"Immacolata Con(trac)cezione", un Open Day di solidarietà dell'Uaar In evidenza

Domani 8 dicembre, dalle 11.30 alle 13.30, il circolo Uaar della Spezia terrà aperta la sua sede di via del Canaletto 159 alla Spezia

Sabato, 07 Dicembre 2019 16:41

Dopo le polemiche e gli attacchi mediatici sulla goliardica iniziativa dei collettivi universitari dell’Alma Mater Studiorum di Bologna, che hanno organizzato un party definito nientemeno che“blasfemo” dal senatore Pillon (qui), domani 8 dicembre, dalle 11.30 alle 13.30, il circolo Uaar della Spezia terrà aperta la sua sede di via del Canaletto 159 alla Spezia, con un’iniziativa gemella di quella bolognese, organizzata in solidarietà ai gruppi studenteschi incriminati. Verranno distribuiti al pubblico preservativi e materiale informativo e verrà offerto un brindisi di solidarietà agli studenti bolognesi.

Anche l’evento spezzino (qui) reca il titolo incriminato “Immacolata Con(trac)cezione” e riporta in locandina la stessa immagine di Maria Mediatrice (che è un soggetto del pittore scomparso Elis Romagnoli) rielaborata nella versione satirica che, con il titolo, è costata ai gruppi studenteschi la triste accusa mediatica di “blasfemia”.

L’iniziativa del circolo Uaar della Spezia è volutamente provocatoria perché, nel terzo millennio, fa venire i brividi sentire gente che grida ancora alla blasfemia, per immagini e frasi satiriche. La blasfemia, con le leggi antiblasfemia che molti paesi applicano in modo più o meno truce, è quel terribile strumento che da secoli viene utilizzato per mettere il bavaglio alla libertà di pensiero, di parola e di critica. E la satira, si sa, è un mezzo sacrosanto della critica e della libertà di parola. Che piaccia o no.

È anche assurdo parlare di leggi antiblasfemia accettabili o più giuste di altre. Ovunque esse esistano ancora, pur nelle loro differenze tra le più crudeli e le meno invasive, tutte sono oggi un perverso residuo del retaggio culturale umano, da eliminare con il progresso sociale. L’Uaar, che non istiga alla bestemmia, proprio in nome di questo irrinunciabile progresso socio-culturale aderisce alla campagna internazionale “End Blasfemy” (qui), lanciata dall’ International Humanist and Ethical Union (qui). Perché la vera bestemmia è difendere il reato di blasfemia.

C’è poi un’altra assurdità che, visti i detrattori, si cela nell’attacco mediatico agli studenti bolognesi. È veramente inconcepibile che ancora oggi, nel 2019, non si sia ancora liberi di scegliere come vivere la propria sessualità in modo sicuro, senza che clericali e gruppi fondamentalisti-religiosi vogliano in ogni occasione infilarsi sotto le lenzuola delle persone, arrogandosi il diritto di parlare di "decoro" e di "schifezza", dettando una loro morale - spesso discutibile – , che deve essere obbligatoria per tutti, credenti e non.

Riteniamo, semmai, che la vera “schifezza” sia la mancanza di una seria educazione sessuale ed affettiva nelle scuole; la vera “schifezza” è lo stigma, la vergogna che viene imposta alle persone HIV+, tanto che ormai sempre meno giovani si sottopongono al test; la vera “schifezza” sono quei farmacisti che ancora negano l'accesso alla contraccezione d'emergenza.

La prevenzione passa anche da un'educazione laica e libera, una corretta informazione che deve essere accessibile a tutte e tutti e senza reticenze né pregiudizi.

Per tutti questi motivi, domani 8 dicembre, al circolo Uaar della Spezia festeggeremo “l'immacolata Con(trac)cezione”, in solidarietà ai collettivi universitari dell’Alma Mater Studiorum di Bologna.

Ingresso libero.

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