La montagna del meccanico di biciclette In evidenza

“Il cammino dell’alpinismo lento sui crinali per raccontare una passione divenuta un modo di vivere”

Mercoledì, 14 Agosto 2019 18:08

Il progetto dei cammini tra i Parchi del mare e della montagna, sviluppato dall’associazione Mangia Trekking, si va affermando anche come strumento narrativo di tante vicende connesse a persone e mestieri che nel rispetto della storia e della cultura, contribuiscono ad arricchire e tramandare le antiche tradizioni dei luoghi dell’entroterra. L’ultimo cammino dell’alpinismo lento “spezzino”, con salita sul Monte Prado, a quota m 2054 slm, posto sullo spartiacque dell’Appennino Tosco Emiliano, il cui crinale segna tra i comuni di Sillano Giuncugnano in Garfagnana e Ventasso nel Reggiano, è avvenuto per raccontare insieme al figlio Mirco, l’importante esperienza di Gino Vezzani, per gli amici “Ginetto”, il meccanico di biciclette, con una grande passione per la montagna. Il quale nel 1973 affiancò al suo lavoro, la distribuzione di attrezzature ed abbigliamento per andare, sulle vette innevate, con il giusto comfort.

Divenendo nel tempo, un rilevante riferimento per ogni sportivo interessato alla frequentazione della montagna a tutto campo. Le sue capacità artigianali e la passione gli permisero inoltre di divenire un acuto selezionatore dei migliori materiali per vivere le avventure all’aria aperta. Le conoscenze di Ginetto, divennero poco a poco, una realtà da tramandare, così dal 2011, il figlio Mirco prosegue e sviluppa l’antica tradizione familiare, a favore del trekking, dell’alpinismo, dello sci alpinismo, del trail running, e di diverse altre attività nella natura. Con l’iniziativa sul Prado, organizzata in collaborazione con il Parco Nazionale dell’Appennino Tosco Emiliano, ed affidata a Gabriele Morini, l’associazione Mangia Trekking ha voluto evidenziare le bellezze dei crinali delle montagne che guardano al mare, l’importanza di tutelare le collaborazioni tra l’associazionismo e le storiche realtà economiche dei luoghi, nonché il valore della memoria e delle tradizioni, per la vita stessa dei territori e delle comunità della montagna. Dove l’Alpinismo Lento si afferma oggi, quale importante risorsa turistico-sportiva dei luoghi.

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