L’Adorazione dei Pastori di Perugino al museo Lia In evidenza

In collaborazione con la Galleria Nazionale dell’Umbria

Venerdì, 13 Dicembre 2019 12:18

 

 Eccezionalmente concessa in prestito dal 15 dicembre fino al 15 marzo verrà esposta al Museo Lia la splendida e iconica Adorazione dei Pastori, eseguita da Perugino per il complesso monastico di Sant’Agostino di Perugia a partire dal 1502. La grande tavola, tra i dipinti celebri del Rinascimento, era in origine lo scomparto centrale del polittico a due facce, composto da circa trenta tavole dipinte dal Maestro e dalla sua bottega e poi smembrato e parzialmente disperso, le cui parti superstiti sono oggi conservate in musei italiani, francesi e americani. Elemento principale di questa enorme macchina pittorica, una delle più grandi e più complesse del primo Cinquecento italiano, la grande Adorazione dei Pastori rappresenta uno dei vertici assoluti della pittura rinascimentale, concepita per celebrare la nascita e il battesimo di Cristo, in compagnia dei santi cari agli Agostiniani e ai protettori di Perugia. La mostra si avvale del contributo scientifico del Direttore della Galleria Nazionale dell’Umbria Marco Pierini e sancisce un’ulteriore collaborazione con quella Istituzione museale, avviata con la recente mostra dedicata al Pollino e poi rinnovata con la concessione di prestito della tavola di Bartolo di Fredi di pertinenza del Museo Lia alla mostra monografica dedicata a questo artista, che si terrà a Perugia nel 2020.

“Un grande onore per la Città della Spezia ospitare per tre mesi e la preziosa tela del Perugino, “Adorazione dei Pastori di Pietro Vannucci”, frutto di un prestito della Galleria Nazionale dell’Umbria. Ha dichiarato il Sindaco della Spezia Pierluigi Peracchini - La mostra “Perugino. L’adorazione dei Pastori” è occasione per inaugurare il periodo culturale natalizio spezzino e di andare alla riscoperta del nostro “piccolo Louvre” impreziosito dalla delicatezza della mano di uno dei maggiori pittori italiani del Quattrocentro. Nella tela dell’Adorazione, ognuno potrà avere un riscontro di verità nelle parole di John Ruskin che così lo descrivono: “Nel Perugino non c’è tenebra, nessun errore. Qualsiasi colore risulta seducente, e tutto lo spazio è luce. Il mondo, l’universo appare divino: ogni tristezza rientra nell’armonia generale; ogni malinconia, nella pace”.

Quel senso di pace e di tranquillità che sono messi in scena nell’Adorazione è una perfetta occasione di dialogo con le opere della collezione Lia, vero e proprio vanto della Città della Spezia. Il Perugino, infatti, arricchisce la collezione presente e, in particolare, offre la possibilità di una riflessione artistica profonda sui dipinti fra il Quattrocento e il Cinquecento esposte.

Un prezioso regalo di Natale alla Spezia, inaspettato, il Perugino , che conferma con il suo arrivo la centralità e l’importanza del Museo Lia nel panorama culturale italiano.”

Come scrive Andrea Marmori nella presentazione dell’opera i pastori divengono “tramite tra il mistero del divino e l’intera umanità, si dispongono sul fondo, al centro, come a chiamare lo spettatore a partecipare in uguale misura all’evento posto in primissimo piano, in uno scambio partecipato e assorto di cui resta protagonista il Figlio di Dio”. Pietro Vannucci, detto poi il Perugino, nasce intorno al 1450 a Città della Pieve, vivace centro umbro a contatto con la Toscana. Nel 1472 è a Firenze, a bottega da Andrea Del Verrocchio, dove condivide il suo alunnato con Leonardo, Sandro Botticelli, Francesco Botticini, Lorenzo di Credi, tra gli altri, in un ambiente vivace e stimolante, dove agli insegnamenti teorici si assommano le suggestioni della pittura fiamminga, che a Firenze circolava, e la seduzione della tecnica della pittura a olio, la cui resa smaltata era quasi del tutto sconosciuta in Umbria. La decorazione del Collegio del Cambio a Perugia, eseguita tra il 1497 e il 1500, è tra le più spettacolare imprese di tutto il Rinascimento, e segna il suo definitivo trasferimento nella città umbra. Nonostante il pubblico che per oltre vent’anni l’aveva conteso e idolatrato lo stia lentamente abbandonando, il maestro in questi anni esegue alcuni dei suoi massimi capolavori, tra i quali proprio il polittico per gli Agostiniani di quella città, la cui tavola principale del verso è appunto L’Adorazione dei pastori oggi presente in mostra.

Insomma, un’occasione eccezionale che consente di ammirare al Museo Lia un vero capolavoro della cultura figurativa di ogni epoca.

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