Uno spezzino sbarca a "Un posto al sole" In evidenza

di Malvina Podestà

LA SPEZIA - E' Matteo Taranto, spezzino doc, classe 1976, il nuovo arrivo nella popolare serie tv "Un Posto al Sole". L'attore si è già fatto notare in produzioni significative a livello nazionale come Mine Vaganti di Ferzan Özpetek, Ameriqua, a fianco di Alec Baldwin, Glenn Close e  Giancarlo Giannini, e in seguitissime serie tv come  Il bello delle donne, R.I.S, Amanti e Segreti. Per la Gazzetta della Spezia l'intervista  alla nuova promessa italiana.

Mercoledì, 25 Luglio 2012 19:50

Le cose migliori sono quelle che iniziano per caso, con un po' di incoscienza ma con tanta passione e grinta. E' così che Matteo Taranto ha iniziato la sua carriera da attore ed ancor prima ha scoperto la sua attrazione fatale per la recitazione.

" La mia prima volta sul palcoscenico fu durante una recita nel periodo del catechismo. Erano poche le parole che pronunciai, ma ricordo nettamente la sensazione provata su quel palco : quel misto tra vergogna, divertimento ed eccitazione. Fu al liceo che capii davvero la mia passione per la recitazione, quando frequentai il corso di teatro, inizialmente solo per rimediare qualche bel voto e compiacere la mia professoressa che teneva il corso".

E' così che Matteo si è avvicinato alla recitazione, un po' per caso, ma con la crescente consapevolezza che quella passione si sarebbe trasformata in un lavoro, in una vocazione, in uno stile di vita.

Dal 31 luglio per tutto agosto l'attore spezzino sarà nelle nostre tv  con la serie "Un Posto al Sole".

D: Matteo quale sarà il tuo ruolo ? E com'è stato recitare in una serie dal successo decennale?

R:  Il mio personaggio sarà quello di Alessio Monesi, una figura che avrà a che fare molto da vicino con il dottor Simone Torino. All'inizio può spaventare l'idea di inserirsi in un team che lavora insieme da 16 anni, ma in realtà tutti mi hanno accolto nel modo migliore, con entusiasmo e disponibilità. Si è creato un rapporto di intesa ed amicizia, tanto che dopo otto ore di riprese si finiva la serata tutti insieme a cena. Inoltre ho amato lavorare in una città come Napoli. Io stesso ho radici napoletane da parte paterna e da buon spezzino amo tutte le città di mare.

D: Quella di "Un posto al sole"  non è che una delle tue esperienze significative a livello nazionale. Un capitolo importante della tua carriera è stato il lavoro a teatro con Alessandro Gassman...

R: Certo, ho collaborato per 5 anni con Gassman, in due spettacoli seguitissimi e molto apprezzati anche dalla critica, "La parola ai giurati" e "Roman e il cucciolo". Quest'ultimo si è aggiudicato anche  l'Ubu  come miglior spettacolo dell'anno 2010 e mi ha portato a recitare anche sul palcoscenico della mia città.

D: Proprio per quanto riguarda "Roman e il suo cucciolo" c'è una novità per quest'autunno..

R: Sì lo spettacolo è infatti diventato un film, opera prima di Alessandro Gassman come interprete e regista. Il mio personaggio, ovvero quello di  Dragos, un pappone rumeno cocainomane, è stato ampliato ed affiancato dalla  bellissima Madalina Diana Ghenea. Le riprese del film si sono già concluse ed parteciparà al Festival del Film di Venezia o di Roma. Probabilmente seguirà l'uscita nelle sale nell'autunno.

D: Parliamo dei tuoi inizi. La tua formazione è stata importante? E dopo gli studi sei riuscito subito a lavorare?

R: Credo che una formazione seria ed approfondita sia indispensabile.  Il teatro Stabile di Genova è stata la mia scuola; ho deciso di partecipare al provino quando ero iscritto alla facoltà di scienze dell'educazione di Genova. Su 350 ragazzi sono riuscito a passare e così ho iniziato i miei studi. Conclusa la scuola e dopo alcune esperienze teatrali a Genova ho deciso di volermi confrontare con la macchina da presa e così ho scelto la strada per Roma. La fortuna ha voluto che ricevessi subito un importante ruolo da protagonista nel film "Paz" e poi sono seguiti altri ruoli in lungometraggi e serie tv.

D: Oggi come ti destreggi  nel tuo lavoro e come ti muovi per trovare nuovi ruoli?

R: Ho un importante agente di cui mi fido molto, lo stesso di Alessandro Gassman e Raul Bova, che mi assiste e mi  propone ai vari registi. Per il resto devo dedicarmi alle pubbliche relazioni e spesso trascorro il mio tempo nell'attesa e nella speranza che squilli il telefono per ricevere qualche buona notizia di lavoro.

D: Per inseguire i tuoi sogni e per il tuo lavoro sei diventato un romano d'adozione. Qual è il tuo rapporto con la tua città natale?

R: Trasferirmi a Roma non è stato semplice, specie all'inizio. Mi mancavano i miei affetti e soprattutto la mia città di mare, con i suoi luoghi tipici e i suoi sapori. Ora mi sono abituato ai ritmi e alla vita nella capitale, ma quando posso, specie in estate, torno a Spezia dalla mia famiglia. Nei miei futuri obiettivi c'è proprio quello di fare qualcosa per la mia città, proporre qualcosa per il teatro e per il cinema, aprire le porte ai ragazzi. Sarebbe importante dare maggiori opportunità e ruoli di responsabilità anche ai giovani, pratica molto diffusa all'estero ma quasi sconosciuta in Italia!

D: Ris, Il bello delle donne, Amanti e Segreti, ora un Posto al Sole, e tante altre produzioni importanti. Il tuo sembrerebbe un cammino in piena ascesa ...

R: Molti sono stati i momenti gratificanti e le soddisfazioni da quando ho intrapreso il lavoro da attore. Ma non dimentico anche molte delusioni e sofferenze.  Decidere di lavorare nel mondo dello spettacolo non è semplice, poche sono le certezze. Per molti figli d'arte o raccomandati la strada è più facile. Io sono sempre stato fiero di aver ottenuto i miei traguardi grazie a meriti personali e sacrifici.

D: Quale consiglio o suggerimento ti senti di poter dare a chi insegue il sogno di diventare attore?

R: Coraggio, determinazione, ottima preparazione, volontà di ferro e un briciolo d' incoscienza. Bisogna possedere tutto ciò per riuscire ad entrare in questo mondo. Oggi il nostro paese è a gambe all'aria e trovare un qualsiasi posto di lavoro sembra un'utopia. E' per questo che bisogna essere anche un po' folli per scegliere questa vita, come i grandi campioni di motociclismo che sembra quasi non si rendano conto di andare a 350 km orari, rischiando le penne ad ogni gara. Il lavoro dell'artista non da certezze. Ho imparato a vivere alla giornata e amo il mio lavoro ma non so se sarà questo per tutta la vita. Dopotutto le persone più interessanti che conosco a vent'anni anni non sapevano che fare della loro vita e i quarantenni più interessanti che conosco ancora non lo sanno.

(22 luglio 2012)

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