo, essere in grado di trasmettere ai più giovani la consapevolezza e la coscienza di quello che è accaduto nel passato perchè non si commettano mai più errori simili» commenta il Sindaco che ha partecipato alla giornata.

Al termine della mattinata è stato proiettato il Viaggio di Fanny di Lola Doillon. Basato su una storia vera, il film racconta la vicenda di Fanny, una ragazzina ebrea di 13 anni che nel 1943, durante l'occupazione della Francia da parte dei tedeschi, viene mandata insieme alle sorelline in una colonia in montagna. Lì conosce altri coetanei e con loro, quando i rastrellamenti nazisti si intensificano, scappa nel tentativo di raggiungere il confine svizzero per salvarsi. La pellicola racconta, attraverso gli occhi dei bambini, il dramma della guerra e della persecuzione razziale, ma trasmette allo stesso tempo un grande segno di speranza.

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