Intervista a Matteo Melley: Festival della Mente, i perché di un successo In evidenza

di Gianluca Solinas

Dieci anni di Festival della Mente a Sarzana, un successo innegabile e la Fondazione Cassa di Risparmio della Spezia protagonista: chiediamo al Presidente Matteo Melley i perché di questo successo.

Giovedì, 18 Luglio 2013 10:08

"Direi che il bilancio possiamo farlo su due fronti: il primo è quello dell'unica manifestazione sul territorio che ci ha proiettato a livello nazionale con indubbio successo direi indiscutibile non ci sono confronti, un pubblico affezionato, non solo per le quarantamila presenze ma un pubblico che ormai aspetta questo evento e torna ogni anno sempre più numeroso, diciamo che lo mette in agenda, l'altro aspetto è che i nostri numeri sono reali e verificabili e negli eventi culturali non è sempre cosi. Un altro vero successo del festival è che si tratta ormai di un evento che appartiene al nostro territorio,non si tratta di un'iniziativa calata dall'alto, ideata dall'esterno col rischio che il territorio non partecipasse attivamente e questo rischio l'abbiamo scongiurato, il territorio partecipa eccome, riceviamo continue sollecitazioni da ambienti e operatori culturali, scuole, che ci propongono idee, iniziative e questo ci da molta soddisfazione. E' un festival che appartiene sicuramente a Sarzana e a tutto il territorio provinciale, Sarzana perché è il luogo più adatto, come tipologia urbana, storia, accoglienza, i nostri autori, importanti e prestigiosi, spesso si fermano e approfittano dell'accoglienza e dell'atmosfera che si respira e si vive qui a Sarzana nei giorni del festival, si fermano ad ascoltare gli altri interventi, li trovi nei bar a prendere il caffè discutendo con chi la sera prima era ad ascoltarli sotto il palco e ci stanno volentieri cosi come spesso e volentieri tornano da noi".

 

