"StoneWallsForLife", al via il progetto di recupero e ripristino di sei ettari di muri a secco In evidenza

 Tra gli obiettivi inclusione sociale e replicabilità in altri siti del Parco e in Europa

Sabato, 09 Novembre 2019 12:12

 È stato presentato questa mattina nella Sala Polifunzionale del Comune di Vernazza StoneWallsforLife, progetto europeo che ha l’obiettivo di recuperare sei ettari di muri a secco nel territorio del Parco delle Cinque Terre. Erano presenti la vicepresidente Fabrizia Pecunia, il direttore del Parco Patrizio Scarpellini, e i partner che da luglio sono impegnati nella realizzazione del progetto.

“È significativo che oggi siamo a Vernazza, paese colpito dall’alluvione del 2011, per presentare StoneWallsforLife un progetto che può rappresentare una svolta per il nostro territorio e che ci offre l’opportunità di creare un modello di governance diverso - ha dichiarato Fabrizia Pecunia, vicepresidente del Parco nazionale delle Cinque Terre. Oggi abbiamo raggiunto la consapevolezza sull’importanza di mantenere e preservare i nostri muri a secco e quanto essi siano importanti per contrastare i cambiamenti climatici, ma la consapevolezza non basta. I partner che sono presenti oggi e che ci affiancheranno nel progetto saranno per noi un valido aiuto nel fornirci gli strumenti e per elaborare la giusta strategia”.

Patrizio Scarpellini ha invece sottolineato l’importanza della replicabilità del progetto e gli aspetti sociali che lo caratterizzano: “StoneWallsforLife nasce da anni di lavoro con la Fondazione Manarola e oggi presentiamo l’azione pilota con l’obiettivo di allargarla ad altre aree nei comuni di Vernazza e Monterosso. Siamo partiti con corsi di formazione per giovani disoccupati e rifugiati anche con l’aiuto degli agricoltori perché poi in fondo lo sbocco sarà quello, il recupero di terreni e di muri a secco”.

Prima di lasciare spazio ai partner per gli interventi tecnici è intervenuto Andrea Barrani, giovane agricoltore, che ha testimoniato l’amore per la sua terra nato quando è scomparso il nonno, viticoltore e costruttore di muri a secco: “la sua eredità è stata ulivi, vecchi vitigni e muri a secco. Quando ti rendi conto della fatica che hanno fatto i nostri vecchi non puoi rimanere indifferente e cosi ho scelto di non abbandonare questo patrimonio e di restare”.

IL PROGETTO: StoneWallsForLife è partito nel luglio del 2019 e si concluderà a luglio 2024. La proposta, finanziata nell'ambito del Programma LIFE ("Adattamento al cambiamento climatico") consiste in un progetto di recupero e mantenimento di circa 6 ettari di terrazzamenti con muri a secco e delle relative opere di regimazione idraulica nelle Cinque Terre, per migliorare la capacità di resistenza del territorio ai fenomeni meteorologici resi più estremi dal cambiamento climatico.

Nello specifico il progetto prevede di intervenire per il recupero dei terrazzamenti anche attraverso l'adozione di alcune metodologie innovative di rinforzo del terreno nell'area pilota individuate all'interno del Comune di Riomaggiore (anfiteatro di Manarola) grazie anche al dettagliato lavoro preparatorio dalla Fondazione Manarola; esso prevede inoltre l'avvio di corsi di formazione per operai da impegnare nella ricostruzione dei muri, un monitoraggio scientifico e tecnologico approfondito delle aree di progetto attraverso l'installazione di alcune stazioni di monitoraggio multiparametriche, lo studio di due ulteriori aree di intervento nei comuni di Monterosso e Vernazza per una potenziale replicazione dell'intervento e, come fortemente raccomandato dal LIFE, di sviluppare una strategia per la replicazione del progetto sul territorio e il trasferimento dell'esperienza acquisita in altri contesti dell'Unione Europea quali il Parc del Garraf (Provincia di Barcellona).

Il progetto comprende anche un importante aspetto sociale: la formazione di manodopera specializzata nella posa e nel mantenimento dei muri a secco, attraverso corsi didattici "sul campo", per far sì che questa conoscenza venga preservata e tramandata.

Il partenariato del progetto è composto da partner con professionalità diverse e complementari da il Parco Nazionale delle Cinque Terre che è leader capofila del progetto data la sua competenza e responsabilità nella tutela del territorio e del paesaggio; l'Università di Genova-DISTAV come partner scientifico sarà responsabile della analisi tanto dell'effetto del cambiamento climatico sul territorio quanto della valutazione e del monitoraggio delle azioni e dei risultati del progetto; Fondazione Manarola che ha già svolto una parte propedeutica al progetto, sarà direttamente coinvolta nelle attività di mobilitazione sul territorio; ITRB Group metterà a disposizione la sua esperienza nella redazione di proposte a programmi UE. Legambiente contribuirà all'analisi della replicabilità del progetto in altre località delle Cinque Terre e metterà in campo la sua esperienza in progetti di sostenibilità ambientale; Diputaciò Barcelona, partner internazionale, ha un ruolo chiave nella replicabilità del progetto in altre aree dell'Unione Europea con condizioni simili.

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