Presepi in cammino: il 29 gennaio l'ultima tappa In evidenza

Domenica 29 gennaio ultima tappa di Presepi in cammino. Si visiteranno i paesi e i Presepi di Borseda e Debeduse.

Lunedì, 23 Gennaio 2017 10:48

Alle ore 16.00 la Corale S. Martino di Cavanella Vara, diretta dal Maestro Enzo Rossi, terrà un concerto nella chiesa di Giovanni Evangelista a Borseda.
Il ponte tra Villagrossa e Debeduse è stato riaperto venerdì 20 gennaio, la chiusura era stata decisa con ordinanza della Provincia dal 23 aprile. Gli abitanti dei due paesi sono stati costretti a percorrere strade alternative, con fondo dissestato e prive di delimitazioni e di illuminazione.

Paesi e i presepi del calicese è stato un successo.
Domenica 11 dicembre un nutrito gruppo di persone ha visitato i Paesi e i presepi del calicese.
In una splendida giornata di sole, in tanti, si sono ritrovati dalla rotonda di Piano di Madrignano, e dopo aver trovato accoglienza in alcune auto per molte persone, sono partiti, alla volta del primo paese: Usurana.
Ad aprire in corteo, l'auto dell'Ass.re alla Cultura Stefano Franceschini.
Ad attendere tutti, davanti all'oratorio, intitolato a S. Lucia, gli abitanti del paese, visibilmente emozionati. Come nei momenti di festa importanti sono giunte persone anche da paesi vicini. Il presepe è proprio bello, tocca il cuore ed è stato allestito con passione da Vittorio, Luca e Monica Bartolucci mentre Ivone Zani, Dina Bertoni, Erminia Bertoni, Luigi Tomà, Gabriella Pasquali e Michela Sabatini si sono prodigate per decorare il paese e allestire le composizioni floreali in chiesa.

Come durante la visita ai presepi del madrignanese, anche in questa tappa l'Ass.re Franceschini ha tracciato brevemente la storia dell'oratorio e evidenziato alcune particolarità artistiche dell'edificio: l'oratorio è di proprietà della famiglia Arioni e risulta essere fondato nel 1763 da due sacerdoti di casa Arioni.
I fratelli Pier Paolo, Leonardo, Francesca Azzurra, ritrovati con la piccola Beatrice Masala, hanno salutato Gesù Bambino suonando e cantando alcune melodie. I ragazzi di Usurana hanno accompagnato i visitatori.

Ivonne ha commentato: "Presepi in cammino è una bella iniziativa per accogliere meglio lo spirito del Natale. Sono anni che non si faceva il presepe nella nostra chiesa e sono stata entusiasta di andare ad allestirlo insieme ai miei compaesani".
In quella piazzetta, persone che si incontrano dopo tanto tempo, abbracci, scambi di auguri e la promessa di ritornare presto in quel paese tanto cordiale. Anche Stefano e Anna Baldiglio, gli ideatori dell'iniziativa, sono stupiti per le tante persone presenti.
Si lascia a malincuore Usurana.

In pochi minuti si raggiunge Novegina dove, nell'oratorio di S. Giacomo, è stata allestita una mostra di presepi. Franceschini ha commentato: "In questo piccolo oratorio costruito su un percorso secondario della Via Francigena, a cui è annesso l'ospitale, i presepi provenienti da diverse parti del mondo, prestati dalla parrocchia S. Francesco di Lerici, sono vicini a quelli realizzati da ogni famiglia del paese e a quelli della dott.ssa Attilia Maghelli, molto legata a Calice e purtroppo venuta a mancare a settembre. Nel piccolo oratorio il presepe, simbolo strettamente legato al mistero dell'incarnazione di Nostro Signore, si fa esempio di accoglienza, solidarietà, convivenza, amicizia. Il paese ha partecipato all'iniziativa con grande impegno, addobbi natalizi e piccoli presepi erano sparsi negli angoli più suggestivi o umili del borgo. In una mangiatoia, la Natività".

Si lascia il paese dopo un assaggio di caldo vin brulè e dolci tipici.
Ci si inerpica entusiasti lungo la strada che porta a Calice: curiosità e gioia riscaldano gli animi. La chiesa parrocchiale di Nostra Signora Loreto fu fatta costruire dalla Marchesa Placidi Doria nel 1638, all'interno sono conservate quattro tele della stessa marchesa. Tre sono ignote e una è del pittore Agostino Sant'Agostino del 1660 e rappresenta s. Antonio con ai lati S. Michele e S. Pietro.
Il giorno precedente Calice ha festeggiatola Beata Vergine di Loreto e nell'occasione Monsignor Enrico Nut, è salito a Calice anche per benedire la Natività.
Ad attendere i visitatori sono Francesca Simani e Marco Masala. Il loro presepe è grande e suggestivo. Emoziona. Sembra riprodurre la vallata calicese e Gesù è al centro della vallata.
In fondo alla navata, il Bambin Gesù è adagiato su di un lungo telo azzurro: unisce terra e cielo. Di lato le candele dell'Avvento.
Francesca Simani e Marco Masala raccontano con umiltà: "Nella nostra chiesa il presepe non è mai mancato. In paese siamo in pochi ma il prossimo anno ci impegneremo di più e siamo sicuri che si uniranno anche altre persone. Il presepe è una rappresentazione sacra della Navità, è un segno cristiano importante e abbiamo la fiduciosa speranza che nelle case, soprattutto dove c'è un bambino, venga riprodotto".