"Ci sono occasioni, e quest'anno ne cito una ad esempio e cioè il confronto fra Padre Bianchi e Massimo Cacciari, dove gli autori hanno proprio la voglia di confrontarsi con altri, e questa particolarità è dovuta al fatto che il clima, l'ambiente, l'atmosfera di Sarzana lo rende piacevole, piacevole il dibattito, il confronto, l'avere un pubblico attento e interessato. Un habitat unico insomma".
"Indubbiamente il Festival della Mente ci ha cambiato, parlo della Fondazione, avremmo potuto semplicemente contribuire economicamente come di solito fanno le Fondazioni, invece ci siamo integrati dapprima nelle precedenti edizioni e da quest'anno siamo noi a curare tutta l'organizzazione dell'evento. Questa cosa ci ha cambiati, sotto diversi punti di vista, anche all'interno, i ruoli, l'impegno, e la soddisfazione di offrire direttamente opportunità di lavoro ad alcune persone capaci e necessarie a renderci capaci di svolgere questo ruolo impegnativo, soprattutto voglio sottolineare che viviamo l'evento come un investimento culturale, noi vogliamo misurare il nostro investimento sul piano della ricaduta socio-culturale che esso comporta, abbiamo fortunatamente passato l'epoca nella quale si diceva che con la cultura non si mangia, ora sappiamo bene che la cultura è una fonte di sviluppo e di crescita, quello che secondo me non è ancora chiaro è il come si investe in cultura, non vogliamo elevarci a modello ma il Festival della Mente è sicuramente un piccolo esempio di come si investe: sono circa sei edizioni che il budget complessivo non aumenta e questo è un segnale ben preciso, il gigantismo non paga, il nostro budget da circa cinquecentocinquantamila euro è sostenibile e questo dimostra che si può investire anche e soprattutto in tempi di crisi. I nostri eventi sono misurabili nell'affluenza come dicevamo prima proprio perché non sono gratuiti, questo perché secondo noi devono attirare solo chi è interessato agli argomenti che si affrontano e questo ci da modo di essere consci dell'interesse che suscita la manifestazione. Ha intorno a se delle strutture tipiche da azienda, analisi di mercato, ricerca, capacità di cercare i servizi migliori, la promozione, un piccolo esempio di ciò che dovrebbe essere un impresa culturale".
La realtà di un ente, la Fondazione, che ha basi politiche, se vogliamo dirla tutta, anche quelle, caso unico in provincia per quanto riguarda enti che gestiscono fondi importanti, non legate alla maggioranza, comunque un ente che funziona ed ottiene risultati; polemicamente, visti i risultati scarsi volendo usare un eufemismo, che il paese ottiene dai propri amministratori, come ci riuscite?
"Certo che la politica c'è, anche qui, ma noi ci fregiamo del fatto di essere un ente terzo, autonomo, e questo è dovuto al fatto che non siamo eletti, non dobbiamo cercare il consenso, abbiamo uno statuto che prevede le cariche in vigore per sei anni, questo perché hanno un valore temporale superiore a qualsiasi amministratore pubblico e quindi, anche nel caso, mancherebbe poi il riferimento politico, non siamo autoreferenziali, siamo autonomi e questo ci consente di poter avviare progetti che non devono per forza rispondere a logiche di mercato o di immediato consenso, l'iniziativa ad esempio che abbiamo denominato "Lo Spazio Inventato. La Spezia - Scalinate" e che coinvolge la gente sulle scalinate storiche è un piccolo progetto culturale che la prima serata ha dato un risultato sulle sessanta persone. Quale amministratore pubblico può investire su sessanta persone? Noi possiamo e vogliamo perché non vogliamo riempire le piazze al primo colpo, possiamo investire anche sull'avanguardia. Abbiamo introdotto una norma recentemente per la quale non si può entrare in qualsiasi carica all'interno della Fondazione se negli ultimi due anni si sono ricoperte cariche o incarichi politici pubblici e non si può stare in Fondazione come amministratori e candidarsi allo stesso tempo per cariche pubbliche. Da noi funziona cosi, altri (Monte dei Paschi n.d.r) lo stanno pensando adesso".
Un programma a dir poco eccezionale, relatori di primo livello. Moltissimi temi importanti e difficili per cosi dire da affrontare per il grande pubblico.
"La prima cosa che va esaurita in termini di biglietti prenotati, sono gli "Approfonditamente", i nostri approfondimenti su temi specifici che durano in media quattro ore, non è facile fare dei seminari da quattro ore d' estate su temi complessi, vuol dire che ne hanno proprio voglia, che c'è bisogno di trattare questi temi e che sia i relatori che il pubblico hanno entusiasmo. Uno dei propositi è quello di fare emergere un'altra Italia, quest'Italia c'è, si entusiasma, partecipa, paga pure il biglietto, e poi non dimentichiamo i ragazzi, i volontari delle scuole spezzine che danno un contributo enorme e che in cambio ricevono un imput, un carico di esperienza ed entusiasmo che siamo anche in grado di quantificare, abbiamo misurato la ricaduta sui giovani e le reazioni e l'apprendimento sono ad alti livelli, soprattutto quest'anno alcuni di loro avranno la possibilità di partecipare leggendo al pubblico il libro di Giulia Cogoli "100 parole per la mente", durante le serate e gli eventi".
A proposito di Giulia Cogoli direttrice del Festival e di Alessio Cavarra Sindaco di Sarzana?
"Di Alessio Cavarra mi ha molto colpito e entusiasmato l'idea di creare l'associazione Amici del Festival della Mente, sarebbe il miglior tassello per celebrare il decennale, con un po' di retorica dico sempre che i festival non appartengono ai presidenti di fondazione ai direttori o ai sindaci ma alla popolazione ed al territorio e quale miglior occasione della creazione di un associazione che rappresenti e testimoni proprio questo tema?
Su Giulia Cogoli, che non ha certo bisogno della mia presentazione, mi colpisce sempre di più la sua estrema capacità di stupire, le idee e i progetti che ha, la passione creativa, la credibilità di cui gode sono caratteristiche che la rendono unica davvero. Ci sono personaggi che vengono al Festival solo perche' c'è Giulia, Virgilio Sieni che danza insieme ai vecchi partigiani sarzanesi, i fratelli Servillo insieme su palco, e non sarebbe una gran novità se non fosse che Tony canta e il fratello recita le poesie, il grande filosofo Bernard-Henry Lèvy, che non ha mai fatto una conferenza nel nostro paese, viene e partecipa perché c'è Giulia Cogoli".
Appuntamento allora alla decima edizione del Festival della Mente a quell'Italia che come recita il programma: Crede che la cultura sia il nutrimento migliore.

 

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