La radio nel '900: da Marconi al Tablet In evidenza

Martedì 11 marzo alle 11 al Museo Tecnico Navale della Spezia, vi sarà una conferenza stampa tenuta dal Capitano di Vascello Silvano Benedetti Direttore del Museo e da rappresentanti della Sezione locale dell'Associazione Radioamatori Italiani per presentare la mostra che ripercorre l'evoluzione delle telecomunicazioni dagli albori ai giorni nostri.

Domenica, 09 Marzo 2014 06:48

Il progetto parte dagli esperimenti che Marconi fece proprio alla Spezia nel luglio 1897 con la Regia Marina e per i quali furono messi a disposizione la base navale ed il suo Arsenale. Poco dopo iniziarono le installazioni su unità navali e stazioni a terra, l'organizzazione di un servizio di comunicazioni radio e l'apertura della prima scuola al Varignano. Il Museo Tecnico Navale e l'Associazione Radioamatori Italiani presentano gli apparati relativi ai primi esperimenti di Marconi, costruiti nelle officine dell'Arsenale, e apparati militari e civili di epoche successive che ci raccontano la storia di un secolo attraverso la rapida evoluzione della tecnologia radio che aprì le porte agli attuali dispositivi tascabili - cellulari, tablets e smatphone - che ci hanno trasformato tutti, a nostra insaputa, in operatori radio. All'interno della mostra, che sarà inaugurata sabato 15 marzo alle ore 11.30, saranno inseriti numerosi eventi che si concluderanno il 26 settembre con la "Notte europea del ricercatore", dedicata alla macchina cifrante Enigma.

 

....it may some day be possible for messages to be sent to such distant lands by means of a very small amount of electrical energy, and therefore at a correspondingly small expense.
G. Marconi, Nobel lecture, December 11, 1909

L'idea nasce dalla proposta del Museo Tecnico Navale della Spezia di organizzare, in stretta collaborazione con la Sezione locale dell'Associazione Radioamatori Italiani, una mostra che ripercorra l'evoluzione delle telecomunicazioni, cioè della comunicazione a distanza, dai suoi arbori ai giorni nostri. Il progetto parte ovviamente da Marconi e dagli esperimenti che fece proprio alla Spezia nel luglio 1897, i quali determinarono il passaggio della sua invenzione da applicazione commerciale ad applicazione militare. Invitato infatti dal Ministro della Marina, Ammiraglio Benedetto Brin, a fornire una dimostrazione del suo apparecchio, gli furono poi messi a disposizione la base navale della Spezia ed il suo Arsenale per approfondire gli esperimenti; la Regia Marina credette fin da subito nelle potenzialità del nuovo mezzo di comunicazione e la preziosa collaborazione proseguì anche negli anni successivi, tant'è che lo scienziato fu arruolato nella Regia Marina come ufficiale della Riserva. Già nel 1901 Marconi dimostrò le potenzialità delle comunicazioni radio a grande distanza, superando l'Oceano Atlantico utilizzando il "coherer" a goccia di mercurio, dispositivo sviluppato dalla Regia Marina nei laboratori dell' Accademia Navale di Livorno ad opera del TV Luigi Solari e del sottufficiale semaforista Castelli. Iniziarono così le installazioni operative su unità navali e stazioni a terra, nonché l'organizzazione di un servizio di comunicazioni radio e l'apertura di scuole per l'addestramento del personale (la prima al Varignano – La Spezia), fino all'istituzione della categoria "radiotelegrafisti" nel 1913. La Regia Marina istruiva anche il personale per la marina Mercantile e, fino alla fine del secondo conflitto mondiale, gestì con proprio personale le stazioni radio costiere anche per il traffico di corrispondenza commerciale e per i servizi di sicurezza della navigazione. Il Museo Tecnico Navale e l'Associazione Radioamatori Italiani presentano alcuni apparati relativi ai primi esperimenti di Marconi, costruiti nelle officine dell'Arsenale, e apparati militari e civili di epoche successive che ci raccontano la storia di un secolo caratterizzato da vicende politiche, sociali ed economiche particolari, da eventi di risonanza mondiale ma soprattutto da guerre sanguinose e crisi politiche che hanno coinvolto i Paesi occidentali quasi senza soluzione di continuità.Un percorso storico rivissuto attraverso la rapida evoluzione degli apparati radio, della cui nascita il "nostro" golfo ed il "nostro" Arsenale furono protagonisti, fino al crollo del Muro di Berlino del 1989, la fine della "Guerra Fredda" e la dissoluzione dell'Unione Sovietica; eventi questi ultimi che coincisero anche con la fine dell'impiego operativo della radiotelegrafia e del codice Morse, soppiantati dalle comunicazioni satellitari e dai computers che aprirono le porte agli attuali dispositivi tascabili coem cellulari, tablets e smatphone. Essi consentono a tutti noi di essere costantemente in contatto con il mondo, ovunque ci troviamo, e, grazie alla spinta semplificazione della manualità dell'utente, ci hanno trasformato tutti in operatori radio senza bisogno di corsi e scuole particolari.

Alla mostra saranno collegate diverse attività che vedranno come protagonista il Museo Tecnico Navale e la Sezione ARI della Spezia, con un calendario di eventi significativi ai quali saranno collegate conferenze a tema:
- 14 marzo Inaugurazione della mostra
- 15 marzo Notte bianca
- 22 – 23 marzo Visita del FAI alla Base navale e allo stand dell'ARI presso il Museo Tecnico Navale
- 7-8 giugno Museum ships week end – contest
- giugno Presentazione libro su Guglielmo Marconi scritto dall'Amm. Giuseppe Celeste
- 26 settembre Notte europea dei ricercatori – Evento ENIGMA

Un'importanza assai maggiore è legata, a mio parere, alla possibilità fornita dalla radio di scambiare comunicazioni ovunque i corrispondenti possano essere situati, sia nel mezzo dell'oceano, che sul pack ghiacciato del Polo, nelle piane del deserto oppure sopra le nuvole in aeroplano!

G. Marconi, 1937

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