Angelica Polverini presenta il seminario "Elementi ad arte - Quando la psiche si rispecchia nel cosmo" In evidenza

Giovedì 7 febbraio alle ore 17.00, presso il Liceo Classico L. Costa della Spezia, si terrà il primo incontro di "Elementi ad arte – Quando la psiche si rispecchia nel cosmo", il nuovo lavoro della storica dell'arte Angelica Polverini, a cura di Aidea (Associazione italiana educazione adulti).

Domenica, 03 Febbraio 2013 17:36

Angelica si dice abbastanza emozionata a presentare pubblicamente questo ultimo lavoro che vede la luce dopo ritardi e per le mille peripezie (io che la conosco posso bonariamente chiamare in causa la sua eccessiva pignoleria), ma rivela di sentirsi al contempo "frizzante".

Angelica, come nasce questa idea?
A. L'idea è nata due anni fa, quando si era profilata la possibilità di tenere un mio seminario di psicologia dell'arte a Bologna, in occasione dell'uscita del mio saggio "L'inganno dei sensi". L'occasione era ottima, il Prof. Ferrari estremamente disponibile e la possibilità di introdurre l'argomento di fronte a menti giovani e interessate alla materia, mi stimolava molto. Ma non avevo fatto i conti con il pancione (ero in attesa della mia secondogenita) e altre faccende personali e così questo studio è rimasto dentro il mio pc, nella cartella 4 elementi, muto e rinchiuso assieme ad altri progetti finiti e lasciati in attesa del loro turno che prima o poi arriverà.
Di cosa si tratta esattamente "Elementi ad arte – quando la psiche si rispecchia nel cosmo"?
A. Nello specifico si tratta di un seminario-laboratorio, suddiviso in quattro approfondimenti differenti. In ciascuna giornata si affronterà un elemento diverso, quindi una giornata sarà dedicata all'acqua, una all'aria, una al fuoco e una alla terra. La novità, e per questo parlo di laboratorio, consiste nella visione iniziale di un filmato, creato ad hoc, che poi sarà discusso nel dettaglio solo in seguito. L'importanza della poesia visiva, nella creazione del filmato, ha giocato un ruolo essenziale. Si tratta di immagini eloquenti e parole che scorrono, suggerendo un senso alternativo di percezione. Il risultato è che ci si trova immersi in un'atmosfera differente, quasi come se si entrasse nel dipinto, per uscirne infine con parole chiave in testa.
Qual'è lo scopo che hai cercato di perseguire con questo studio?
A. Lo scopo ha a che fare con la storia dell'arte ma solo marginalmente. Le opere che ho scelto sono tutte della seconda metà dell'Ottocento, in bilico tra un sentimento romantico di sublimità della natura e di naturalistico genere. La stessa sostanza organica che ha portato alla creazione di queste correnti ha permesso la nascita e lo sviluppo dello studio specifico sull'inconscio e la psicoanalisi. Ho oculatamente selezionato immagini meno note, con zoom sui particolari che determinano la loro importanza dal punto di vista psicologico, elementi secondari e spesso nemmeno presi in considerazione, ma che costituiscono essi stessi la chiave di comprensione 'inconscia' dell'opera. In questo caso non si parla di psicologia dell'arte intesa a comprendere lo stato d'animo che ha portato l'artista a quella realizzazione, ma di stati d'animo che si originano nel fruitore, nel pubblico. Dall'occhio che cade su quel dettaglio, che non viene elaborato logicamente, ma solo nella pura sensazione, originando la tipica frase: "Quel dipinto, non so perché, ma mi fa sentire bene, o triste, o mi inquieta". Allacciandomi al saggio sui sensi, questa è in parte una sua prosecuzione.

 

A chi consigli di seguire questo seminario?
A. Beh, ci tengo a precisare che è aperto a tutti, quindi giovani, meno giovani, colti e non colti. Anzi, un mio grandissimo desiderio è che se esiste interesse e curiosità, gli amici che hanno una scarsa considerazione del loro livello culturale non dicano: "No, ma io non sono adatto, mi piacerebbe, ma non ho mai partecipato a queste cose..."

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