Un sarzanese sulla strada delle ossa In evidenza

di Beatrice Mencarini

 

SARZANA ‒ Un giovane sarzanese, sotto lo pseudonimo de L'Azzurro, è partito per un viaggio estremo on the road attraverso la Russia, da Magdan a Costanza.

Venerdì, 20 Luglio 2012 17:05

Clemente Perazzo, classe 1983, insegnante di italiano e spagnolo in Lituania, ma nato e cresciuto a Sarzana, è il personaggio che sulla rete spopola come "L'Azzurro". I suoi video su Youtube e un blog (http://www.lazzurro.org) che aggiorna con i suoi report di viaggio sono i mezzi di comunicazione e promozione di questo sarzanese che sul viaggiare sta costruendo la sua vita. Nei suoi continui movimenti si intravede una vera vocazione che da sempre lo ha reso fedele a un'idea di viaggio come percorso di arricchimento individuale e sociale che preveda un continuo contatto con le realtà, le culture e le persone incrociate durante il suo cammino. Già da adolescente appassionato di alpinismo, scalate e montagne, ha affrontato moltissime volte i quattromila metri. Dopo anni di ininterrotta sfida alla verticalità Clemente ha scelto una nuova modalità per mettersi alla prova, per sfidare se stesso e i propri limiti. E così è nato il Progetto Sette stelle: un progetto di viaggio che comprende sette itinerari e che unisce, attraverso 128 paesi e una linea immaginaria di 360.000 chilometri, il maggior numero di territori, di climi, di popolazioni, di usanze possibili. Tutto questo per portare un messaggio di fratellanza tra le persone più diverse, per favorire il contatto tra le culture, per creare sinergie e soprattutto per contrastare il diffondersi della paura dell'Altro, tratto tipico della nostra società.

Sette itinerari dunque, ognuno dei quali con una storia particolare, entrati come status symbol nell'immaginario collettivo: oltre alla Strada delle ossa + Transiberiana, l'Azzurro ha in programma di percorrere la Via della seta, la Karakorum Highway, la via degli Hippy, e di attraversare America, Africa e Oceania.

Le regole del viaggio sono semplici: 1) Non avere fretta. 2) Non usare mezzi propri, né aerei o treni. L'unico modo accettato è l'autostop, la bicicletta, i remi o i propri piedi. 3) Non dormire in luoghi in cui bisogna pagare per esso. L'Azzurro può contare sulla propria tenda e sull'aiuto offerto dalle persone contattate tramite www.couchsurfing.org o conosciute in loco. 4) Le regole sono state fatte per essere infrante.

La tecnologia non sarà mai usata in modo da interferire con la riuscita generale del viaggio, ma solo per comunicare e testimoniare le proprie esperienze.

Adesso Clemente si trova nell'estremo Nordest della Russia, in viaggio tra la Siberia e la Jacuzia, sulla Strada delle ossa (Kolyma road), una strada lunga 2000 chilometri costruita durante la colonizzazione stanliniana della Siberia dai prigionieri dei gulag. Il tetro soprannome deriva dal gran numero di prigionieri che sono morti durante la sua costruzione e le cui ossa sarebbero state impastate alla terra e alla ghiaia. Le pessime condizioni della strada e le rigidissime condizioni climatiche unite ad una zona totalmente selvaggia, sotto sviluppata e scarsamente popolata rappresentano la giusta sfida che l'Azzurro aspettava da tempo.

Per seguire le sue avventure: http://www.lazzurro.org/.

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