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Ecco le ultime notizie della Diocesi.

Domenica, 01 Settembre 2019 09:30

Un atlante della diocesi per preparare il futuro della diocesi

Venerdì scorso si è svolta a Cassego, nella casa diocesana del centro “San PioX”, l’annuale giornata sacerdotale di fine agosto. Vi hanno partecipato diverse decine tra sacerdoti e diaconi permanenti. Nel corso della giornata, sono stati ricordati quelli tra loro deceduti nell’ultimo anno, così come quelli che nel 2019 hanno raggiunto o raggiungeranno anniversari significativi della loro vita ministeriale.

La consueta relazione introduttiva è stata tenuta dal vescovo Luigi Ernesto Palletti ed è stata dedicata in modo particolare alle prospettive organizzative e strutturali della diocesi di fronte alla sfida della secolarizzazione e del progressivo calo delle vocazioni.

Il vescovo ha presentato anzitutto i risultati conclusivi di un primo lavoro volto alla ridefinizione dei confini delle parrocchie, alcuni dei quali non più rispondenti alla situazione oggettiva del territorio. Di questo lavoro, coordinato dal vicario generale monsignor Enrico Nuti, si era già parlato lo scorso anno. La novità è rappresentata ora dalla predisposizione – ed è la prima volta che ciò accade – di un “Atlante diocesano”, comprendente la suddivisione articolata del territorio in zone pastorali, vicariati e singole parrocchie. L’”Atlante” comprenderà anche numerose schede esplicative e le mappe topografiche dei confini, come ritoccati. Si tratta, come si comprende, di un cammino assai impegnativo, perché va a toccare assetti organizzativi talora plurisecolari, ma reso necessario dall’evolvere degli eventi, a cominciare dall’imponente fenomeno di ridistribuzione della popolazione residente avvenuto nel territorio spezzino nell’ultimo secolo.

Una seconda parte della relazione del vescovo è stata relativa alla presentazione e illustrazione del calendario pastorale 2019 – 2020. Il calendario, come sempre, ricalca quelli degli anni precedenti e comprende gli appuntamenti più significativi nella vita della diocesi. Monsignor Palletti si è poi soffermato ad illustrare il ruolo importante previsto per la figura del vicario foraneo (vicario urbano per la città capoluogo), tanto più nel contesto dei mutamenti di cui si è detto e di un sempre maggiore cammino di comunione tra le parrocchie della diocesi.

Infine, il vescovo ha fornito alcune indicazioni sul prossimo mese di ottobre, “mese missionario”: Papa Francesco ha stabilito infatti un rilancio di questo appuntamento, soprattutto nello spirito di una missione diffusa, anche nelle nostre parrocchie, che deve vedere impegnato ogni singolo battezzato.

Con lo sguardo rivolto a Maria

di Giuseppe Savoca

Tra le tante devozioni mariane, quelle di inizio settembre, nella diocesi della Spezia – Sarzana – Brugnato, sono da sempre tra le più significative. In molti santuari e chiese parrocchiali si celebra la Natività di Maria, e con essa anche altre devozioni, come la “Madonna delle Grazie”, la “Madonna della Pietà” o la “Madonna della Salute”. Concluso il periodo dell’estate, sia esso di riposo o di lavoro, si guarda ormai all’imminente autunno, e la tradizione vuole lo si faccia nel segno della Vergine.

Così, ogni vallata del territorio diocesano ha il suo santuario, e spesso più di uno, con tante celebrazioni previste per i prossimi giorni. Vediamo le principali, in vista di domenica prossima 8 settembre. Ad﷯Ortonovo alto﷯celebra la sua festa il santuario della Madonna del Mirteto, frequentato da sempre dalle popolazioni della Val di Magra e da quelle della zona di Carrara. Quest’anno, nella sera della vigilia, non potrà essere presente il vescovo Palletti, impegnato nel pellegrinaggio a Lourdes.

