Sesta Godano, torna la sagra dedicata a Sua Maestà... il raviolo In evidenza

In programma il prossimo fine settimana al parco comunale del borgo.

Martedì, 16 Luglio 2019 16:15

Il prossimo 20/21 luglio a Sesta Godano, al parco comunale Sandro Pertini, va in scena il gusto con l'ormai tradizionale sagra del raviolo, giunta ormai alla sua nona edizione, a cura di Proloco Sesta Godano e frazioni. L'evento vede come protagonista indiscusso il raviolo, re della tavola della festa.

Perché proprio a Sesta Godano? Lo abbiamo chiesto al cuoco storico della manifestazione, Severino.

Il Raviolo o tordello, pansotto, riconosciuto con i diversi nomi che le tradizioni gastronomiche regionali gli hanno attribuito, nasce nel Medioevo a cavallo fra l'appennino ligure-tosco-emiliano.

A Sesta Godano, terra di confine fra le tre regioni, dove le diverse tradizioni gastronomiche si incontrano nelle lotte di potere dei diversi potentati rinascimentali, il raviolo pare trovare la sua propria identità negli ingredienti che ne contraddistinguono impasto e ripieno, ben accompagnati dalla tipica forma che qui risponde alla tradizione ligure - perché il buon mangiare in Italia va in scena, non soltanto nel connubio di sapori, ma anche nell'equilibrio di colore e forma.

La sagra ce lo presenta in tre differenti tipologie: di magro con borragine e ricotta - di provenienza dai caseifici locali - , di carne - biologica in omaggio alla tradizione della nostra valle - e di carne e verdura. Buono di per sé, Sua Maestà si introna nel piatto alla sagra di Sesta Godano, ammantato di salsa di noci, al ragù o con i funghi del Monte Gottero, secchi o freschi secondo disponibilità, gentilmente concessi dal Consorzio locale.

Accomuna ogni tipologia il lieve aroma del timo, l'erba persa, che fra le rocce degli alpeggi liguri, ben esposti alla brezza marina, trova il proprio habitat ideale.

L'invito è quindi a partecipare alla sagra del raviolo di Sesta Godano, accostando la bocca alla forchetta con tutto il rispetto che si deve ad un ospite di rango che in Alta Val di Vara trova la propria casa.

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