Immediate Surroundings: le foto dei territori di residenza delle mafie in Italia In evidenza

Venerdì 31 marzo, alle ore 18.00, inaugura a Spazio 32 – biblioteca della Fondazione Carispezia e spazio culturale dedicato alle arti visive – la mostra "Immediate Surroundings. I territori di residenza delle mafie in Italia" di Tommaso Bonaventura e Alessandro Imbriaco – fotografi premiati entrambi nell'ambito dei World Press Photo Awards – e del giornalista Fabio Severo.

Martedì, 28 Marzo 2017 22:29

"Immediate Surroundings" è una documentazione fotografica dei luoghi di residenza di membri di organizzazioni mafiose passate e presenti: le strade e gli edifici dei quartieri in cui hanno vissuto o tuttora vivono, le viste dalle loro abitazioni confiscate negli anni. La diversità di luoghi mostra l'evoluzione delle pratiche dei gruppi criminali, come muta il territorio e il tessuto produttivo che hanno colonizzato, e rivela quanto scelgano di mostrarsi o di nascondersi nell'anonimato. Le icone del potere mafioso tramandate negli anni dalla cronaca, dalla letteratura o dal cinema raccontano una storia di visibilità e gesti eclatanti. Corleone, Cinisi, Ottaviano sono state a lungo le roccaforti della criminalità organizzata, trasformate in simboli del potere dei boss; i territori conquistati dalle mafie in questi ultimi anni sono invece i nuovi quartieri delle metropoli del centro-nord, le province della piccola e media impresa, i cantieri edili.

 

Così, nelle 40 fotografie che compongono la mostra a Spazio 32, si alternano immagini di rifugi segreti e nascondigli sotterranei, lussuose ville e castelli utilizzati per le celebrazioni dei clan, scorci di quartieri residenziali, villette a schiera e anonime residenze urbane. Dall'armadio che celava il nascondiglio del fratello del camorrista Francesco Schiavone, Antonio, a Casal di Principe, a uno dei numerosi bunker rinvenuti a Platì, in provincia di Reggio Calabria (il comune che storicamente ha avuto tra le più alte concentrazioni di rifugi sotterranei appartenenti a cosche della 'ndrangheta); dalla vista dal balcone della casa a Cinisi del boss di Cosa Nostra Gateano Badalamenti - condannato nel 2002 all'ergastolo per l'omicidio di Giuseppe Impastato - ad uno scorcio su Via Boito, la strada residenziale di Giussano (Monza e Brianza) in cui il boss Antonio Stagno possedeva alcuni appartamenti abitati da vari affiliati, e dove venivano tenute le riunioni dei vertici del clan, la mappa di queste residenze racconta una geografia eterogenea e diffusa, incrocia il passato e il presente delle gerarchie mafiose, mette di fronte a una colonizzazione non più limitata a alcune regioni, ormai distribuita su gran parte del Paese.

Il giornalista Fabio Severo spiega: "Diverse case di boss del passato sono proprietà sontuose, che dominano il territorio circostante; mentre la quasi totalità delle abitazioni di 'ndranghetisti operanti al nord in anni recenti rivela la scelta di abitare in una dimensione residenziale modesta e riservata, che sia la periferia metropolitana oppure la piccola provincia ordinata. Accanto alle residenze abbiamo successivamente affiancato delle fotografie di una serie di bunker scoperti a Platì, in provincia di Reggio Calabria. Dunque tre dimensioni molto distanti tra di loro: lo sfoggio del potere delle ville del passato, la clandestinità sotterranea in Calabria e il nascondersi alla luce del sole nelle province del nord".

"Immediate Surroundings" nasce da "Corpi di Reato", un progetto di Bonaventura, Imbriaco e Severo sulle diverse manifestazioni dell'agire mafioso lungo il territorio italiano, un potere spesso esercitato in un'assoluta invisibilità. Utilizzare la fotografia per comprendere la diffusione delle mafie in Italia rappresenta il tentativo di esplorare la zona grigia in cui queste prosperano, infiltrate nella società civile e nel tessuto economico, nascoste dietro l'apparente normalità dei luoghi. Realizzato da Tommaso Bonaventura, Alessandro Imbriaco e Fabio Severo, "Corpi di Reato" è stato presentato per la prima volta nel 2011 presso il MAXXI - Museo nazionale delle Arti del XXI secolo. È stato esposto in diversi musei e gallerie italiane e internazionali, tra cui l'ICCD (Istituto Centrale per il Catalogo e la Documentazione - MiBACT), la Galleria Bel Vedere di Milano e la galleria Zephyr - Raum für Fotografie a Mannheim, e la Kunsthaus Kaufbeuren, Germania. Nel 2012 ha ricevuto il Premio Amilcare G. Ponchielli, e nel 2014 l'installazione "Immediate Surroundings" è stata esposta nella sezione Monditalia all'interno della 14. Mostra Internazionale di Architettura di Venezia. Nel 2016 è stato esposto al MAXXI all'interno della mostra "Extraordinary Visions. L'Italia ci guarda".

Tommaso Bonaventura, fotografo professionista dal 1992, collabora con diverse tra le maggiori testate nazionali ed internazionali. Nel 2004 ha vinto il primo premio nella sezione Arts and Entertainment al World Press Photo con il suo libro Le vie della fede. Nel 2010 ha vinto il Sony Award con una serie di ritratti realizzati viaggiando attraverso la Cina. Nel 2013 ha partecipato a Paris Photo con la galleria Asymetria di Varsavia. Nel 2017 partecipa al Festival di Fotografia Europea Mappe del tempo. Memoria, archivi, futuro con il progetto Fondo.

Alessandro Imbriaco lavora da anni su diversi progetti di documentazione dell'Italia contemporanea. Ha ricevuto diversi riconoscimenti internazionali: Premio Atlante Italiano – MAXXI (2007), Premio Canon (2008), World Press Photo (2010), Premio Pesaresi (2011), Premio Ponchielli (2012), European Publishers Award for Photography (2012). Viene selezionato nel 2011 per il Talent di Foam e per il Joop Swart Masterclass del World Press Photo. Suoi lavori sono conservati dall'Archivio della Biennale di Venezia, dal FOAM - Photography Museum Amsterdam e dal MAXXI, Museo nazionale delle Arti del XXI secolo di Roma. Suoi libri sono stati pubblicati in Italia, Inghilterra, Francia, Germania e Spagna.

Fabio Severo, giornalista, scrive di fotografia e cultura visiva su diverse riviste tra cui IL Magazine - Il Sole 24 Ore, pagina99, Rivista Studio, Il Tascabile, Internazionale, e ha curato il blog di fotografia contemporanea Hippolyte Bayard.

La mostra sarà visitabile fino al 2 maggio 2017, dal lunedì al sabato dalle 15.00 alle 19.00.
Durante il periodo della mostra Spazio 32 presenterà una serie di appuntamenti dedicati al tema dell'infiltrazione mafiosa con due incontri, mercoledì 19 e 26 aprile, a cura di Libera La Spezia (coordinamento provinciale di associazioni), oltre alla proiezione dei film "La mafia uccide solo d'estate" di Pif (mercoledì 5 aprile, ore 18) e "Gomorra" di Matteo Garrone (mercoledì 12 aprile, ore 18).

Per informazioni: tel. 0187 772339  - Facebook, Twitter (@spazio32) - Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

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