Alle 20.30 di sabato ci sarà comunque la processione dal paese al santuario, con al termine la celebrazione della Messa presieduta dal vicario generale monsignor Enrico Nuti. Numerose le Messe nel giorno seguente, al mattino ad ogni ora dalle 7 alle 11, e al pomeriggio alle 16, 17 ed alle 18, con la Messa e i Vespri di ringraziamento. Nel comune di Porto Venere, sulla riva di Ponente del Golfo spezzino, l’8 settembre è la festa del santuario della﷯Madonna delle Grazie﷯, nella borgata marinara omonima. Mercoledì 4 settembre un “prologo” importante ci sarà alle 20.30, con la processione che ricorda l’anniversario dell’incoronazione. Domenica prossima ci saranno al santuario Messe quasi ad ogni ora e, alle 11, la Messa solenne presieduta dal vescovo Luigi Ernesto Palletti. Numerose come sempre anche le iniziative collaterali: l’intero borgo è in festa. Per﷯San Terenzo al mare﷯, sulla sponda opposta del Golfo, l’8 settembre è invece la festa patronale della “Madonna dell’Arena”. Veniamo ora alla Val di Vara. Le celebrazioni più importanti saranno al santuario di﷯Nostra Signora di Roverano﷯, al centro della Valle. Venerdì prossimo, dalle 21 alle 24, Veglia notturna al santuario.

Sabato 7 settembre sarà invece celebrata la festa dell’Apparizione: alle 16.30, in particolare, offerta dei fiori alla Madonna e benedizione dei bambini e delle mamme in attesa. Alle 17, Vespri e processione, detta “degli ulivi” a ricordo del miracolo della loro fioritura. Alle 18.30 Messa solenne e Adorazione eucaristica. Il giorno dopo, domenica 8 settembre, si tiene la festa della Natività di Maria, con Messe ad ogni ora dalle 8 alle 12, alle 16, 18.30 e 21. Alle 17 Messa solenne del vescovo Luigi Ernesto Palletti. La domenica successiva sarà celebrata infine la festa del Nome di Maria. Sempre in Val di Vara, a Pieve di Zignago, nel comune omonimo, si festeggia domenica la ﷯Madonna del Dragnone, nel santuario posto sulla sommità di un colle, oggetto di antica venerazione da parte degli abitanti dell’alta valle.

A Sarzana si venera la”Madonna della Pietà”, nella chiesa del monastero delle monache Clarisse, dove molti fedeli si recano ogni anno in questa circostanza. La devozione è molto antica e risale al tempo in cui la chiesa era annessa al convento dei frati Cappuccini).

Altre celebrazioni si tengono a Ceparana (”Madonna delle Grazie”), a Corniglia (”Madonna delle Grazie”, nel santuario di San Bernardino). A Legnaro, nel comune di Levanto, si venera, nell’oratorio sottostante la chiesa parrocchiale, la ”Madonna delle Grazie” o “Madonna della Salute”: sabato prossimo, alle 20.30, Vespri e processione notturna con confraternite provenienti da tutta la Riviera e dalla Val di Vara, mentre domenica, alle 11, la Messa solenne sarà concelebrata da numerosi sacerdoti e parroci della zona.

La confraternita di Santo Stefano

Il 15 agosto 1469, 550 anni fa, nel borgo di Pontremoli, alla presenza del vescovo Antonio Maria Parentucelli, nipote di Papa Niccolò V, veniva fondata la “Societas Sancti Leonardi”, futura arciconfraternita di Santo Stefano Magra.

Da quel giorno il sodalizio religioso ha continuato senza interruzioni il suo lavoro, sino al Settecento con un vero e proprio “ospitale” per l’alloggio e per la cura dei pellegrini, e poi ancora con il suo oratorio e le sue tante attività. Per i 550 anni, d’intesa con il parroco monsignor Paolo Cabano, che è anche il cappellano, sono state predisposte varie iniziative che oggi raggiungono il loro culmine, alle 11, con la Messa solenne del vescovo Luigi Ernesto Palletti.

