Sarzana Città Selfie: scivolone o interessante scommessa a basso costo? In evidenza

di Nicholas Venè - A Sarzana da ieri impazza un argomento di conversazione: le selfie area. Mentre i più si trovano a discutere tra trovata lungimirante e abbassamento culturale, la verità è probabilmente quella - molto più pragmatica - di una interessante scommessa a basso costo.

 

Giovedì, 23 Luglio 2015 15:07

A partire da oggi, infatti, in quattro piazze della città (Piazza Matteotti, Piazza Garibaldi, Piazza Calandrini e Piazza Firmafede) si possono trovare quattro "selfie area". Il fulcro dell'iniziativa non è naturalmente, come in molti tentano di banalizzare, quello paradossale di "permettere" a chiunque di scattare selfie in determinati punti. Il tutto ruota piuttosto attorno a un concorso che parte proprio oggi e andrà avanti fino al 30 settembre, con delle regole ben precise per partecipare: realizzare un selfie in una delle quattro aree adibite e caricarla sui social taggando i profili Facebook, Twitter e Instagram appositamente realizzati. Le foto, che dovranno necessariamente avere sullo sfondo uno dei monumenti della città e contenere l'hashtag #sarzanaselfiearea, saranno giudicate da una giuria (che è forse un po' fuori luogo presentare nel volantino come "di esperti") composta da Vittorio Sgarbi, Cosimo Ferri, dal massmediologo e ideatore dell'iniziativa Klaus Davi, dal Sindaco della città Alessio Cavarra e dal nuovo assessore alle politiche giovanili Beatrice Casini. I tre scatti ritenuti migliori saranno premiati, mentre almeno 40-50 dovrebbero trovare spazio all'interno della prima mostra fotografica italiana dedicata al selfie.

 

"Si tratta di una strada alternativa per la promozione delle bellezze della città - afferma Cavarra - Il selfie è un gesto di moda, virale, condiviso. Naturalmente siamo tutti consapevoli delle problematiche della città, ma è fondamentale saper sdrammatizzare e provare ad intraprendere strade diverse".

Idea supportata anche dalle parole dell'assessore Casini, che la definisce "semplice e originale, alla portata di tutti, non necessariamente rivolta ai giovani. Si tratta di un progetto con una potenzialità straordinaria, che permette attraverso i social di rendere partecipi del patrimonio artistico-culturale senza barriere attraverso i social".

Quando la parola passa a Klaus Davi, il progetto risulta ancora più chiaro. "Quello che vogliamo fare con questa iniziativa è intercettare il turismo. La Liguria negli ultimi anni non ha saputo comunicare, non ha saputo farsi conoscere. Noi vogliamo invertire questa tendenza e contribuire a rendere Sarzana una città identificabile, esponendoci anche al giudizio di chi non è d'accordo con questa iniziativa. L'importante è proporre: è quando questo non viene fatto che la politica fallisce".

Per quanto, personalmente, appartenga a quella fetta di persone non particolarmente ben disposte verso i selfie e alle quali non passa nemmeno per l'anticamera del cervello di partecipare al concorso, è innegabile che quello dell'autoscatto 2.0 sia oggi, a tutti gli effetti, un linguaggio dei media. Dal viaggio di nozze agli aftersex, passando per le sempre più diffuse selfie stick, l'affermazione di questa forma di comunicazione è ormai innegabilmente di fronte agli occhi di tutti. Non troppo difficile, quindi, intuire ciò che hanno visto Klaus Davi e Alessio Cavarra in questa iniziativa: una campagna di marketing a bassissimo costo che ha tutte le potenzialità per diffondere il "brand Sarzana", anche grazie ai contatti che un personaggio pubblico come Davi è in grado di coinvolgere nell'iniziativa.

Nessuna certezza sulla riuscita, naturalmente, e chiaramente nessuno verrà a Sarzana appositamente per farsi una foto, ma è evidente che basterà qualche scatto virale piazzato da una qualunque webstar affinché il fenomeno prenda piede e faccia rimbalzare davanti agli occhi di tutti la città di Sarzana.

Nell'epoca in cui i quindici minuti di fama teorizzati da Warhol sono ormai alla portata di ognuno di noi, il potenziale impatto che può avere la prima selfie area italiana risulta evidente. (23 luglio)

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