Castelnuovo, la Torre del Castello apre le porte e ospita Elliott Erwitt In evidenza

Che cos'è la Torre del Castello dei Vescovi di Luni? Si tratta della più evidente opera architettonica, mastio del sistema difensivo. Dimora signorile costruita nella seconda metà del secolo XIII per volontà del vescovo Enrico da Fucecchio, divenne fortilizio militare dopo varie ristrutturazioni avvenute durante la dominazione fiorentina e quella genovese, nel XV e XVI secolo.

Lunedì, 01 Giugno 2015 21:04

Caduto in disuso, venne progressivamente demolito per riutilizzarne i materiali altrove, in particolare per la costruzione di case; l'ultima volta che venne dato il permesso di prelevare materiale costruttivo fu, nel XIX sec., per la realizzazione del coro della Chiesa di Santa Maria Maddalena. Dell'imponente struttura, ancora più esaltata dalla nudità delle mura in pietra, restano la grande torre merlata, con il coronamento di beccatelli in arenaria frutto della raffinata ristrutturazione fiorentina del 1468, e la più piccola torre circolare munita invece di beccatelli in laterizio. Quest'ultima, costruita dai genovesi, era adibita a Santa Barbara e permetteva anche il controllo verso la porta di accesso al borgo di Vallecchia, grazie alle feritoie che consentivano il tiro radente dell'artiglieria. L'edificio era costituito da due corpi di fabbrica, che ospitavano diversi locali: sale di rappresentanza, alloggi per le truppe, cantine ma anche una ricca cappella, uno spazioso cortile interno e una macina. Sull'area occupata un tempo dalla mole della fortezza, si sviluppa oggi la settecentesca Piazza Querciola.

I lavori di Valorizzazione turistico culturale del Castello dei Vescovi di Luni sono in dirittura d'arrivo. Grazie al finanziamento dell'80% sulla mole complessiva dell'intervento ottenuto dall'Amministrazione Comunale a valere sul POR FESR 2007/2013 è stato possibile recuperare all'utilizzo i suggestivi spazi della Turris Magna, oltre alla realizzazione di un parcheggio da venti posti auto e altri interventi su Piazza Querciola. Un investimento da circa 700.000 € complessivi che daranno la possibilità di svolgere iniziative e manifestazioni molto importanti presso il Centro Storico, vero e proprio salotto buono della nostra comunità.

Il progetto, redatto dall'architetto Nicola Gallo e dall'ingegner Carlo Chioni, segue le linee guida del più recente progetto di restauro di cui sia abbia notizia per quanto riguarda l'intero complesso monumentale, ovvero l'ottocentesco progetto dell'architetto Alfredo D'Andrade. A fine pagina, una gallery fotografica dedicata alla Torre.

Dal 12 giugno all'11 ottobre 2015 si terrà nei suggestivi spazi della Torre del Castello dei Vescovi di Luni, di Castelnuovo Magra (SP), appena recuperati dopo oltre un secolo di chiusura al pubblico e dopo più di un anno di lavori, l'esposizione Icons – mostra fotografica di Elliott Erwitt.

La mostra organizzata dal Comune di Castelnuovo Magra in collaborazione con Sudest57 di Milano, ripercorre la carriera e i temi principali della poetica del grande fotografo e artista americano Elliott Erwitt, attraverso 42 scatti da lui stesso selezionati come i più rappresentativi, quale sintesi della sua arte. In esposizione, inoltre, alcuni autoritratti tra i quali anche quelli a colori in cui l'artista veste i panni di André S. Solidor, alter ego inventato per ironizzare sul mondo dell'arte contemporanea e sui suoi stereotipi.

Grande autore Magnum, reclutato nel 1953 all'interno della celebre agenzia direttamente da Robert Capa, Elliott Erwitt ha firmato immagini diventate icone del Novecento. Tra queste, in mostra a Castelnuovo Magra alcune delle più celebri: il bacio dei due innamorati nello specchietto retrovisore di un'automobile, una splendida Grace Kelly al ballo di fidanzamento, un'affranta Jacqueline Kennedy al funerale del marito, i ritratti di Che Guevara e Marilyn Monroe, alcune foto appartenenti alla serie di incontri tra i cani e i loro padroni, iniziata nel 1946. E ancora, gli scatti che Erwitt, reporter sempre in viaggio, ha raccolto per il mondo, a contatto con i grandi del Novecento ma anche con la gente comune. Tra le fotografie presentate vi sono, inoltre, i paesaggi, le metropoli e gli scatti di denuncia, che rivelano il suo sguardo di grande narratore e la capacità di cogliere, con ironia e leggerezza, i lati surreali e buffi anche nelle situazioni drammatiche.

