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Premio Viva alla carriera al dr. Bertoli In evidenza

Domenica 19 luglio, al culmine della 3 giorni Festival B(io) R(ecupero) I(nnovazione) N(aturalità), alle 21 in Piazza Brin si terrà la cerimonia del Premio VIVA LA SPEZIA a cura di ProgettoCasaBioEcologica.

Sabato, 18 Luglio 2015 20:00

Il riconoscimento va alle eccellenze che rappresentano la nostra Provincia e la nostra cultura in Italia e nel mondo all'insegna della sostenibilità, della divulgazione della storia e delle tradizioni locali. Ai premiati sarà consegnato il trofeo Viva La Spezia, disegnato dall'Architetto Viviana Deruto e realizzato da un artista locale, che desidera rimanere nell'anonimato.

La sezione Premio Viva alla Carriera vedrà premiato il dottor Mario Bertoli (nella foto, scattata da Cesare Salvadeo), spentosi nel febbraio 2015 a 87 anni. In allegato tutti gli insigniti, anche nelle altre sezioni.

Nota biografica:

Il dr. Mario Bertoli era nato il 6/11/1927.

Conseguì la maturità classica nel 1945, e si iscrisse nello stesso anno alla facoltà di medicina e chirurgia dell'università di Genova, dove nel novembre 1951 con il massimo dei voti si laureò. Durante il corso degli studi ottenne, per merito, negli anni 49-50 e 50-51 2 borse di studio.

Alla fine del 1951 si iscrisse al corso di specializzazione in Pediatria presso l'Istituto Gaslini dell'Università di Genova. Nel 1953 conseguì la specializzazione in pediatria con il massimo dei voti e lode. Rimase, ancora per un anno, presso l'Istituto Gaslini dove si interessò di epatopatie e di termalismo pediatrico pubblicando alcuni lavori scientifici su riviste nazionali.

Nel 1955 rientrò alla Spezia dove iniziò l'attività di pediatra di base e dei consultori pediatrici continuando contemporaneamente a tenere rapporti con l'Istituto Gaslini dove spesso indirizzò, accompagnando anche personalmente, numerosi bambini (e relative famiglie) spezzine bisognose di particolari cure. Dal 1980, in collaborazione con le istituzioni preposte, si occupò per alcuni anni delle tossicodipendenze adolescenziali e giovanili.

Dal 1997 lasciò il Servizio Sanitario Nazionale ma continuò l'attività pediatrica libero-professionale, ritenendo di essere ancora di aiuto non solamente ai bambini ma soprattutto alle loro famiglie. Negli anni la sua attività di pediatra è stata più volte oggetto di riconoscimenti, a livello delle istituzioni (è stato insignito dal Rotary Club, pur non avendone mai fatto parte, della Paul Harris Fellow cioè il più alto riconoscimento a "chi si è particolarmente distinto, con la sua professione e con la sua testimonianza, a contribuire al diffondersi della comprensione e delle relazioni amichevoli fra gli esponenti delle varie attività") e dei mass media locali, soprattutto focalizzati sul valore di grande umanità oltre che di professionalità. Nel 2000 i lettori del quotidiano La Nazione lo hanno indicato come "persona" dell'anno nell'ambito della medicina.

E' stato in diverse occasioni definito come "il papà degli spezzini" o "il pediatra per antonomasia". E' stato chiamato ad inaugurare il primo pronto soccorso pediatrico dell'ospedale S. Andrea.

Nel marzo 2011 è stato insignito della benemerenza civile della città della Spezia con la motivazione: "una professione dedicata al servizio della città, un grazie al papà degli spezzini". In quella occasione il sindaco ebbe a definirlo come "colui che è considerato il pediatra per antonomasia, quello che ha cresciuto non solamente generazioni di ragazzi, di bambini ma anche generazioni di famiglie, perché le ha accompagnate con uno stile così di prossimità, di grande calore, di grande umanità, le ha avvicinate alla responsabilità della crescita del proprio figlio, è una persona sicuramente straordinaria che è nel cuore di tutti coloro che hanno avuto modo di conoscerlo".

In quella occasione il dott. Bertoli dichiarò: "La medicina e la pediatria in particolare hanno avuto dalla ricerca e dal progresso in genere un valido aiuto, da solo però non basta. Occorre infatti un continuo aggiornamento ma soprattutto disponibilità, senza alcun risparmio di tempo ed empatia verso chi si trova in difficoltà. Penso di avere cercato di dare proprio questo nei miei 60 anni di professione e questo forse è il mio merito. Mi è stato chiesto più volte, anche oggi, quanti bambini ho visitato nella mia vita. Io ho detto che non li ho contati, penso però di dire che non esista portone di questa vostra città in cui non sia mai entrato nemmeno una volta".

In occasione della sua morte avvenuta il 18/2/2015 questa enorme popolarità e la stima e l'affetto da parte della città ha avuto riscontro nelle migliaia di messaggi che sono comparsi sui social network e sulla stampa (non solo locale).

Il 22/3/2015 il quotidiano Repubblica pubblicava il seguente articolo:

...Non sapeva contare quanti bambini avesse visitato in oltre mezzo secolo di carriera ma era sicuro che tutti i piccoli spezzini fosse passati dal suo studio. Il dottor Bertoli era uno dei medici più noti di Spezia. Amava il suo lavoro ed era stimato per la sua generosità. "Un cittadino illustre" lo ha definito il sindaco Massimo Federici. Per tutta la vita ha svolto il suo ruolo con impegno e onestà: dopo le visite in studio trovava sempre il tempo per quelle a domicilio, anche a tarda sera, anche di notte. Chi provava ad allungargli una banconota come ringraziamento per il disturbo otteneva un gentile rifiuto. "E' solo il mio lavoro" diceva sorridendo. Il dottor Bertoli era un uomo sereno, tranquillo, rassicurante. "Un esempio di professionalità, moralità e spirito di abnegazione" lo hanno lodato i pediatri spezzini. Ma i ricordi più sentiti sono arrivati dai pazienti. "Era un medico esemplare, modesto, unico e insostituibile" hanno scritto in centinaia su Facebook....

 

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