Al termine, processione per le vie del borgo con i grandi crocefissi lignei delle tante confraternite presenti. Nelle settimane scorse è stata allestita una mostra storica, che ha documentato la ricchezza delle attività e l’importanza del ruolo svolto dalla confraternita. Giovedì scorso, il parroco monsignor Cabano, doc

Andare incontro ai giovani

Sono sempre di più, in questi anni, i giovani e le giovani che utilizzano sostanze per “sballarsi”, senza tenere conto della pericolosità di quanto assumono. Aiutare le famiglie è dunque importante, così come lo sono le campagne di prevenzione e di informazione.

La prevenzione è infatti uno strumento educativo efficace, sia per i genitori sia per gli adolescenti. Per questo l’associazione “La famiglia”, da sempre vicina alle famiglie, organizza per dopodomani alla Spezia un incontro con il progetto “Com.Pro”, sigla che significa “community di protezione dei minori dalle dipendenze”.

L’incontro si terrà alle 10.30 nella sede al quarto piano di Casa Massà, in via Cadorna 24, insieme al consorzio Cometa, da anni presente in provincia accanto alle persone con fragilità sociale. “Com.Pro” è attuato dalle cooperative sociali Nuova Dimensione e Polis di Perugia, grazie al contributo economico del dipartimento per le Politiche antidroga ed alla collaborazione di Mo.Ca Future Designers, società cooperativa dell’Università di Firenze. Per informazioni telefonare al 393.1479654.

Mina con la fede oltre ogni limite

C’era tanta gente, venerdì scorso nella chiesa parrocchiale di Migliarina, a dare l’estremo saluto terreno a Maria Immacolata Mastrocinque, che tutti conoscevano coma “la Mina”.

Con lei, dopo una lunga malattia, affrontata sempre con la forza della fede e con il sorriso sulle labbra, se n’è andato un personaggio importante di quel variegato mondo della solidarietà e dell’amore per gli altri che rappresenta – in tempi difficili e troppe volte “urlati” – il sostrato profondo di una società spezzina che, purtroppo, solo in queste tristi circostanze sembra a volte riconoscere se stesse. Ma anche questa, come avrebbe detto Mina, è Provvidenza. Mina Mastrocinque Da Pozzo è stata alla Spezia una delle prime donne a indossare la divisa della Polizia di Stato. Collocata a riposo e rimasta vedova, decise di dedicare la sua vita agli altri, abbracciando l’ideale della consacrazione “secolare”, ovvero quello di una religiosa che, pur essendo tale, rimane nella propria esperienza di vita, e lo fece animando la comunità diocesana della “Faces”. E’ stata instancabile nei centri di ascolto Caritas, nell’impegno contro le povertà, materiali e spirituali, nella generosità verso gli altri.

Premio diocesano della bontà, quando il Comune le assegnò nel 2012 un riconoscimento “civico” scrisse nella motivazione «A Mina, generosa e infaticabile oltre ogni limite». Era vero, con la doverosa aggiunta – da lei stessa espressa al momento della cerimonia di consegna in sala “Dante” – che quelle doti le derivano dalla sua fede profonda, quella fede cristiana che l’ha guidata tutta la vita. Non a caso, infatti, fece tanto anche per la diocesi ed in particolare per la sua parrocchia di Migliarina, come per Ceparana.

La celebrazione funebre è stata presieduta da don Franco Martini, di cui è stata per tanti anni collaboratrice, presenti il parroco don Carlo Brizzi e numerosi altri sacerdoti: una celebrazione che, come scritto nel manifesto funebre, Mina aveva invitato tutti a vivere “con gioia”. Alla famiglia ed alla comunità consacrata della “Faces” le nostre condoglianze.