Elliott Erwitt è nato in Francia da una famiglia di emigrati russi, nel 1928. Passa i suoi primi anni in Italia. A 10 anni si trasferisce con la famiglia in Francia e da qui negli Stati Uniti nel 1939, stabilendosi dapprima a New York, poi, dopo due anni, a Los Angeles. Nei primi anni '50, Erwitt, dopo aver soggiornato a Pittsburg, in Germania e in Francia, si stabilisce a New York, città che elegge sua base operativa. Dotato di flessibilità e spirito di adattamento, Erwitt ha viaggiato in tutto il mondo. Durante i suoi studi alla Hollywood High School, Erwitt lavora in un laboratorio di fotografia sviluppando stampe "firmate" per i fan delle star di Hollywood. Nel 1949 torna in Europa, viaggiando e immortalando realtà e volti in Italia e Francia. Questi anni segnano l'inizio della sua carriera di fotografo professionista. Chiamato dall'esercito americano nel 1951 continua a lavorare per varie pubblicazioni e, contemporaneamente, anche per l'esercito americano stesso, mentre soggiorna in New Jersey, Germania e Francia. La grande opportunità gli viene offerta dall'incontro, durante le sue incursioni newyorchesi a caccia di lavoro, con personalità come Edward Steichen, Robert Capa e Roy Stryker che amano le sue fotografie al punto da diventare suoi mentori. Nel 1953 congedato dall'esercito, Elliott Erwitt viene invitato da Robert Capa, socio fondatore, ad unirsi a Magnum Photos, di cui diventa presidente nel 1968. Ancora oggi resta una delle figure leader nel competitivo mondo della fotografia. I libri di Erwitt, i saggi giornalistici, le illustrazioni e le sue campagne pubblicitarie sono apparse su pubblicazioni di tutto il mondo per oltre quarant'anni. Pur continuando il suo lavoro di fotografo Elliot Erwitt negli anni '70 comincia a girare dei film. Tra i suoi documentari si ricordano Beauty Knows No Pain (1971) Red White and Blue Glass (1973), premiato dall'American Film Institute e The Glass Makers of Heart (1997).

Negli anni '80 Erwitt produce commedie televisive satiriche per la Home Box Office. Dagli anni '90 fino ad oggi continua a svolgere un'intensa vita professionale che tocca gli aspetti più disparati della fotografia. Queste le sedi espositive più prestigiose dove Erwitt ha presentato i suoi lavori: The Museum of Modern Art di New York, The Chicago Art Institute, The Smithsonian Institution di Washington D.C., The Museum of Modern Art di Parigi (Palais de Tokyo), The Kunsthaus di Zurigo, il Museo Reina Sofia di Madrid, The Barbican di Londra, The Royal Photografic Society di Bath, The Museum of Art del New South Wales a Sidney.

A disposizione del pubblico, infine, una esclusiva pubblicazione curata da Erwitt stesso in collaborazione con Sudest57 e disegnata da Anders Weinar. Una collezione di stampe rilegate ed amovibili, ciascuna con testi inediti di backstage, scritti da Biba Giacchetti che collabora con Erwitt da circa 20 anni.

L'allestimento dell'esposizione, perfettamente adattato agli spazi assai insoliti della Torre del Castello dei Vescovi di Luni, è stato curato dall'architetto Peter Bottazzi, già allestitore di numerose gallerie d'arte, musei e mostre in tutta Italia.

(Sede espositiva: Torre del Castello dei Vescovi di Luni, Piazza Querciola – Castelnuovo Magra). Orari: Dal 12 Giugno al 13 Settembre, aperto dal martedì alla domenica: dalle 10.00 alle 12.30 e dalle 17.30 alle 22.30. Chiuso il lunedì. Dal 14 Settembre all'11 di Ottobre, aperto dal martedì alla domenica: dalle 10.00 alle 12.30 e dalle 16:00 alle 19:30. Chiuso il lunedì. Biglietti: intero: € 7, ridotto: € 5 (minori dai 10 ai 17 anni; ultrasessantacinquenni; gruppi di almeno 10 persone; residenti a Castelnuovo Magra; studenti fino a 26 anni). Gratuito: minori di 10 anni; guide turistiche. Informazioni Tel. 0187/693837; Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

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