Muri pericolosi e crepe, il Convento di Monterosso ha ancora bisogno di aiuto In evidenza

"Ripariamo il paradiso di Monterosso" è questo l'accorato slogan lanciato nel marzo 2013 dai frati cappuccini e rivolto a tutte le persone desiderose di dare una mano.

Mercoledì, 01 Aprile 2015 11:31
E il cuore si è smosso: tante persone hanno dimostrato il proprio affetto e la propria generosità. Dal 2013 ad oggi sono stati due anni di incontri, di collaborazioni e di grandi testimonianze arrivate da mille canali: dai bambini di Monterosso che vendevano spremute di limoni a favore del convento ad iniziative solidali di ogni tipo. "Il primo sentimento e le prime parole che vengono dal cuore sono di profonda e commossa gratitudine per tutti coloro che ci hanno creduto, sostenuto, aiutato" dice padre Renato "Il censimento ci ha permesso di sollevare gli animi da lungo tempo preoccupati e riaccendere la speranza per la sorte che è stata riservata al luogo in questi ultimi anni".
I problemi del convento restano tuttavia gravi e si lancia un appello: il paradiso ha bisogno di urgenti interventi; i muri perimetrali sono a tratti diventati pericolosi, ampie crepe si sono aperte, l'acqua dopo le alluvioni ha trovato nuove vie di accesso e minaccia l'integrità del colle su cui sorge il convento. Sono necessari al più presto interventi e lavori. Mancano i fondi per realizzarli. Il finanziamento ricevuto da Intesa Sanpaolo grazie al censimento del FAI è solo un inizio che ci rincuora, ma che non è sufficiente per tutto quello di cui il bene storico, artistico e spirituale ha bisogno.
E' necessario lanciare una campagna di crowdfunding sia a livello nazionale che internazionale per sostenere il convento e per raccogliere i fondi necessari alla sua messa in sicurezza prima che sia troppo tardi. Il video con il drone è un contributo di partenza che potrà permettere a tutti di entrare ancora di più a scoprire la bellezza di questo luogo.

"L'esser riusciti a riunire migliaia e migliaia di persone all'insegna della salvaguardia di un territorio e di un bene che sono in pericolo – conclude padre Renato - significa prima di tutto aver dimostrato che gli italiani, tanti italiani in modo disinteressato e volontario, sono pronti a unirsi per portare avanti un ideale in cui credono. In questo caso non è semplicemente l'alto valore artistico del nostro patrimonio culturale ad essere premiato, ma ciò che ha davvero vinto è il cuore grande degli italiani che credono nel forte valore civile  della salvaguardia e, unendosi attorno a un luogo da conservare per le future generazioni". L'Italia è un bel paese, di cui San Francesco, paladino della pace e padre dell'Ordine dei Frati Cappuccini è il patrono. Facebook: ripariamo il paradiso di Monterosso.

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