Andrea Doria: a 60 anni dal naufragio Lerici ricorda la tragedia che colpì tutto il mondo, ma mise in evidenza abilità e coraggio dei naviganti (Foto) In evidenza

Di Doris Fresco- Era il 25 Luglio del 1956 quando quella che è da tutti descritta non come la più veloce o la più grande, ma come la più bella ed elegante nave del mondo, fu speronata da un mercantile svedese.

Giovedì, 14 Luglio 2016 17:31


L'Andrea Doria entrò in collisione con lo Stockolm mentre era diretta a New York, in una notte di nebbia fitta: l'incidente provocò la morte di 51 uomini, 46 italiani imbarcati sul Doria e 5 svedesi.
La collisione ebbe questo epilogo drammatico anche perché la nave scandinava aveva la prua rinforzata, che le permetteva di funzionare anche come rompighiaccio e la tragedia colpì tutti i Paesi per la notorietà della nave. Il territorio ligure però fu quello più colpito e coinvolto, sia perché era stata costruita dai cantieri Ansaldo di Sestri Ponente, ma soprattutto perché a bordo vi erano moltissimi marittimi liguri, tra cui il comandante Piero Calamai, genovese, riconosciuto da più fonti come un grande comandante.

Un legame particolare con questa tragedia lo ha anche Lerici: erano tanti, infatti, i lericini che rimasero coinvolti e scamparono alla morte. Fernando Callegari, Iacopo Carro, Giuseppe Cecchini, Almo Colotto, Aldo De Biasi, Marco Gnetti, Mario Maracci, Aroldo Puntelli, Rino Rozzi, Ivo Simani, Giuseppe Nebbia Colombo, Pietro Tamberi, Germano Rolla, sono i nomi di tutti i naviganti lericini coinvolti, soci della Società Marittima di Mutuo Soccorso e a cui, come giusto che sia, anche quest'anno, in occasione del Sessantesimo Anniversario della tragedia, la Marittima dedicherà una serata, Domenica 17 Luglio.

Organizzato dalla Società Marittima di Mutuo Soccorso di Lerici, con il contributo del Circolo della Vela Erix e il supporto operativo di Pro Loco Lerici, Associazione Lericini nel Mondo, Compagnia Mari Lontani, alle 21 nella Terrazza del CDV Erix, si terrà un incontro di altissimo livello, soprattutto per la presenza di numerosi esperti e dei testimoni diretti.
Introdurrà l'incontro Bernardo Ratti, presidente della Marittima, che racconta: "Fu una tragedia che colpì tutto il mondo. La notizia giunse a Genova e in Liguria in maniera dirompente. A Lerici, da secoli, le famiglie sono abituate ad avere lutti e naufragi; tanti i Lericini scomparsi in mare prima e dopo il Doria, ma questa tragedia, forse anche per lo scampato pericolo dei lericini, è ancora ben viva nei ricordi. I lericini scampati andarono a ringraziare, come i loro antenati nei secoli, Sant'Erasmo, patrono della gente di mare; quelli di Riomaggiore si recarono dalla Madonna di Montenero, e così tutti quelli delle varie località. La grande maestria marinara del Comandante e degli ufficiali e l'alto senso del dovere dell'intero equipaggio italiano fece sì che le vittime si limitarono ai morti nell'impatto, salvando oltre 1.600 persone".

Nel corso della serata interverranno Eugenio Giannini, III Ufficiale a bordo del Transatlantico, che presenterà il suo libro appena uscito "L'ultima scialuppa" Edizione Mursia; Simone Bandini, esperto di transatlantici e Fabio Pozzo, giornalista e scrittore nonché autore di Assolvete l'Andrea Doria.

In seguito alla tragedia ci fu un processo che desta discussioni ancora oggi: tutti ora danno ragione alla maestria degli ufficiali italiani, ma subito dopo il naufragio, lo Stato italiano di fatto non seppe essere incisivo, dando spazio alle accuse svedesi, rilevatesi poi infondate.
Anche l'iniziativa promossa quest'anno a Lerici sarà occasione per ricordare il grande eroismo e le capacità dell'equipaggio italiano e del Comandante Calamai. A bordo della nave erano presenti 1.134 passeggeri e 572 uomini d'equipaggio e i morti furono quelli che si trovarono nella parte della nave che subì l'impatto, mentre tutti gli altri si salvarono.
La nave andò a picco 10 ore circa dallo speronamento e fu raggiunta da numerose navi che prestarono soccorso, così come lo Stockolm, che fu il primo ad adoperarsi per raccogliere i naufraghi. Sul posto giunse anche il Transatlantico Ile de France che, dopo aver ricevuto l' SOS, raggiunse il luogo del disastro a tutta forza in mezzo alla nebbia, completamente illuminata: un arrivo che portò prima di tutto la speranza, dando ai superstiti la forza di reagire.

"Si tratta di una vicenda che fa parte della storia della marineria, anche per diverse spiegazioni che, ancora oggi, si incrociano. La Marittima fece già un evento per i 50 anni della collisione (tanti erano ancora i superstiti lericini che parteciparono, molti soci della Società). E molto ligure, discreto e sintetico, fu il racconto di quelle ore da parte dei sopravvissuti, misto alla rabbia delle accuse gratuite post naufragio di parte della stampa scandinava".


Foto: dipinto di Alberto Imparato, socio della Società Marittima di Mutuo Soccorso
Documenti storici (articoli originali e fotografia dell'equipaggio superstite rimpatriato a bordo del Conte Biancamano): Carmen Emmaus 

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