Si uniscono altre famiglie, il corteo delle auto si allunga, si sale a Nasso dove Anna e Stefano Baldiglio, i promotori dell'iniziativa sono all'entrata del paese. L'oratorio è posto appena fuori del paese ed è dedicato a S. Giovanni Battista ed era tanto caro alla cara maestra Marianna Brunelli e a Monsignor Luigi Orengo. E' dotato di una tela di David Beghè raffigurante la Madonna con il Bambin Gesù, San Giovanni e San Pietro
Anna e Stefano Baldiglio hanno confidato: "Percorrere la tortuosa strada per arrivare a Nasso e trovare la piazza con segni di cura e decoro (nonostante il brutto cartello che la caratterizza da anni) credo sia di piacevole sollievo per paesani e passanti. Per questo, con la collaborazione dei più volenterosi, il paese segue la stagionalità dei fiori e si decora in occasione delle due feste estive. In inverno il paese è ancor più deserto ed a Natale qualche ramo di agrifoglio e qualche striscia dorata erano quanto si proponeva.
L'idea di aprire l'oratorio a dicembre e di riunire i paesani davanti al presepe, con la disponibilità dell'infaticabile Don Alessandro a celebrare una S.Messa a Nasso, ha trovato tutti d'accordo. Paola Triglia ha fornito volentieri il presepe stilizzato da posizionare in piazza. Anna, Stefano, Natalina e Bruno Baldiglio hanno collaborato alla sistemazione del presepe tradizionale in oratorio. Far rivivere in paese la tradizione natalizia del presepe è stato come avere accanto tutti quelli che ci hanno preceduto e che, con "semplicità contadina" ci hanno insegnato il rispetto dei veri valori che cerchiamo di vivere ogni giorno".
Sull'altare un cestino rosso con la scritta: Bacetti di Nasso per i visitatori di Presepi in camino. Anna Baldiglio ringrazia tutti i convenuti con i suoi deliziosi baci natalizi, dolcetti preparati con le nocciole di Nasso.

La giornata sta per concludersi. Si raggiunge Santa Maria e la Chiesa Parrocchiale di S. Maria Assunta, il sole sta tramontando, è uno spettacolo meraviglioso, un incanto. Davanti  la vallata, i paesi, tanti piccoli presepi naturali, luci accese sparse, qua e là. La stella cometa luccicante sulla scalinata.
Glia anziani del paese hanno atteso tutti a lungo, ma i pellegrini sono arrivati con notevole ritardo e ad accoglierli sono Isabella e Flavio Cucco insieme a Giovanna e Franco Traini.
La chiesa possiede un coro ligneo del XVIII, la parte centrale della volta è ricca di stucchi e di decorazioni pittoriche realizzate da Zaffiro Righi e l'abside da David Beghè.
Giovanna e Franco Traini hanno allestito il presepe. Tanto lavoro, tanta cura. Franco è persona di poche parole ma di grande impegno: "L'anno scorso mi ero ispirato alla nostra vallata: il paese di Santa Maria volgeva lo sguardo a Villagrossa. Quest'anno dopo il pellegrinaggio al Santuario di Luordes ho cercato di riprodurre quel luogo sacro e significativo".

Flavio Cucco, che è stato sindaco del Comune per alcuni mandati e attuale presidente dell'Asso.ne Culturale David Beghè, fa gli onori di casa e illustra con dovizia di particolari le caratteristiche della chiesa. Pier Paolo Ritrovati prova a suonare l'organo. E' un organo di pregevole valore costruito dalla celebre famiglia Agati di Pistoia. Non funziona, troppo malandato. E' la riprova che bisogna attivarsi per curarlo.

Si deve raggiungere Villagrossa ed è ormai buio.
Daniela Albergotti aveva raccontato che nel suo paese, saputo dell'iniziativa si erano subito attivati in tanti, con energia.
In lontananza si odono campane suonare a festa, gli abitanti di Villagrossa ci hanno controllati e volevano accoglierci con segnale di festa. Emozione.
Si parcheggia velocemente, una stella brilla alta, più luminosa delle altre sulla chiesa di Villagrosa, la luna avanza, curiosa.
Che emozione!
Anna e Bianca Maria continuano a ripetere: "Non siamo a Villagrossa. Non può essere. Dove siamo?"
Si corre quasi per arrivare prima. A margine della strada, di fianco alla chiesa , ci accoglie una suggestiva natività allestita in una grande teca. Si rimane incantati.
Ci viene incontro Franco Martoni. Occhi lucidi, è emozionato: "Benvenuti, siete in ritardo ma ciò significa che avete guardato per bene tutti i presepi.
Noi abbiamo fatto tutto ciò anche grazie all'aiuto di persone che non sono del paese. Abbiamo iniziato ad ottobre appena abbiamo saputo di Presepi in cammino. Pianini Claudio ha pensato alle luci, Sarbia Ruggero, Zani Emilio e Milvia a ricostruire le sagome. Gli abiti delle sagome della Natività sono state cucite dalle amiche della signora Zani".
Ci sediamo in chiesa, si riflette su quanto abbiamo visto, i ragazzi suonano altre melodie, cantiamo tutti insieme a loro Astro del Ciel, lo sguardo è fisso sul Bambin Gesù posto davanti e ai piedi dell'altare.
Guardando il Piccolo Gesù riacquistiamo fiducia e speranza, avventiamo con stupore la presenza di un Dio capace di farsi piccolo, per farsi vicino ad ogni creatura umana.
Il filo del Presepe, il forte filo del Natale ha legato e unito tutte le famiglie dei nostri paesi.
Siamo orai davvero in tanti e non c'è festa senza dolci e torte. E Villagrossa,vuol far festa davvero, è ospitale e accogliente e ha organizzato anche un ricco rinfresco.

Il percorso Presepi e paesi del calicese termina, a Debeduse e Borseda, il 28 gennaio.
Altra storia, eppure straordinariamente uguale.

 

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