L'intuizione di San Colombano

Non ne abbiamo documenti diretti, ma la “grande permuta” di parrocchie tra Genova e Brugnato è difficile sia stata accolta con favore da tutti gli interessati. L’estate di mezzo millennio fa, quando nel 1519 si dette esecuzione alla bolla di Papa Leone X, dovette essere “calda” in particolare nei territori del Sestrese, aggregati a una diocesi considerata piccola, povera e montuosa. L’antichissima e nobile chiesa di Santa Sabina in Trigoso, ad esempio, resistette alla permuta, e nel 1599, come riporta Placido Tomaini, era ancora aperta sul punto una controversia tra le due diocesi.

Ma il vescovo brugnatese Filippo Sauli sapeva il fatto suo: rafforzare Brugnato non era solo il suo dovere di pastore, ma anche una garanzia per l’interesse religioso e insieme geopolitico di Genova e della Liguria. Se mai, qualche ulteriore malumore poteva registrarsi proprio a Brugnato, più piccola rispetto a Sestri, divenuto il centro più importante della diocesi anche sotto l’aspetto economico. Forse anche per questo, dopo la rinuncia del Sauli, per vent’anni, dal 1528 al 1548, non ci fu più un vescovo a Brugnato, ma solo amministratori apostolici, addirittura due cardinali, prima il genovese Gerolamo Grimaldi e poi il milanese Agostino Trivulzio.

A fine Cinquecento, poi, il Senato di Genova progettava addirittura di spostare la sede diocesana da Brugnato alla nascente Spezia. Malumori o meno, l’equilibrio raggiunto con la “grande permuta” si mantenne però per ben 440 anni, sino al 5 ottobre 1959. In quella data il vescovo di Luni Giuseppe Stella e quello di Chiavari Francesco Marchesani dettero esecuzione – presente l’arcivescovo di Genova Giuseppe Siri – ad una nuova importante permuta di parrocchie: il Sestrese passava per intero da Brugnato a Chiavari, mentre la Val di Vara andava alla Spezia, facendo coincidere il territorio diocesano con quello della provincia civile.

E alla Spezia andava anche la parrocchia di Porto Venere con le sue isole, compreso il Tino, già sede del santo Venerio, con quella che il vescovo Stella, nelle sue memorie, chiama “una restituzione doverosa”. In questo modo, nel territorio diocesano entravano i luoghi natali di ben due santi: Porto Venere, per l’eremita san Venerio, e Cerreta di Carro per il vescovo sant’Antonio Gianelli. Brugnato, dal 1822, non era più sede di un vescovo, essendo stata unita prima alla sede di Sarzana e poi a quella di Spezia. Ma è doveroso riconoscere come la sede monastica individuata quasi millecinqucento anni fa da san Colombano abbia rappresentato, in tutto questo tempo, un luogo baricentrico per comprendere le vicende religiose, ma anche civili e sociali del Levante della Liguria.
di Egidio Banti

La morte di suor Maria Eugenia

Un grave lutto ha colpito la comunità delle monache benedettine di Castellazzo. Alla clinica “Alma Mater”, dove era ricoverata da tempo, si è spenta infatti, all’età di novantuno anni, suor Maria Eugenia Figus. Nata a Cabras, in Sardegna, era entrata nel 1955 nel monastero di Rosano, presso Pontassieve, pronunciando nel 1960 i voti solenni. Il 7 gennaio 1966 venne alla Spezia, con il primo nucleo di monache del monastero di Santa Maria del mare a Marinasco, poi spostato a Castellazzo. La sua vita è stata intessuta di preghiera e di servizio per la comunità, dal lavoro nei campi a quello di cucina. Alla comunità monastica le nostre condoglianze.

Un ricordo spezzino di Papa Luciani

In occasione del 41° anniversario dell’elezione di Papa Giovanni Paolo I (Albino Luciani), l’artista spezzino Andrea Benedetto ha donato l’opera scultorea “Memorie” a lui dedicata, che sarà ora custodita nella casa natale del Papa, a Canale d’Agordo, nel Bellunese. L’opera è accompagnata da una pubblicazione illustrativa edita dalla casa editrice “L’aquilone”.

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